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Il virologo Andrea Crisanti in lista col Pd: "Io di sinistra da sempre. Salvini mi attacca? Si preoccupi delle sue stupidaggini su pandemia e Putin"

Intervista al professore si candida coi dem: "C'è stato con loro un confronto durato tre settimane. Ho accettato perché è giusto che un tecnico venga legittimato dai voti. Le critiche al governo Draghi sui tamponi? I fatti mi hanno dato ragione"
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Per il Pd ma sempre pronto a criticare ciò che gli sembra sbagliato, come ha fatto quando ha preso di mira il governo su temi come i tamponi, i vaccini e il tracciamento. Andrea Crisanti, microbiologo romano e professore a Padova, si prepara alla campagna elettorale.

I virologi scendono in campo

Professore come è arrivato alla candidatura?
"C'è stato un confronto con il Pd durato tre settimane, alla fine mi hanno proposto di candidarmi. Ho accettato per due ragioni. Per prima cosa è giusto che un tecnico venga legittimato dai voti, una decisione tecnica infatti non è mai neutra. È una questione di rispetto nei confronti degli italiani. Inoltre, ritengo che l'Italia abbia bisogno del contributo di chi crede nella sanità pubblica".


Lei è un uomo di sinistra?
"Sono sempre stato di sinistra. Sono iscritto al circolo Pd di Londra da 6 anni, sono stato nella Fgci ai tempi di Berlinguer. Essere candidato n…

Per il Pd ma sempre pronto a criticare ciò che gli sembra sbagliato, come ha fatto quando ha preso di mira il governo su temi come i tamponi, i vaccini e il tracciamento. Andrea Crisanti, microbiologo romano e professore a Padova, si prepara alla campagna elettorale.

I virologi scendono in campo

Professore come è arrivato alla candidatura?
"C'è stato un confronto con il Pd durato tre settimane, alla fine mi hanno proposto di candidarmi. Ho accettato per due ragioni. Per prima cosa è giusto che un tecnico venga legittimato dai voti, una decisione tecnica infatti non è mai neutra. È una questione di rispetto nei confronti degli italiani. Inoltre, ritengo che l'Italia abbia bisogno del contributo di chi crede nella sanità pubblica".


Lei è un uomo di sinistra?
"Sono sempre stato di sinistra. Sono iscritto al circolo Pd di Londra da 6 anni, sono stato nella Fgci ai tempi di Berlinguer. Essere candidato nella circoscrizione europea, inoltre, mi riconnette con la mia storia personale. Sono stato trent'anni all'estero".

Lei è stato molto duro in certi momenti con il governo.
"La trasparenza e l'onestà danno la misura del rispetto nei confronti dei cittadini. Dirò sempre quello che penso. Ho criticato ad esempio alcune scelte sui tamponi e i fatti mi hanno dato ragione".

Ha messo le sue critiche nero su bianco, visto che ha firmato la perizia nell'inchiesta della procura di Bergamo sulla gestione delle prime settimane.
"L'ho consegnata ormai quasi un anno fa. Io comunque rispondo alla mia coscienza della mia integrità. Scrivo e dico quello che penso al di là dell'opinione politica. Ho avuto scontri anche con la sinistra, perché non guardato in faccia a nessuno. Mi hanno chiesto di fare il consulente della procura e l'ho fatto. La mia integrità non è al servizio di nessuno".

Come giudica l'operato del ministro alla Salute Roberto Speranza?
"Ha trovato al ministero dirigenti che erano lì da anni, arruolati per appartenenza politica e non per competenza. Così talvolta le misure adottate non sono state efficaci. Quando poi si è circondato di esperti, come quelli del Cts, le cose sono andate meglio".

Quali sono stati gli errori nelle politiche di contrasto al Covid?
"Intanto nella prima settimana si poteva agire diversamente, invece di minimizzare e rassicurare. Poi dopo la prima ondata abbiamo non abbiamo costruito una rete di laboratori più forte per fare meglio il tracciamento. Poi sono arrivati i vaccini, che hanno risolto molti problemi".

In certe fasi è stato cauto sui vaccini.
"Sono sempre stato super convito sulla loro utilità quando i dati erano convincenti. Non bisogna avere posizioni ideologiche ma seguire l'evidenza scientifica. Ero prudente quando i dati non erano convincenti".

Lei è uno degli esperti che si sono molto esposti. Si aspetta che la scelta di candidarsi le porti molte critiche? Salvini ha già iniziato.
"Gli attacchi degli esponenti di destra come Salvini mi scivolano addosso. Quella parte politica piuttosto dovrebbe essere preoccupata per tutti gli sbagli che ha fatto. Le stupidaggini che hanno detto sulla pandemia ma anche gli errori di politica estera, i rapporti con Putin, i problemi con l'Europa. E poi c'è la flat tax. C'è una parte del Paese che si sente emarginata, esclusa dal progresso e rischia di votare a destra senza rendersi conto che in quel modo fa come le galline quando vanno a pranzo con la volpe. La flat tax aumenta il divario nella capacità di spesa".

La destra va verso la vittoria. Come si aspetta che sarà gestita la pandemia?
"Gli errori di valutazione che hanno fatto finora rispetto al Covid sono garanzia degli sbagli che faranno una volta al potere".

Lei è stato molto critico con le politiche sanitarie del Veneto di Luca Zaia. Si è trattato di attacchi politici?
"No, li ho criticati perché hanno fatto degli errori, non c'è nessuna valenza politica. Del resto ho criticato centro, destra e sinistra. Seguo solo la mia coscienza".

Che campagna elettorale l'aspetta?
"Andrò in giro per l'Europa. Il seggio dove mi candido, storicamente viene vinto dal Pd. È una bella responsabilità, speriamo di non sbagliare".