Tabacci: "Con il Pd siamo gli interpreti dell’agenda Draghi. Di Maio? Mio figlio"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Il Centro di Renzi e di Calenda non va lontano, perché in politica chi non rispetta i patti perde la fiducia. L'Italia con Mario Draghi ha conquistato credibilità, e non può accettare giochi di prestigio: non siamo al circo. Letta ha il merito di avere smascherato Calenda e di avere individuato il perimetro delle alleanze". Bruno Tabacci si può dire che abbia il copyright del Centro, per storia e formazione politica, dall'impegno nella Dc con Giovanni Marcora fino alla creazione del partito Centro democratico e ora di Impegno civico con Luigi Di Maio.
Tabacci, viva il Centro o il Centro è morto?
"Il Centro va visto con gli strumenti elettorali che sono in campo, se no è il luogo della furbizia e delle velleità. Sono stato un convinto sostenitore di una riforma elettorale proporzionale, che avrebbe liberato le forze di Centro che intendevano misurarsi. Ma col Rosatellum, in cui un terzo dei collegi s…
ROMA - "Il Centro di Renzi e di Calenda non va lontano, perché in politica chi non rispetta i patti perde la fiducia. L'Italia con Mario Draghi ha conquistato credibilità, e non può accettare giochi di prestigio: non siamo al circo. Letta ha il merito di avere smascherato Calenda e di avere individuato il perimetro delle alleanze". Bruno Tabacci si può dire che abbia il copyright del Centro, per storia e formazione politica, dall'impegno nella Dc con Giovanni Marcora fino alla creazione del partito Centro democratico e ora di Impegno civico con Luigi Di Maio.
Tabacci, viva il Centro o il Centro è morto?
"Il Centro va visto con gli strumenti elettorali che sono in campo, se no è il luogo della furbizia e delle velleità. Sono stato un convinto sostenitore di una riforma elettorale proporzionale, che avrebbe liberato le forze di Centro che intendevano misurarsi. Ma col Rosatellum, in cui un terzo dei collegi sono maggioritari uninominali, il centro cade sotto la strettoia del voto utile. Negli ultimi dieci giorni gli elettori sceglieranno tra Enrico Letta, il Pd e la nostra coalizione oppure Giorgia Meloni e i suoi compagni. Non ci sarà spazio per l'operazione di Renzi e di Calenda di pura furbizia".
Lei tuttavia fondò Centro democratico.
"Centro democratico è un partito di centrosinistra, nato con le primarie del 2013. Con questa destra anche un centrista doc come Pier Ferdinando Casini non ha avuto dubbi da che parte stare ed è stato eletto a Bologna in coalizione col Pd. L'agitarsi di Calenda ha degradato il Centro a puro strumentalismo. Il merito di Enrico Letta è stato di metterne a nudo l'inaffidabilità di Calenda".
Nel centrosinistra non c'è il rischio di "minestrone" politico, raccogliendo di tutto un po'? E Letta ha sbagliato qualcosa?
"La posizione del Pd, che è il soggetto politico più importante, di +Europa e di di Di Maio e mia è di interpretare l'esperienza di governo che ha avuto in Draghi un punto di prestigio indiscutibile. Ne fa testo il fatto che c'è stata una crescita economica che non era prevista né prevedibile, più 6,6 sul Pil e più 3,4 nel 2022 grazie ai dati dell'ultimo trimestre. E questa non è l'agenda Draghi, ma i fatti del governo Draghi. Letta ha fatto quello che era giusto fare e ora c'è un perimetro di alleanze che deve restare tale".
Dopo lo strappo Calenda, sale il vantaggio del centrodestra?
"A guardare i sondaggi. Penso però che siano sondaggi datati e che non tengono conto dell'alto tasso di astensionismo. Non credo che gli italiani affidino il Paese a chi chiede il blocco navale e a chi si metterà in rotta con l'Europa o propone un presidenzialismo avventuroso fuori dallo spirito costituzionale, mentre c'è da gestire il Pnrr con gli oltre 200 miliardi da cui dipende l'ammodernamento dell'Italia. Le promesse elettorali del centrodestra tra flat tax, condoni, rincorsa dei tassisti e dei balneari portano dritti al default in salsa argentina. Nel 2011 con Berlusconi e Tremonti lo spread salì a 600".
Per Impegno civico, senza Calenda, la strada è più agevole nel centrosinistra?
"Di Maio è il contrario di Di Battista: è stato forgiato dall'esperienza di governo e ha interpretato al meglio la politica estera del governo Draghi, in particolare sull'Ucraina. L'iniziativa politica mia con lui non è un fatto tattico, ma ha un valore di passaggio generazionale: Luigi è più giovane dei miei figli. Inoltre in Impegno civico saranno coinvolti sindaci come Alessio Pascucci, mentre Federico Pizzarotti ha scelto di stare con Renzi strizzando l'occhio alla destra".
Dove sarà candidato Di Maio? E lei?
"Sono stato eletto a Milano nell'uninominale e preferirei essere giudicato da quegli stessi elettori. Per Di Maio non sarà un problema perché è un candidato apprezzato. E poi Impegno civico conta di superare lo sbarramento del 3%".