✕

Conte apre al Pd, anzi no Letta: “Non si torna insieme”

In tv il leader 5S offre ai dem un patto  di governo ma poi  ci ripensa. Oggi in Sicilia i 5S decidono sull’alleanza giallorossa
2 minuti di lettura

Più che un ritorno di fiamma, è stato un fuoco di paglia. L'offerta di Giuseppe Conte di un patto di governo con il Pd dopo il voto del 25 settembre, è durata poco più di un'ora. Presentata in tv - a "Mezz'ora in più", rispondendo alla domanda di Lucia Annunziata su cosa riserva il futuro al Movimento 5Stelle - Conte ammette che la strada dell'alleanza giallorossa è quasi inevitabile: "In politica pensare di governare da soli, anche se io me lo auguro, è improbabile. Una prospettiva di lavorare domani con altre forze politiche come il Pd ci può stare".


E aveva anche precisato però che sia al Pd che agli elettori grillini toccava spiegare: "Le delusioni maturate ci rendono ancora più prudenti e intransigenti". Parole pronunciate, ma subito smentite. Conte rettifica su Twitter di essere stato frainteso: "Mi spiace deludere qualche titolista, qualche giornale, ma…

Più che un ritorno di fiamma, è stato un fuoco di paglia. L'offerta di Giuseppe Conte di un patto di governo con il Pd dopo il voto del 25 settembre, è durata poco più di un'ora. Presentata in tv - a "Mezz'ora in più", rispondendo alla domanda di Lucia Annunziata su cosa riserva il futuro al Movimento 5Stelle - Conte ammette che la strada dell'alleanza giallorossa è quasi inevitabile: "In politica pensare di governare da soli, anche se io me lo auguro, è improbabile. Una prospettiva di lavorare domani con altre forze politiche come il Pd ci può stare".


E aveva anche precisato però che sia al Pd che agli elettori grillini toccava spiegare: "Le delusioni maturate ci rendono ancora più prudenti e intransigenti". Parole pronunciate, ma subito smentite. Conte rettifica su Twitter di essere stato frainteso: "Mi spiace deludere qualche titolista, qualche giornale, ma credo che il mio pensiero sia stato forzato e travisato. Nelle condizioni attuali con i vertici nazionali del Pd folgorati dall'agenda Draghi, non potremmo nemmeno sederci al tavolo".
Al Nazareno, la sede dem, il segretario Enrico Letta ha reagito subito: "Nessun ritorno dei giallorossi". Non è alla viste una nuova alleanza con il Movimento di Conte, ipotesi agitata nella propaganda del Terzo Polo da Calenda e Renzi. La fiducia si è spezzata - sostengono i Dem- quando il patto per il governo non è stato rispettato, nonostante Conte fosse stato avvisato: "Se fate cadere Draghi, stop alleanza". Rincara Enrico Borghi, responsabile sicurezza del Pd: "Siamo in competizione con il M5S: noi vogliamo far capire agli elettori grillini che, facendo cadere il governo Draghi, il Movimento ha impedito che fosse varata l'agenda sociale e di fatto ha tradito le aspettative dei più deboli, unendo i propri voti a quelli delle destre".


Vero è che a sinistra c'è chi è più sensibile, o addirittura nostalgico, del campo largo con i 5S. Non solo. Nel Lazio governato da Nicola Zingaretti - ora capolista dem per la Camera nel collegio di Roma 1 - la coalizione include i grillini, ma anche Azione di Carlo Calenda. Ancora. In Sicilia si attende oggi la decisione definitiva dei 5S: devono comunicare alla direzione regionale del Pd se partecipano ancora all'alleanza per Caterina Chinnici candidata governatrice (come vorrebbe l'ala più governista dei pentastellati) o se si sottrarranno. Gianni Cuperlo, leader della sinistra dem, candidato a Milano, fa notare: "Adesso è il tempo della campagna elettorale, poi discuteremo con tutti coloro che non sosterranno una destra che io spero sconfitta". E Roberto Speranza, il ministro della Salute, segretario di Articolo uno - candidato nelle liste dei Democratici e progressisti in Campania - sempre nello studio di "Mezz'ora in più", incontrando l'ex premier Conte - con il quale ha lavorato in ticket nei mesi più drammatici della pandemia - gli ha augurato un "in bocca al lupo".