"Se vedi 007 russi ovunque, forse leggi troppo la Repubblica... ". L'ambasciata russa replica con una vignetta sarcastica pubblicata sui suoi canali social all'inchiesta di Repubblica sulla spia russa nella base Nato di Napoli. Un lavoro di dieci mesi, portato avanti insieme al sito investigativo Bellingcat, al settimanale tedesco Der Spiegel e a The Insider, che ha ricostruito la missione segreta di quella che viene definita "la protagonista della più clamorosa operazione d'intelligence" realizzata dalla Russia in Italia: Maria Adela Kuhfeldt Rivera, nata in Perù da padre tedesco. L'inchiesta racconta un decennio della vita della misteriosa ragazza - tra Parigi, Malta, Roma e poi sotto al Vesuvio - prima che nel 2018 si perdessero le sue tracce.
La copertura diplomatica è storicamente la modalità operativa privilegiata dalle spie russe. Un dato sottolineato dal Copasir nella relazione al Parlamento approvata il 19 agosto, che cita "l'espulsione a inizio aprile 2022 di 30 diplomatici e rappresentanti dell'intelligence russa".
L'ambasciata russa
La solidarietà del Pd e di Azione
Per il segretario dem Enrico Letta, le rivelazioni di Repubblica sono "gravissime". "L'ambasciata russa dia risposte invece di reagire nel modo inaccettabile col quale anche oggi si è espressa", ha aggiunto. "È una vignetta che non fa ridere. Anzi, dà molto fastidio. È propaganda pura e semplice. E per noi italiani, inaccettabile". Così Carlo Calenda, leader di Azione.
A sostegno della Repubblica è intervenuto anche l'esponente Pd Filippo Sensi, su Twitter.
Il Copasir
Scrive il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: "Dal punto di vista della minaccia spionistica, l'attivismo russo risulta particolarmente penetrante sia in ambito di politica interna che estera, anche in contesti Nati e Ue, del comparto militare e delle imprese italiane nei settori energetico, economico e finanziario" e "la modalità operativa privilegia la copertura diplomatica con lo scopo di permettere una maggiore facilità di avvicinamento di soggetti istituzionali". Il Copasir a questo proposito sottolinea le differenza con la Cina: "I due principali campioni della guerra ibrida" agiscono "in modi diversi ma ugualmente insidiosi". "La Cina - si legge nella relazione - si rivolge, oltre che al tessuto economico, industriale e politico, anche al campo accademico e alla ricerca nel cui contesto sono stati rilevati tentativi di reclutamento di talenti presso le Università anche per il tramite degli Istituti Confucio".
Le reazioni
Per il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, questa vicenda "evidenzia una volta di più quanto sia fondamentale per il futuro dell'Italia fare chiarezza su Putin. La destra, in particolare con Salvini e Berlusconi, resta come minimo ambigua, anche sul sostegno all'Ucraina e sulle sanzioni. +Europa -Putin", scrive su Twitter.
Non è stupito il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico Italiano. Che commentando l'inchiesta di Repubblica dice all'Adnkronos: "Lo spionaggio è sempre esistito. Certamente colpisce la facilità con cui questa donna si è mossa in Occidente assumendo incarichi e ruoli diversi. D'altra parte, però, la globalizzazione ha facilitato questi casi di spionaggio perché già a una persona qualsiasi basta entrare in Ue per spostarsi liberamente dove vuole. È possibile che la nostra intelligence si sia già mossa da tempo: i nostri servizi sono infatti molto efficienti".
Per Andrea Margelletti, presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali), "lo spionaggio sessuale - o 'trappola al mielè come si dice nel mondo dell'Intelligence - è una pratica comune tra i servizi per conoscere e individuare i punti deboli di un target o bersaglio da ottenere. Questi possono essere il denaro, l'ego, il rancore o il sesso. Proprio lo strumento sessuale, come ha fatto Adela, viene utilizzato per poter arrivare a certe informazioni. Persone come lei sono addestrate a farlo svolgendo il loro lavoro in modo molto pianificato. Spesso questi rapporti avvengono con uomini o donne sposati perché il ricatto è sempre la migliore arma - dice all'Adnkronos - La Nato sa da sempre che la Russia è un avversario. Rispetto agli anni '50 o '60 siamo tutti molto più esperti: se qualcuno con cui mi sto frequentando mi chiede determinate informazioni piuttosto riservate lo capisco subito e devo immediatamente avvertire i miei superiori e concordare che cosa dire. Non è detto comunque che questa donna abbia necessariamente conseguito i suoi risultati".