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Battaglia sul reddito di cittadinanza. FdI: "Da abolire". M5S: "Va rafforzato"

Il provvedimento simbolo dei grillini è difeso solo da Conte. Per il centrodestra l’assegno deve essere cancellato. Il Pd propone una riforma ma senza scardinarne l’impianto. Per il Terzo polo sussidio decade se si rifiuta il lavoro
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Il centrodestra, soprattutto FdI, vuole spazzarlo via. Il M5S lo difende e lo rilancia nel programma appena consegnato al Viminale. Il Pd punta a una riforma, così come il Terzo polo (con formule assai diverse). Che fine fa il reddito di cittadinanza? L’unico a difenderlo così com’è, con poche limature, è Giuseppe Conte. Nel capitoletto sulle politiche del lavoro del M5S è scritto chiaro: viene promesso addirittura un «rafforzamento del reddito di cittadinanza», rendendo «più efficiente il sistema delle politiche attive» con un «monitoraggio delle misure antifrode».

Nel dossier grillino si parla anche di «una riduzione dell’orario di lavoro soprattutto nei sett…

Il centrodestra, soprattutto FdI, vuole spazzarlo via. Il M5S lo difende e lo rilancia nel programma appena consegnato al Viminale. Il Pd punta a una riforma, così come il Terzo polo (con formule assai diverse). Che fine fa il reddito di cittadinanza? L’unico a difenderlo così com’è, con poche limature, è Giuseppe Conte. Nel capitoletto sulle politiche del lavoro del M5S è scritto chiaro: viene promesso addirittura un «rafforzamento del reddito di cittadinanza», rendendo «più efficiente il sistema delle politiche attive» con un «monitoraggio delle misure antifrode».

Nel dossier grillino si parla anche di «una riduzione dell’orario di lavoro soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica», con incentivi e crediti d’imposta alle imprese coinvolte, e ovviamente figura il salario minimo legale, a 9 euro lordi l’ora.

Nel centrodestra la vedono all’opposto: via il reddito. Lo ha ribadito ieri il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani: «Il reddito di cittadinanza — dice — va cancellato. Un conto è il dovere sacrosanto di aiutare chi è in difficoltà perché non può lavorare, altro è regalare un assegno di Stato a chi non vuole lavorare». Il programma della coalizione FdI-Lega-FI si mantiene vago sullo smantellamento, però. Si parla genericamente di una «sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro». Come arrivarci però è ancora poco chiaro.

Il Pd propone una riforma, senza però scardinare il sussidio. Nel programma approvato dalla direzione del partito sabato il reddito di cittadinanza viene confermato, con la postilla che va «ricalibrato» sulle indicazioni della commissione Saraceno (istituita dal ministro Andrea Orlando), quindi a favore delle famiglie più numerose e con figli minorenni.

C’è poi il Terzo Polo, che prima dell’accordo Calenda-Renzi viaggiava su binari diversi. L’ex premier avrebbe voluto cassarlo del tutto, tanto da raccogliere firme per un referendum. Mentre Azione è per una stretta, sì, ma non per un’abolizione tout court. Un compromesso alla fine è arrivato. Nel programma del cartello elettorale centrista è previsto il ritiro del sussidio «dopo un rifiuto e una riduzione dopo 2 anni senza lavoro». Saranno coinvolte le agenzie private per il lavoro, invece dei centri per l’impiego, con l’obbligo di colloqui a cadenza mensile per i percettori. E viene auspicato un potenziamento dei lavori di pubblica utilità, fin qui rimasti al palo.