Civati ci riprova e si candida col centrosinistra: "Io e Casini siamo il campo larghissimo. Non farò la foglia di fico del Pd"
di Stefano Baldolini , di Stefano BaldoliniGiuseppe Civati, esponente di Possibile, si candida nelle liste di Verdi-Sinistra italiana. Dopo settimane in cui si parlava di un suo ritorno in Parlamento da lei smentito. Celebre un suo tweet: "Per la verità sono a casa e sto stirando". Alla fine ci ha ripensato?
"Non ci avevo proprio mai pensato. Ero dedito alla mia attività editoriale che infatti proseguirà. Alla mia Srl, agli f24, alle scadenze, alle tasse da pagare".
Il cosiddetto mondo reale. Allora perché ha accettato?
"Perché la situazione è molto più grave di quanto potevamo immaginare. Rischiamo di diventare il Paese caricatura globale di tutte le cose sbagliate: dal negazionismo sul clima, cosa clamorosa, da Trump alla democrazia selettiva, che ci può essere ma anche no, a un'Europa rovesciata... avevo, noi di Possibile, avevamo avuto molte richieste da parte del centrosinistra".
Fratoianni e Bonelli sono stati più convincen…
Giuseppe Civati, esponente di Possibile, si candida nelle liste di Verdi-Sinistra italiana. Dopo settimane in cui si parlava di un suo ritorno in Parlamento da lei smentito. Celebre un suo tweet: "Per la verità sono a casa e sto stirando". Alla fine ci ha ripensato?
"Non ci avevo proprio mai pensato. Ero dedito alla mia attività editoriale che infatti proseguirà. Alla mia Srl, agli f24, alle scadenze, alle tasse da pagare".
Il cosiddetto mondo reale. Allora perché ha accettato?
"Perché la situazione è molto più grave di quanto potevamo immaginare. Rischiamo di diventare il Paese caricatura globale di tutte le cose sbagliate: dal negazionismo sul clima, cosa clamorosa, da Trump alla democrazia selettiva, che ci può essere ma anche no, a un'Europa rovesciata... avevo, noi di Possibile, avevamo avuto molte richieste da parte del centrosinistra".
Fratoianni e Bonelli sono stati più convincenti?
"Sono un luogo in cui ci troviamo bene, poi non le nascondo che avere a che fare con questa legge elettorale flipper è drammatico. Ma l'importante è che uno dei due, tra Beatrice Brignone e me, sia eletto".
L'hanno candidata in Emilia Romagna, e in virtù della legge ''flipper' i suoi voti finiranno anche a Pierferdinando Casini.
"Sì, me l'hanno già fatto notare e io ho già risposto che sarò l'antidoto di Casini. Scherzo, ma volendo essere seri, sicuramente non farò da foglia di fico. Poi, non l'ho chiesto io, ma sono felicissimo di essere candidato in una regione che come uomo di sinistra ho sempre invidiato, io lombardo, che avevo a che fare con Formigoni o il Trota. In ogni caso, in assenza di un campo largo, io e Casini facciamo il campo larghissimo. E comunque, nella Dc, nella Prima repubblica, c'erano un sacco di cose che oggi sembrano preziose".
Cosa pensa della candidatura di Elly Schlein, pur da indipendente, nel Pd? Era con lei in Possibile.
"Il Pd è un partito che candida sia Casini sia Schlein. Se, come mi auguro, prevarrà la parte più progressista, sarà un bene per tutte e tutti. Abbiamo iniziato a dirlo dieci anni fa, proprio con ragazze e ragazzi come Elly. I tempi credo siano maturi per questo cambiamento".
La possiamo definire un irrequieto della politica?
"Sembro irrequieto, ma in realtà sono noiosissimo. Sono sempre stato fermo allo stesso posto, dopo di che intorno a me è successo di tutto. Si è scivolati in anni di compromessi, di moderatismo".
È stato quattro anni lontano dal Palazzo, al di là della retorica, è possibile incidere da fuori? Ci torna per questo?
"Io sono disperato perché ero diventato simpaticissimo, e ora se ci torno sarò odiato da tutti, visto che chi ha incarichi pubblici non è considerato credibile. Ma questo antiparlamentarismo è sbagliato".
Entra a campagna elettorale iniziata, come la giudica?
"Entro a partita iniziata, sul 2 a 0 per gli altri. Come le vecchie glorie o quelli che non hanno 90 minuti nella gambe. Come la vedo? Questi, le destre, sono una distopia. Non solo per la nostalgia di un passato orribile ma per quello che dicono adesso. Dovremmo avere il coraggio di avere la loro stessa immaginazione, ma verso sinistra. Se le cose vanno così male, bisogna scartare. Loro sono brutti, ma noi cosa abbiamo da dire? È la mia ossessione".
Cosa avete da dire?
"Che vogliamo in 10 anni una opzione di Paese diversa, dedicando al clima un punto di Pil, per renderlo indipendente dal punto di vista energetico dai satrapi, guerrafondai, attuando politiche da 'gretini'. Provare a essere primi nel mondo su queste questioni. Sa cosa mi scrivono i giovani? Come sfruttare le maree..."
Sembra di sentire un comico politico...
"A differenza di Beppe Grillo noi abbiamo gente che questi conti li ha fatti. Siamo una comunità sottovalutata, ma piena di energie e di idee. Come sulla depenalizzazione della cannabis o sull'eutanasia legale, sul salario minimo".
Lei è contro la flat tax.
"Altro che flat tax, bisogna riscrivere un patto fiscale e sociale strappato da decenni. Chi sta bene deve dare una mano, attraverso progressività e tassazione delle rendite. Che glielo dico subito, non vuol dire patrimoniale. Nessun ideologismo, così il Pd non si arrabbia".
A proposito di Pd, lei ha abbandonato quella comunità nel 2015, dopo 20 anni, ai tempi di Renzi.
"Sì, ero contro l'Italicum, la buona scuola e altre amenità. Un'Olimpiade di robe che non mi piacevano".
E ora che se lo ritrova come alleato, come lo giudica?
"Il Pd ha una grande occasione. Di liberarsi di questi dieci anni di parole sbagliate, agende, larghe intese, compromessi, governi con tutti. So che è difficile, ma senza rinnegare e senza paura, contro chi vuole costruire un Paese proprio sulla paura, bisogna guardare oltre".
In questi anni il Pd ha spesso governato, è ora di fare opposizione?
"Stavolta no, è l'unica volta che non farebbe bene al Paese".
Ha paura del rischio fascismo? Lei ha scritto un libro "Non siete fascisti ma".
"Giorgia Meloni, che coi simboli del fascismo, con le fiamme, con i poster di Almirante, ci gioca un po' troppo, non mi fa paura per le sue idee sul passato, ma per quello che pensa adesso. Quello che si dice sull'immigrazione, sugli omosessuali, sui diritti non è fascista ma..."
Ma?
"Presenta elementi di digressione del linguaggio e del pensiero non riconducibili a un sistema democratico".
Quindi di là sono i cattivi, e di qua ci sono i buoni. Francesco Piccolo su questo giornale ha scritto che questa presunta superiorità etica è uno dei mali che affligge il Pd, la sinistra.
"Riformulo la questione di Piccolo in un altro modo. I buoni devono imparare a fare i buoni davvero. Perché non c'è una differenza a priori, ma da affermare una superiorità politica più che morale. Altrimenti la bontà resta un artefatto".
Nel 2013, lei era per l'accordo coi 5 stelle, non votò la fiducia al governo Letta.
"So dove vuole arrivare. Ma erano altri tempi. Allora sulla questione al congresso posi una domanda. Che ne facciamo di questo 25 per cento di ragazze e ragazzi molto ispirati, molto acerbi? Poi sono diventati un'altra cosa. Ma allora non è stato compreso il valore di quel voto".
Quindi? Chi l'ha candidata, Sinistra e Verdi, non escludono di tornare a parlare con il M5S.
"Io non escludo niente, ma non credo nemmeno agli alieni. Dunque non credo all'ingenuità di Conte. Hanno fatto cadere deliberatamente un governo mettendoci in questa situazione drammatica e mettendo in discussione un discorso politico. Quando io stesso sono uscito dalla maggioranza, sapevo bene che sarei entrato in un mondo difficile, non è che il giorno dopo li ho richiamati per farci un'alleanza. Bisogna conoscere le conseguenze delle proprie azioni".