Elezioni, dopo l'Agcom il dibattito in tv rischia di saltare: Letta si sfila dal confronto con tutti, anche Meloni verso il no
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoIl dibattito no. Salvo sorprese, sarà una campagna elettorale senza match fra leader. Niente confronto, né a due, come volevano Giorgia Meloni ed Enrico Letta, né a 4 come aveva proposto Enrico Mentana. Quasi certamente nemmeno a 6, come aveva suggerito all'ultimo la Rai, per provare a convincere tutti.
Dopo la decisione dell'Agcom che ha cassato la possibilità di un duello in prima serata fra i leader di FdI e Pd, la strada è in salita. Piovono veti, manano gli incastri. E la via è stretta: basta infatti che un solo leader di sfili e, in punta di par condicio, salterebbe il tavolo. Possibilità più che concreta: Letta, che ha definito la delibera del garante delle comunicazioni zeppa di bizantinismi, fa già sapere, tramite il Nazareno, che esclude la possibilità di presentarsi davanti alle telecamere con una formula diversa rispetto allo scontro frontale con Meloni. Anche dentro Fratelli d'…
Il dibattito no. Salvo sorprese, sarà una campagna elettorale senza match fra leader. Niente confronto, né a due, come volevano Giorgia Meloni ed Enrico Letta, né a 4 come aveva proposto Enrico Mentana. Quasi certamente nemmeno a 6, come aveva suggerito all'ultimo la Rai, per provare a convincere tutti.
Dopo la decisione dell'Agcom che ha cassato la possibilità di un duello in prima serata fra i leader di FdI e Pd, la strada è in salita. Piovono veti, manano gli incastri. E la via è stretta: basta infatti che un solo leader di sfili e, in punta di par condicio, salterebbe il tavolo. Possibilità più che concreta: Letta, che ha definito la delibera del garante delle comunicazioni zeppa di bizantinismi, fa già sapere, tramite il Nazareno, che esclude la possibilità di presentarsi davanti alle telecamere con una formula diversa rispetto allo scontro frontale con Meloni. Anche dentro Fratelli d'Italia non sono affatto convinti che presentarsi a un tavolo largo, con Conte, Calenda, ma anche Salvini e Berlusconi, sia vantaggioso dal punto di vista elettorale. Si rischia l'effetto pollaio. Dunque Meloni è tentata dal no.
Conduttori e autori ci stanno ancora provando, tra cui anche SkyTg24. Ma i margini sono angusti. La Rai, prima ancora che si esprimesse l'Authority, aveva piazzato in palinsesto due serate: una, il 7 settembre, riservata ai partiti miniori; l'altra, il 15, con i big: oltre a Letta e Meloni, anche Giuseppe Conte, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Carlo Calenda. Lo speciale elezioni "Il confronto" sarebbe stato affidato al Tg1, probabilmente con la conduzione di Monica Maggioni, numero uno del tg della rete ammiraglia. Ma appunto, stando alle ultime indicazioni del garante, dev'esserci l'ok di tutti. Se solo uno (e Letta l'ha già chiarito) non si presentasse, sarebbe complicato rimanere nel solco delle regole appena sfornate. L'alternativa è una batteria di interviste singole. Per ora da Viale Mazzini non trapela nulla, solo che sono in corso "valutazioni". Gli inviti, formalmente, non sono ancora stati spediti. Ma c'è la convinzione che un paio tornerebbero indietro.