Intervista a Emma Bonino: “Sui diritti sfida ai reazionari. La storia darà torto a Salvini e Meloni”
di Giovanna VitaleSenatrice Bonino, il programma del Pd punta molto sui diritti. Pensa sia la scelta giusta per recuperare voti dall’astensione e dal centro?
«I diritti sono un punto politico decisivo, dagli Stati Uniti all’Europa. Negli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema alcuni Stati trumpiani vietano l’aborto, in Ungheria e Polonia per le donne e le persone Lgbtiq+ la vita si fa sempre più difficile. Per una liberale radicale come me la difesa della società aperta è una priorità, sui temi economici come sui diritti civili. E sono molto contenta che nel nostro campo sia stata avanzata la candidatura di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro. La scelta è chiara: da questa parte i diritti e il progresso, dall’altra chi guarda a Orban e strizza l’occhio a Putin».
Alcuni temi, dall’uso terapeutico della cannabis allo Ius scholae, sono divisivi. Il Parlamento li ha fermati, ma secondo lei l’Italia è pr…
Senatrice Bonino, il programma del Pd punta molto sui diritti. Pensa sia la scelta giusta per recuperare voti dall’astensione e dal centro?
«I diritti sono un punto politico decisivo, dagli Stati Uniti all’Europa. Negli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema alcuni Stati trumpiani vietano l’aborto, in Ungheria e Polonia per le donne e le persone Lgbtiq+ la vita si fa sempre più difficile. Per una liberale radicale come me la difesa della società aperta è una priorità, sui temi economici come sui diritti civili. E sono molto contenta che nel nostro campo sia stata avanzata la candidatura di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro. La scelta è chiara: da questa parte i diritti e il progresso, dall’altra chi guarda a Orban e strizza l’occhio a Putin».
Alcuni temi, dall’uso terapeutico della cannabis allo Ius scholae, sono divisivi. Il Parlamento li ha fermati, ma secondo lei l’Italia è pronta?
«Penso che la società sia più avanti dei partiti. Sui diritti, come sempre, la destra di Meloni e Salvini è reazionaria, altro che “moderati”. Faccio notare che in Germania la coalizione tra liberali, verdi e socialdemocratici si appresta a legalizzare la cannabis, e che la Cdu della Merkel aveva cominciato a discutere del tema. Sui diritti non si può rimanere fermi, se non si va avanti si torna indietro».
Non si rischia di impaurire gli elettori e spingerli verso i sovranisti che urlano contro la droga libera e la cittadinanza facile agli immigrati?
«Come dicevo, gli elettori sono più maturi, anche quelli di destra. Chi mi conosce sa che da qualche decennio mi batto per i diritti, ma ciò non mi ha impedito di ricoprire cariche istituzionali, da commissaria europea a ministro; questo per dire che si può lottare per più cose insieme, buon governo e diritti. E voglio ricordare ai più giovani che pure le Meloni e i Salvini di un tempo erano contro il divorzio, l’aborto e i diritti degli omosessuali. La storia ha dato torto a quei politici, darà torto anche a quelli di oggi: dobbiamo impedire che facciano guai come i loro amici in Polonia e in Ungheria».
Sui migranti la destra gioca a soffiare sulle paure per nascondere la sua natura xenofoba?
«Mi pare assurdo. Abbiamo un crollo demografico, in molti settori non ci sono lavoratori e le politiche per una crescita della natalità non hanno effetti immediati: come si fa a non capire che dobbiamo legare all’Italia i ragazzi che studiano nelle nostre scuole e che sono figli di stranieri? Lo Ius scholae non è un regalo agli stranieri, ma un investimento sul futuro del nostro Paese».
Si parla pure di matrimonio egualitario. Non sarà troppo per un paese cattolico come l’Italia?
«La Spagna è un paese cattolico ed ha introdotto il matrimonio omosessuale molti anni fa. Noi di +Europa lo chiediamo da tempo e credo che la maggioranza degli italiani, in particolare i giovani, siano con noi. In più, nel nostro programma chiediamo anche pari diritti per le famiglie arcobaleno e adozioni per le coppie Lgbtiq+. Su questo vorrei omaggiare la memoria di Piero Angela che, intervenendo su Rai 3 tempo fa, poneva garbatamente l’evidenza scientifica sulla omosessualità, dicendo che non è contro natura, ma anzi queste coppie fanno esattamente lo stesso percorso di quelle eterosessuali. Perché, quindi, non riconoscere loro gli stessi diritti?».
Altro capitolo: il fine vita, sempre osteggiato dalla destra. Un governo Meloni l’approverà mai?
«Temo proprio di no, dopo anni e anni di propaganda non avranno margini. Mi ricordo la vicenda di Eluana Englaro: da una parte un uomo mite e coraggioso, il padre, Beppino; dall’altra, una schiera di politici di destra esagitati, pronti cinicamente a dire che la stavano ammazzando. È stato grave anche per questo che la legislatura sia finita anzitempo. Faccio notare inoltre che la folle legge sugli stupefacenti causa disastri su ogni fronte, ingolfa i tribunali, riempie le carceri di tossicodipendenti ed è la principale causa del sovraffollamento. Una riforma antiproibizionista come quella che proponiamo è un passo non più rinviabile nel cammino verso quella giustizia giusta per cui ci battiamo da sempre».
Giovedì Azione e Iv presentano il loro programma: si aspetta che prendano posizione sui diritti?
«Spero di sì, nel patto con il Pd sottoscritto da Letta, Calenda e Della Vedova i diritti c’erano come elemento importante e comune. Chi si richiama ai valori liberali non può non avere in agenda i diritti. Ma la presenza di molti esponenti del centrodestra cattolico nelle loro liste temo li renderà molto timidi su questo fronte».
Ha capito qual è il disegno del Terzo polo? Favorire la destra?
«È un dato di fatto che nei collegi uninominali che rappresentano oltre un terzo degli eletti il Terzo polo avvantaggerà Meloni e Salvini. I due leader sono entrambi stati eletti nel Pd e credo che i loro elettori non voterebbero un candidato di destra, ma per effetto della legge elettorale finiranno per favorirne l’elezione».
Se Meloni & Co. non riuscissero ad ottenere la maggioranza assoluta, crede che Renzi e Calenda andranno in soccorso?
«Spero di no, ma dopo le ultime vicende mi aspetto di tutto».