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Gelmini: "Siamo noi gli eredi politici di Draghi, ruberemo voti a tutti"

Mariastella Gelmini (ansa)
Intervista alla ministra per gli Affari regionali, ex FI passata con Calenda: "Andremo d'accordo, non vedo problemi. Possiamo raggiungere la doppia cifra. Al Nord ci guardano con interesse"
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Maria Stella Gelmini, l'accordo è fatto, ma lei si fida di Matteo Renzi?
"Sì, ha fatto una scelta generosa, lasciando la leadership a Carlo Calenda. È un Renzi più saggio e riflessivo di un tempo, si vede che ci crede davvero al progetto".

E Renzi può fidarsi di Calenda, che in passato aveva giurato: "Mai con Matteo"?
"Pure. Calenda ha scelto la strada più difficile. Poteva andare tranquillamente col centrosinistra, lì i seggi erano assicurati. Ma se si vuole stare dalla parte di chi rischia e non di chi aspetta il reddito di cittadinanza non si può militare dentro una coalizione che tiene insieme Carlo Cottarelli e Nicola Fratoianni".

A quali elettori puntate?
"Ai delusi di Forza Italia, che nel seguire Matteo Salvini ha compiuto una scelta folle, facendo cadere Mario Draghi. Ma anche ai delusi della Lega. E naturalmente ai tanti che non hanno ancora scelto cosa votare".

E per…

Maria Stella Gelmini, l'accordo è fatto, ma lei si fida di Matteo Renzi?
"Sì, ha fatto una scelta generosa, lasciando la leadership a Carlo Calenda. È un Renzi più saggio e riflessivo di un tempo, si vede che ci crede davvero al progetto".

E Renzi può fidarsi di Calenda, che in passato aveva giurato: "Mai con Matteo"?
"Pure. Calenda ha scelto la strada più difficile. Poteva andare tranquillamente col centrosinistra, lì i seggi erano assicurati. Ma se si vuole stare dalla parte di chi rischia e non di chi aspetta il reddito di cittadinanza non si può militare dentro una coalizione che tiene insieme Carlo Cottarelli e Nicola Fratoianni".

A quali elettori puntate?
"Ai delusi di Forza Italia, che nel seguire Matteo Salvini ha compiuto una scelta folle, facendo cadere Mario Draghi. Ma anche ai delusi della Lega. E naturalmente ai tanti che non hanno ancora scelto cosa votare".

E perché dovrebbero scegliere il Terzo Polo, visto che la partita sarà soprattutto Meloni contro Letta?
"Perché siamo il partito del buon governo, della serietà, della responsabilità. Gli unici che portano avanti l'agenda Draghi. E lo facciamo con una squadra che come, ha detto l'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, è passato dall'io al noi".

Quindi pensate di rubare voti più a destra che a sinistra?
"Sì, e infatti è lì che si manifestano i primi nervosismi".

I sondaggi non sono molto incoraggianti.
"Invece penso che potremmo raggiungere la doppia cifra".

E il vostro messaggio può fare presa al Nord?
"Colgo un grande interesse da parte dei ceti produttivi del Nord che a livello territoriale possono votare Zaia o Fontana, ma poi sono a disagio con gli slogan di Salvini. La caduta di Draghi è vista con preoccupazione, Calenda può rassicurare quel mondo".

Ma andrete d'accordo?
"Non vedo problemi, io al governo ho lavorato benissimo sia con Mara Carfagna, che era del mio partito, sia con Elena Bonetti di Italia viva. E c'è piana consonanza sull'agenda Draghi. Senza Renzi non ci sarebbe stato Draghi a palazzo Chigi".

E il prossimo premier deve essere ancora Draghi?
"Non possiamo tirare per la giacca nessuno, naturalmente, ma il suo lavoro non può essere buttato alle ortiche".

Ma cosa intendete esattamente con Agenda Draghi?
"Il lavoro avviato col Pnrr. Gli aiuti, ben 45 miliardi contro il caro energia e il caro bollette. Il sostegno all'Ucraina. La collocazione salda dentro i valori dell'Occidente, Draghi si è speso per l'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. Va poi preservata la sostenibilità dei conti pubblici, visto che il nostro debito pubblico è passato dal 120 al 150 per cento del Pil. Il sì ai termovalorizzatori e ai rigassificatori. Tutto questo rappresenta un patrimonio per il Paese".

Non è un'agenda acquisita?
"Leggo che Fratelli d'Italia vorrebbe rinegoziare le regole del Pnrr".

Calenda ha perso punti dopo lo strappo col Pd. Oscilla troppo?
"Calenda piace perché parla chiaro, è netto, deciso, e quando serve ruvido".

Molti sostengono che alla fine il Terzo Polo favorirà la destra.
"Penso il contrario. La destra avrebbe avuto tutto da guadagnare se Calenda se ne fosse andato con il centrosinistra. Calenda è ascoltato nel mondo delle imprese, tra le partite Iva, che guardano a lui con speranza".

Silvio Berlusconi può diventare il nuovo presidente del Senato?
"Sono contento che possa tornare in Parlamento, ma lui stesso ha detto di non ambire a quella carica. Viene sanato, dopo nove anni, un vulnus. La sua estromissione fu ingiusta, l'ho sempre detto".

I vostri rapporti come sono?
"La separazione da Forza Italia è stata dolorosa, ma per il Cavaliere la stima resta intatta".

Lei dove sarà candidata?
"In Lombardia presumo".