Pd, Pinotti: "Draghi ha messo in guardia: attenti al sovranismo che non fa gli interessi dell'Italia"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioRoma. "Attenzione, non fa l'interesse dell'Italia il sovranismo, bene ha fatto Draghi a mettere in guardia". Roberta Pinotti, ex ministra della Difesa, democratica, non si è ricandidata. Avverte del rischio delle spinte anti europee e dei legami internazionali di Salvini e Meloni.
Pinotti, il rischio di "isolazionismo e protezionismo" dell'Italia, di cui ha parlato Draghi, c'è davvero o è solo uno spauracchio?
"Draghi nel suo discorso al Meeting di Rimini ha dato una grande iniezione di speranza e di orgoglio dicendo che l'Italia è un Paese forte e che ce la farà a superare ogni difficoltà. Ha messo in evidenza un rischio che c'è ed è quello di confondere la sovranità nazionale con il sovranismo: in realtà sono all'opposto. L'interesse dell'Italia è sempre stato più forte quando l'Italia non si è isolata. Immaginare c…
Roma. "Attenzione, non fa l'interesse dell'Italia il sovranismo, bene ha fatto Draghi a mettere in guardia". Roberta Pinotti, ex ministra della Difesa, democratica, non si è ricandidata. Avverte del rischio delle spinte anti europee e dei legami internazionali di Salvini e Meloni.
Pinotti, il rischio di "isolazionismo e protezionismo" dell'Italia, di cui ha parlato Draghi, c'è davvero o è solo uno spauracchio?
"Draghi nel suo discorso al Meeting di Rimini ha dato una grande iniezione di speranza e di orgoglio dicendo che l'Italia è un Paese forte e che ce la farà a superare ogni difficoltà. Ha messo in evidenza un rischio che c'è ed è quello di confondere la sovranità nazionale con il sovranismo: in realtà sono all'opposto. L'interesse dell'Italia è sempre stato più forte quando l'Italia non si è isolata. Immaginare che l'Italia possa rinvigorirsi recidendo i propri rapporti con l'Europa o comunque non essendone protagonista di primo piano, insieme con gli alleati storici, non è fare il bene del nostro Paese. Ha motivo Draghi di metterci in guardia da questo? Sì, ce l'ha. Vorrei ricordare le spinte anti euro che un leader come Matteo Salvini ha manifestato pubblicamente non molto tempo fa. E vorrei ricordare il voto contro il Pnrr che nell'europarlamento è stato fatto da Lega e Fratelli d'Italia. Aggiungo che tutte le volte che sento dire "Europa ma non così" da alcuni partiti di destra, e si cominciano ad elencare le volontà di recidere alcune connessioni, mi preoccupo. I problemi decisivi - dal debito pubblico all'immigrazione- l'Italia non può risolverli da sola".
Anti europeismo dietro l'angolo: è questo il timore?
"Rendendo i legami con l'Europa più forti, possiamo superare i problemi del nostro Paese. 'L'Europa ma non così' mi fa pensare al ritorno delle piccole Patrie. Storicamente abbiamo visto che creare meccanismi di cooperazione costruisce lo sviluppo e la pace, all'opposto si entra in una conflittualità permanente".
Lei ha detto: attenzione al sovranismo. E' nell'orizzonte politico della destra?
"I riferimenti in Europa e nel mondo della destra - in questi ultimi tempi messi un po' in sordina, ma ben presenti fino a ieri - sono l'Ungheria di Orban, la Polonia dove i diritti sono ben lontani dagli standard di tutti i principali paesi europei. In ambito internazionale c'era stata la corsa dei leader di destra a farsi fotografare con Trump e a condividerne l'impostazione di isolazionismo, il messaggio del governo statunitense in quel periodo, basti rammentare lo slogan "America first". Sono quelli i punti di riferimento politici e culturali che hanno mostrato".
Il fattore Mosca quanto pesa nella campagna elettorale italiana?
"L'attenzione dell'opinione pubblica sulla guerra in Ucraina sta scemando. Nel giorno dell'indipendenza ieri c'è stato un attentato alla stazione, ma da noi molti sembrano essersi distratti. C'è inoltre il grido d'allarme della aziende italiane per il caro energia legato anche alla situazione provocata dalla guerra di invasione della Russia all'Ucraina. E ci sono le difficoltà delle famiglie per l'aumento dei prezzi degli alimentari. Non dimenticare la guerra in Ucraina ma continuare a parlarne, significa capire come risolverla e questo dovrebbe riguardare anche la campagna elettorale. Le autorità russe poi stanno guardando alla nostra competizioni per le elezioni politiche con un atteggiamento da tifosi. Le parole di Medvedev ne sono un esempio. L'Italia è un Paese importante e c'è chi vuole influenzarne la politica estera".
Il Pd, il suo partito, sta polarizzando lo scontro, persino i manifesti sono: scegli il nero o il rosso, Putin o l'Europa, Discriminazione o diritti. Sta facendo bene?
"E' una scelta giusta perché è vero che ci sono i programmi per dare risposte alle persone e ai loro problemi reali, ma per mettere in campo qualsiasi programmazione è decisiva la collocazione internazionale, i legami con l'Europa, i diritti. Il futuro del nostro Paese è un'Italia forte in Europa. Il Pd o sta mettendo in evidenza".
Non si è ricandidata, però potrebbe impegnarsi in un organismo internazionale. Dopo tanti anni, è l'addio alla politica?
"Non è un addio alla politica, che è una passione di tutta la vita. Nel nuovo impegno, se si concretizzerà, l'esperienza politica sarà decisiva. Ma non ne parlo, perché è prematuro".