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Duello Ferragni-Meloni: quanti consensi può spostare una influencer? La parola ai sondaggisti

Chiara Ferragni 
Per Antonio Noto l'impatto dei professionisti dei social è piuttosto basso: "Stimolano stili di vita, consumi, ma non di tipo elettorale"
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Ciclone influencer che si fa partito. Che irrompe in campagna elettorale. Chiara Ferragni, - 27,7 milioni di follower - a testa bassa contro Giorgia Meloni e la politica di FdI sull'aborto nelle Marche. Addirittura all'indomani dell'apertura della campagna elettorale dell'aspirante premier nel capoluogo della regione Ancona. Quasi uno sfregio politico. Prima di lei, preoccupate per la tenuta dei diritti alla prova delle destre (le cantanti) Elodie, Loredana Bertè, Giorgia.


La politica che reagisce. Chi cavalca l'onda, chi vi si oppone. Il segretario Pd Enrico Letta: "Chiara Ferragni ha toccato un tema molto delicato perché tocca ciò che di più intimo è nelle persone, nella vita di una donna". L'ex magistrato e candidato FdI Carlo Nordio: "Credo che nessuno voglia cambiare una legge a suo tempo approvata da un referendum popolare". La responsabile famiglia FdI Isabella Rauti: "Si potrebbe dire che…

Ciclone influencer che si fa partito. Che irrompe in campagna elettorale. Chiara Ferragni, - 27,7 milioni di follower - a testa bassa contro Giorgia Meloni e la politica di FdI sull'aborto nelle Marche. Addirittura all'indomani dell'apertura della campagna elettorale dell'aspirante premier nel capoluogo della regione Ancona. Quasi uno sfregio politico. Prima di lei, preoccupate per la tenuta dei diritti alla prova delle destre (le cantanti) Elodie, Loredana Bertè, Giorgia.


La politica che reagisce. Chi cavalca l'onda, chi vi si oppone. Il segretario Pd Enrico Letta: "Chiara Ferragni ha toccato un tema molto delicato perché tocca ciò che di più intimo è nelle persone, nella vita di una donna". L'ex magistrato e candidato FdI Carlo Nordio: "Credo che nessuno voglia cambiare una legge a suo tempo approvata da un referendum popolare". La responsabile famiglia FdI Isabella Rauti: "Si potrebbe dire che a sinistra, non potendo più influenzare nessuno, ci si fa influenzare dalle influencer".

Ma quanto sposta un/una influencer? Ha un reale impatto sulla campagna elettorale? A sentire Antonio Noto, sondaggista, non molto invero. "Nelle scelte politiche - sostiene Noto - rispetto alla formazione del consenso gli italiani reagiscono maggiormente in relazione ai loro bisogni e alle loro attese piuttosto che in relazione al racconto degli influencer, che spesso stimolano stili di vita, consumi, ma non di tipo elettorale".

La popolazione italiana sulla politica è "più guardinga", continua Noto. "L'immaginario collettivo li percepisce come non specializzati ed estranei. Di conseguenza il loro racconto ha meno impatto". In termini statistici l'influencer non ha nessun effetto, entriamo "nel campo dell'indifferenza. Anche perché per natura non influiscono a 360 gradi, ma anche loro sono targettizzati. Il target degli influencer è molto giovane e i più giovani spesso non vanno a votare. Il 50 per cento dell'elettorato ha più di 45 anni. La fascia di età tra i 18 e i 24 anni raggiunge il 7% della popolazione. Se vota la metà, influisce nell'ordine del 3%. Considerando anche il voto si distribuirà tra le varie liste".

Nella politica gli influencer sono altri. "Paradossalmente Beppe Grillo, pur non essendo un influencer ma un comico, è stato il primo influencer della politica. Con un percorso che implicava un impegno riconosciuto e condiviso, un progetto. In mancanza di un progetto, il discorso pubblico si spegne in due giorni, gli interventi sui singoli fatti non diventano elemento di dibattito", conclude Noto. Lasciando il sospetto che a essere elettrizzati dal partito delle/gli influencer siano più i media che l'opinione pubblica.