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Pnrr, Gentiloni avverte la destra: “Accelerare senza ripensarlo”

L'intervento del commissario europeo all'Economia al meeting Cl di Rimini. Meloni: "Noi chiediamo solo modifiche"
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ROMA - Il Pnrr "si può correggere, qualche Stato ce l'ha chiesto, ma non si ricomincia da zero". Anzi, dice il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni, in questa fase di "acque molto agitate" per l'economia, tra inflazione e caro energia, bisogna "accelerare il Pnrr, non ripensarlo e ripartire da capo". Un monito chiaro a quanti, nel centrodestra, intendono mettere in discussione il Recovery. Reagisce subito Giorgia Meloni: "Noi chiediamo solo modifiche a un Piano concepito prima della guerra, si può fare, altri lo fanno".

In realtà Fratelli d'Italia punta a ben più di una limatura, specie nel capitolo della transizione verde. Invoca l'articolo 21 del Regolamento di attuazione del Pnrr per avanzare "una richiesta motivata" di riscrittura del Piano. Una mossa "irresponsabile" per il leader del Pd Enrico Letta, il primo passo per "smantellare e smontare" il Pnrr…

ROMA - Il Pnrr "si può correggere, qualche Stato ce l'ha chiesto, ma non si ricomincia da zero". Anzi, dice il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni, in questa fase di "acque molto agitate" per l'economia, tra inflazione e caro energia, bisogna "accelerare il Pnrr, non ripensarlo e ripartire da capo". Un monito chiaro a quanti, nel centrodestra, intendono mettere in discussione il Recovery. Reagisce subito Giorgia Meloni: "Noi chiediamo solo modifiche a un Piano concepito prima della guerra, si può fare, altri lo fanno".

In realtà Fratelli d'Italia punta a ben più di una limatura, specie nel capitolo della transizione verde. Invoca l'articolo 21 del Regolamento di attuazione del Pnrr per avanzare "una richiesta motivata" di riscrittura del Piano. Una mossa "irresponsabile" per il leader del Pd Enrico Letta, il primo passo per "smantellare e smontare" il Pnrr e "quanto di buono è stato fatto". "Questo non è patriottismo", dice il segretario del Pd. "Ma autolesionismo e autosabotaggio".

Se n'è accordo anche Gentiloni. "L'esame di maturità europeo sul Pnrr sarà in lingua italiana", insiste il commissario Ue. "Il Piano sarà un successo, se l'Italia avrà successo", visto che è il primo Paese beneficiario con 191 miliardi, di cui 69 a fondo perduto e 122 di prestiti. E già 45,9 incassati, con tutti gli obiettivi centrati nei primi due trimestri di quest'anno. Ne restano 4 nel terzo trimestre, quello estivo, che il governo Draghi porterà a compimento. E soprattutto 55 nel quarto trimestre, l'ultimo dell'anno, in balia della grande incertezza politica del post elezioni. Dal pieno raggiungimento di questi obiettivi dipende una rata da 19 miliardi.

"Non siamo condannati all'austerità", dice ancora Gentiloni dal palco del Meeting di Rimini iniziato ieri, nel giorno in cui la Grecia, dopo 12 anni e tre piani di salvataggio della troika, non è più osservata speciale. Anche se l'Italia è un Paese ad alto debito e "ci vuole prudenza, abbiamo 40 miliardi all'anno" da spendere fino al 2026 in investimenti e sviluppo. Dobbiamo accelerare, è "una corsa contro il tempo". Ma una corsa positiva, "per avere politiche espansive". Per ora l'economia Ue - e anche quella italiana, con una crescita del Pil acquisita del 3,4% per il 2022 - ha retto. "Dobbiamo conservare ottimismo, non dobbiamo rassegnarci. Anche sul gas sin qui tutto bene, abbiamo buoni livelli di stoccaggio, guardiamo all'inverno senza pessimismo".

L'incognita è Putin che "può usare un'arma in più", chiudere i rubinetti del gas da un momento all'altro, imporre il razionamento in Europa, spingerci in recessione. Ecco allora l'appello di Gentiloni "alla parsimonia, al risparmio energetico, al sostegno alle famiglie vulnerabili". E nel contempo una raccomandazione a "rispondere alla crisi energetica con misure temporanee e mirate per non contraddire la transizione climatica". Ovvero uno dei pilastri del Pnrr, momentaneamente messo in crisi dal ritorno in auge del carbone e del nucleare, come dimostra lo stop di Francia e Germania alla chiusura di alcune centrali.

Si spiega così quell'insistere di Gentiloni sul Pnrr: "Se dobbiamo correggerlo, lo correggiamo in corsa, le porte di Bruxelles sono aperte, ma va attuato". E va fatto insieme in Europa, perché "non è il momento di essere europeisti riluttanti, non abbiamo bisogno di nazionalismi, ma di patriottismo sano, non di tornare a un piccolo mondo antico, sarebbe una strada sbagliata". Quella che però piace ai sovranisti di casa nostra, fatta di autarchia e di non precisate strategie per l'autosufficienza economica.