Delle due l'una: pancetta in campo nero oppure guanciale in campo rosso? "Scegli" intima il post elettorale mostrando l'immagine di un rigatone. Al che il segretario del Pd Enrico Letta ha ieri scelto, su Twitter: #GuancialeTuttaLaVita, in tal modo confermando come nell'era digitale le cose apparentemente futili siano diventate terribilmente serie. In realtà, osservandole da qualche distanza, un po' fanno ridere e un altro po' fanno pensare; e anche se qualcuno, nella mischia, ha subito cercato di buttarle sul dileggio o sul drammatico, quando si disse che sarebbe stata una campagna elettorale mooolto social, beh, s'intendeva che sarebbero accadute robette di questo tipo. Provocazioncine, rimbalzelli, effetti acchiappa-clic, parodie di parodie, tutto fa brodo senza che nulla sposti granché.
Si saprà a tempo debito quanto è costata al Pd la campagna aut-aut elaborata dall'agenzia di Bari Proforma e rispondente alla …
Delle due l'una: pancetta in campo nero oppure guanciale in campo rosso? "Scegli" intima il post elettorale mostrando l'immagine di un rigatone. Al che il segretario del Pd Enrico Letta ha ieri scelto, su Twitter: #GuancialeTuttaLaVita, in tal modo confermando come nell'era digitale le cose apparentemente futili siano diventate terribilmente serie. In realtà, osservandole da qualche distanza, un po' fanno ridere e un altro po' fanno pensare; e anche se qualcuno, nella mischia, ha subito cercato di buttarle sul dileggio o sul drammatico, quando si disse che sarebbe stata una campagna elettorale mooolto social, beh, s'intendeva che sarebbero accadute robette di questo tipo. Provocazioncine, rimbalzelli, effetti acchiappa-clic, parodie di parodie, tutto fa brodo senza che nulla sposti granché.
Si saprà a tempo debito quanto è costata al Pd la campagna aut-aut elaborata dall'agenzia di Bari Proforma e rispondente alla logica, invero piuttosto manichea, o di qua o di là. Ma certo, se oggi è diventata un piccolo fenomeno mediatico, come dimostra anche questo articoletto, lo si deve all'onda social che in tempo reale e dal basso (si spera) l'ha stravolta sostituendo le seriose, noiose e scontate alternative proposte da Letta con quiz bislacchi, ma a loro modo elettrizzanti che dal campo gastronomico si proiettano in altri cruciali ambiti della vita nuda tipo: "Brasiliana o Perizoma?".
Il punto politico è che se davvero il mezzo è il messaggio - e chi potrebbe negarlo? - i social sono per loro natura mezzi sporchi, caotici, indiziali, ombelicali, giocherelloni e onirici, nel senso che al posto di ragionamenti persuasivi ospitano vibrazioni, rifrazioni, risonanze e una quantità impensabile di stupidaggini, alcune anche parecchio spiritose.
Così adesso all'agenzia Proforma saranno tutti contenti, che bene o male la loro campagna ha suscitato reazioni e quindi "fatto traffico"; mentre il povero Letta, nei cui panni nessuno oggi vorrebbe trovarsi, ha potuto dimostrare che non è poi così moscio e palloso, tanto che invece di fare buon viso a cattivo gioco ha afferrato il toro dello scherno per le corna riportandolo pure nella stalla dell'autoironia. Domani del resto è un altro giorno, e sul guanciale o gli arrosticini del Pd, come sul perizoma o qualsivoglia altro meme, la prossima settimana sarà comunque calato l'oblio.
Posto che stare appresso a tali dinamiche di brevissimo e necessitato respiro è al tempo stesso divertente e avvilente, i tenutari di archivi e cacciatori di precedenti farebbero notare come già nel 2001, dinnanzi ai primi e pioneristici sfottò diffusi on line ai danni delle gigantografie 6x3 che Berlusconi aveva disseminato per le strade d'Italia, nei laboratori di comunicazione di Forza Italia, con la partecipazione straordinaria dell'insostituibile Antonio Palmieri, si erano già posti il problema di rimbalzare la mala parata e l'avevano risolta, molto semplicemente, secondo i criteri della casa facendola propria e quindi organizzando a tamburo battente un concorso auto-satirico a premi nel quale, sembra di ricordare, fu proclamato vincitore lo slogan "Meno tasse per Totti".
C'era in quella soluzione il colpo di genio e marpionesco del Cavaliere, ma anche una specie di demone ridanciano che si stava impossessando della vita pubblica e che tante altre volte, a saperlo individuare, ha seguitato a rifarsi vivo sui social, dal remix pseudo polemico "Io sono Giorgia" (destinato a mettere le ali alla popolarità di Meloni) alle spasmodiche Bimbe di Conte, dai grotteschi dialoghi di Salvini con le mucche al recentissimo sbarco di Calenda su Tik tok - e pazienza.
Solo per chi crede che tutto più o meno non solo è già accaduto, ma ruota attorno a quattro o cinque cose, le solite, anche sul guanciale di Letta vale la pena di richiamare l'espressione triviale "buttarla in caciara", ma anche, se si preferisce, la più alta letteratura, nientemeno che Shakespeare: "Vivi sicuro nella vergogna. Ferito di beffa, fiorisci di beffa", da "Tutto è bene, quel che finisce bene" - anche se non sempre è così.