ROMA - I manifesti di Giorgia Meloni tappezzano i muri delle città. Lo slogan recita "Pronti". Accanto la leader sorride rassicurante. Pronta a governare l'Italia. È la stessa parola d'ordine di Marion Maréchal Le Pen, la nipote di Marine, che in Francia nei suoi manifesti ha fatto scrivere Nous sommes prêts "siamo pronti". Il marito di Marion è Vincenzo Sofo, eurodeputato di Fratelli d'Italia. È solo un dettaglio, ma di simili coincidenze è lastricata la via della destra estrema italiana ed europea.
Tutto questo mentre ieri il centrodestra ha trovato la quadra sul programma elettorale, partorendo un manifesto di 15 punti che oggi sarà sottoposto al vaglio dei leader Meloni, Berlusconi e Salvini. Abolizione del reddito di cittadinanza. Tornano i decreti di sicurezza, ma andranno calibrati dopo la bocciatura della Consulta. Estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila di fattura…
ROMA - I manifesti di Giorgia Meloni tappezzano i muri delle città. Lo slogan recita "Pronti". Accanto la leader sorride rassicurante. Pronta a governare l'Italia. È la stessa parola d'ordine di Marion Maréchal Le Pen, la nipote di Marine, che in Francia nei suoi manifesti ha fatto scrivere Nous sommes prêts "siamo pronti". Il marito di Marion è Vincenzo Sofo, eurodeputato di Fratelli d'Italia. È solo un dettaglio, ma di simili coincidenze è lastricata la via della destra estrema italiana ed europea.
Tutto questo mentre ieri il centrodestra ha trovato la quadra sul programma elettorale, partorendo un manifesto di 15 punti che oggi sarà sottoposto al vaglio dei leader Meloni, Berlusconi e Salvini. Abolizione del reddito di cittadinanza. Tornano i decreti di sicurezza, ma andranno calibrati dopo la bocciatura della Consulta. Estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila di fatturato e flat tax "su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese". Presidenzialismo. Autonomia di Lombardia e Veneto. Nucleare. Ambiente. Questi i punti principali. Titolo della bozza: Italia domani.
Viene confermata la collocazione internazionale. "L'Italia aderisce al processo di integrazione europea", patto di stabilità incluso, "ma tutela gli interessi nazionali". Tradotto: a Bruxelles vanno difesi i dossier italiani. Conferma dell'atlantismo, fedeltà alla Nato. Sostegno anche militare all'Ucraina. Condanna dell'invasione della Russia. È un messaggio rassicurante alle cancellerie e Bruxelles: un cambio di paradigma rispetto al 2018, quando si teorizzava l'uscita dall'euro.
Sull'immigrazione resta la linea dura: contrasto a quella clandestina, con richiesta di avere più polizia. Conferma degli impegni presi sul Pnnr, con qualche distinguo, avanzato da Raffaele Fitto di Fratelli d'Italia: "La relazione della Corte dei Conti conferma i nostri timori: sul Pnrr occorre una riflessione e se necessario bisogna rinegoziare obiettivi e priorità con la Commissione europea".
C'è poi un capitolo sulla giustizia. Si chiede la separazione delle carriere e la riforma del Csm. Sul lavoro: "Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori, azzeramento di Iva sui beni di prima necessità". Ribadito il progetto di ridurre la pressione fiscale per famiglie, imprese, lavoratori autonomi.
La svolta ecologica è definita "una priorità". Il proposito è di usare i 70 miliardi del Pnrr destinati all'ambiente per far decollare la transizione ecologica. L'educazione ambientale dovrà diventare materia scolastica. Non manca un riferimento "alla piantumazione intensiva di alberi, soprattutto nelle aree abbandonate dell'agricoltura": il cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere si candiderà, al Senato. Una rivincita. "Nel mio partito mi hanno assalito, mi hanno detto: "È importante che mi candidi"" ha detto a Radio 24.
Il programma va presentato entro il 14 agosto insieme ai simboli. Fratelli d'Italia correrà con la fiamma. Entro il 21 agosto vanno definite le candidature. Resta da capire quanti ne avranno i centristi. La loro quota è 11, ma nel frattempo Udc, Coraggio Italia, Noi con l'Italia e Italia al centro hanno deciso di fare la lista unica: la quarta gamba. E quindi la quota sale a 16. "Siamo vicini all'accordo, come Fratelli d'Italia abbiamo fatto uno sforzo e cercato di favorire in maniera decisiva la confluenza delle due liste in una unica", ha spiegato Ignazio La Russa. "Abbiamo chiesto di aiutarci anche agli altri partiti di centrodestra, e la Lega ha ceduto due collegi al Nord".