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"Credo": Salvini lancia lo slogan della campagna elettorale. Rispolvera il sovranismo e lo stop al canone Rai

La parola "Credo", scelta dalla Lega per la campagna elettorale, proiettata ieri sera sulla facciata della stazione Centrale di Milano 
La Lega sceglie la "parola chiave" in vista delle Politiche: proiettata nel buio a Lampedusa, sulle facciate dell'Inps e della stazione di Milano. Pubblicato anche il programma di partito: una lenzuolata di 200 pagine, dal federalismo alla "questione repubblicana". Ci sono flat tax, quota 41 e contante a 10mila euro. Ma anche il "no a genitore 1 e genitore 2"
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"Credo". Matteo Salvini dà un sapore mistico alla sua campagna elettorale. Si era mostrato nella prima intervista dopo la caduta del governo con alle spalle una distesa di quadretti religiosi con il ritratto della Madonna. Ancor prima aveva sfoggiato rosari, baciato crocifissi, si era affidato dal palco dei comizi "al cuore immacolato di Maria". Ora sceglie per la campagna in vista del voto del 25 settembre una sola parola chiave: "Credo".

La scritta bianca, su sfondo blu (sostituto salviniano del verde padano) e con una sottolineatura in giallo ripropone i colori del logo leghista. È già apparsa in tutta Italia su manifesti con su incisa quella solo parola. E, per il lancio ufficiale, ieri sera è stata proiettata in quattro luoghi simbolo per la Lega: il porto di Lampedusa, epicentro degli sbarchi, l'Agenzia delle entrate, a evocare la futura pace fiscale e il progetto della flat tax, la sede Inps di …

"Credo". Matteo Salvini dà un sapore mistico alla sua campagna elettorale. Si era mostrato nella prima intervista dopo la caduta del governo con alle spalle una distesa di quadretti religiosi con il ritratto della Madonna. Ancor prima aveva sfoggiato rosari, baciato crocifissi, si era affidato dal palco dei comizi "al cuore immacolato di Maria". Ora sceglie per la campagna in vista del voto del 25 settembre una sola parola chiave: "Credo".

La scritta bianca, su sfondo blu (sostituto salviniano del verde padano) e con una sottolineatura in giallo ripropone i colori del logo leghista. È già apparsa in tutta Italia su manifesti con su incisa quella solo parola. E, per il lancio ufficiale, ieri sera è stata proiettata in quattro luoghi simbolo per la Lega: il porto di Lampedusa, epicentro degli sbarchi, l'Agenzia delle entrate, a evocare la futura pace fiscale e il progetto della flat tax, la sede Inps di Roma, con allusione alla riforma delle pensioni con Quota 41, la stazione Centrale di Milano, in chiave sicurezza. "Non c’è futuro senza credo. Credere è il motore di tutto. Della vita, del lavoro, dello sport, dello studio, perfino dell’amore. Credo nell'Italia, credo negli italiani", scrive il leader leghista su Facebook.

Giorgia Meloni aveva rispolverato la triade "Dio, patria e famiglia". "Credo", proclama sui social Salvini, annunciando nelle prossime ore altre sorprese per il lancio ufficiale della campagna elettorale. La Lega intanto presenta il proprio programma di governo, che dettaglia il patto di coalizione. Una "lenzuolata" di oltre 200 pagine fitte, che sviluppa 41 temi. Non le 281 cartelle sfornate dall'Unione nel 2006, ma un livello di dettaglio non troppo lontano. 

In cima all'agenda la Lega ripropone la "questione federalista", ma accanto a tre altri grandi temi, la questione "liberale", la questione "sovranista", perché bisogna "preseguire con determinazione" gli interessi nazionali, la questione "repubblicana", ossia la battaglia contro "la caduta del senso civico" e per una riforma sul modello del semipresidenzialismo alla francese. Tra le proposte economiche nel programma leghista compaiono ovviamente la flat tax al 15%, da raggiungere con passaggi successivi, il "superamento della legge Fornero" con quota 41, l'abbattimento dell'Iva sui beni di prima necessità, l'aumento del tetto del contante (oggi è di 1000 euro) a 10mila euro, la progressiva abolizione del canone Rai. "Pagare tutti, pagare meno" è lo slogan scelto.

Si fa notare il no al superamento dell'unanimità (che dà diritto di veto a ogni singolo leader) nelle decisioni dei Consigli europei. E, sul fronte interno, è scontata la priorità data dalla Lega ai nuovi decreti sicurezza e contro l'immigrazione irregolare, che compaiono anche nel programma di coalizione, insieme a un "obiettivo zero femminicidi". C'è naturalmente la lotta alle droghe e il no alla cannabis. Mentre tra le idee più singolari si nota quella di non sciogliere più interi Consigli comunali per infiltrazioni mafiose, ma far decadere solo il consigliere colluso. Nel capitolo famiglia torna un tema ricorrente nei comizi salviniani: "No al genitore 1 e 2, no alla maternità surrogata, no all'ideologia gender". Posizioni tradizionaliste in linea con il "credo" che farà da leit motiv all'intera campagna.