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Hanno tutti ragione | Coatto antico

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Il casting impazzito di Calenda 

Prima è spuntata la candidata in Campania che scriveva "Putin ha ragione". Quindi è stato il turno del candidato, sempre in Campania, che si diceva "fiero di essere camorrista". Per sovrappiù ci sarebbe anche il candidato sardo che si scagliava "contro l'ordoliberismo di Draghi", nulla di male in sé, se non fosse che quest'ultimo, come i primi due in lista, è un aspirante parlamentare in quota Azione, il partito di Carlo Calenda che dell'agenda Draghi ha fatto un dogma. Matteo Renzi, alleato di Carlo Calenda, ha spiegato che la ragione fondamentale per votare il cosiddetto Terzo Polo è "la serietà dei candidati". Quanto a Calenda, il suo slogan è proprio "L'Italia sul serio". Turbato da questi casi, Calenda si è scusato ed è passato alle contromisure. Della candidata filo-Putin il leader di Azione ha detto che, s…

Il casting impazzito di Calenda 

Prima è spuntata la candidata in Campania che scriveva "Putin ha ragione". Quindi è stato il turno del candidato, sempre in Campania, che si diceva "fiero di essere camorrista". Per sovrappiù ci sarebbe anche il candidato sardo che si scagliava "contro l'ordoliberismo di Draghi", nulla di male in sé, se non fosse che quest'ultimo, come i primi due in lista, è un aspirante parlamentare in quota Azione, il partito di Carlo Calenda che dell'agenda Draghi ha fatto un dogma. Matteo Renzi, alleato di Carlo Calenda, ha spiegato che la ragione fondamentale per votare il cosiddetto Terzo Polo è "la serietà dei candidati". Quanto a Calenda, il suo slogan è proprio "L'Italia sul serio". Turbato da questi casi, Calenda si è scusato ed è passato alle contromisure. Della candidata filo-Putin il leader di Azione ha detto che, se eletta, mai si occuperà di questione estere (la fa uscire lui dall'aula? Vedremo). Non è ancora dato sapere come sarà neutralizzato il candidato filo-camorrista: non si potrà occupare di ordine pubblico?  

Meloni meglio dei Canti dell'Olgiata 

Antonello Venditti dedicò a Berlinguer "Dolce Enrico", Francesco De Gregori accarezzò i militanti comunisti con "La storia siamo noi", Francesco Guccini lanciò la bomba proletaria a illuminare l'aria. Ma scopriamo ora grazie a un prodigioso recupero sui social che anche Giorgia Meloni ha una canzone a lei dedicata, scritta da una band di ultradestra, gli Aurora, nel 1996, quando la giovanissima Meloni era a capo di Azione studentesca, ramo giovanile di Alleanza nazionale. Il brano è "Pcaiucdb", acronimo di "Piccolo coatto antico in un corpo da bambina". Coatto, in romanesco, sta per fieramente rozzo, orgogliosamente volgare.   

La canzone è un inno d'amore alla possibile presidente del Consiglio: "Coatto antico ma quanto sei coatto/anche se hai quegli occhi da cerbiatto/Mi piaci così coatto antico come sei/Parli come magni e non fai piagnistei". Non riusciamo a immaginarlo come musichetta d'attesa ai telefoni di Palazzo Chigi, ma è la prova che solo settant'anni di consociativismo e dittatura culturale comunista hanno spinto molti a credere che la musica di destra avesse fin qui prodotto solo I canti dell'Olgiata (Guzzanti) e La tarantella de lu centrodestra (Zalone). E anche Meloni ora non ha più scuse: coatta è un complimento. O vale solo per gli Aurora? 

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