La leva obbligatoria può davvero tornare?
di Stefano Baldolini , di Stefano BaldoliniPer arginare il fenomeno delle baby gang nelle città, Matteo Salvini è tornato a chiedere il ritorno del servizio militare obbligatorio, sospeso nel nostro Paese dal primo gennaio del 2005. "Reintrodurre un annetto di servizio militare per i nostri ragazzi e per le nostre ragazze potrebbe essere molto utile", ha ripetuto in diverse tappe del suo tour elettorale il leader leghista, che immagina una leva diversa da quella in regime per 143 anni, dal 1861, "magari su base regionale, perché non ha molto senso mandare quelli di Catania a Milano o L'Aquila a Torino".
Non è la prima volta che Salvini chiede di tornare alla 'naja', come veniva chiamato in gergo l'anno di militare obbligatorio. Lo ha fatto anche nella campagna per le politiche del 2018, quando ha chiesto una misura "contro il terrorismo" e l'impegno del Parlamento: "meglio che battagliare per la liberalizzazione della cannabis". …
Per arginare il fenomeno delle baby gang nelle città, Matteo Salvini è tornato a chiedere il ritorno del servizio militare obbligatorio, sospeso nel nostro Paese dal primo gennaio del 2005. "Reintrodurre un annetto di servizio militare per i nostri ragazzi e per le nostre ragazze potrebbe essere molto utile", ha ripetuto in diverse tappe del suo tour elettorale il leader leghista, che immagina una leva diversa da quella in regime per 143 anni, dal 1861, "magari su base regionale, perché non ha molto senso mandare quelli di Catania a Milano o L'Aquila a Torino".
Non è la prima volta che Salvini chiede di tornare alla 'naja', come veniva chiamato in gergo l'anno di militare obbligatorio. Lo ha fatto anche nella campagna per le politiche del 2018, quando ha chiesto una misura "contro il terrorismo" e l'impegno del Parlamento: "meglio che battagliare per la liberalizzazione della cannabis". Nel 2019 è tornato a evocarla da ministro dell'Interno, auspicando per tutti i ragazzi un anno "con gli Alpini". Ipotesi stoppata sul nascere dall'allora ministra in carica Elisabetta Trenta.
Come oggi, la proposta non ha incontrato il favore dell'attuale ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che l'ha bocciata definendola una "estemporaneità da campagna elettorale". Per l'esponente del Pd, "la leva obbligatoria è stata senza dubbio un elemento importante nella storia del Paese, fungendo anche da strumento di unificazione nazionale, ma riproporla oggi significa avere una visione decisamente datata che non risponde minimamente alle esigenze militari del nostro tempo".
Un punto di vista, che al di là delle polemiche legate all'imminenza del voto, appare condiviso e consolidato negli ambienti militari, che vedono nel modello professionale uno dei cardini del buon funzionamento attuale delle forze armate italiane. "La leva militare obbligatoria è un palliativo che non risolverebbe i problemi del comparto difesa italiano: arruolare giovani impreparati rischia anzi di creare complicazioni organizzative nei Comandi in un momento delicato per la difesa internazionale", secondo Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, sindacato dell'Arma dei Carabinieri.
A pensarla diversamente sembrerebbero gli italiani, almeno a giudicare da un recente sondaggio realizzato dalla IZI, secondo il quale la maggioranza degli intervistati sarebbe favorevole a reintrodurre la leva militare obbligatoria: il 53,5% contro il 46,5%. "Si può fare - aggiunge oggi Salvini - perché la legge non ha annullato, ma ha solo sospeso il servizio civile e il servizio militare obbligatorio".
In effetti, dopo un primo impulso dato dal governo Amato nel 2000, nell'ambito del progetto complessivo di riforma della leva, a sospendere - e non ad abolire - la chiamata alla leva fu poi il governo Berlusconi II nel 2004 con la legge voluta dal liberale Antonio Martino. Lo stesso leader di Forza Italia è tornato recentemente a rivendicarne i meriti. "Perché i giovani dovrebbero votarci? Perché siamo stati noi, dopo 70 anni, ad abolire il servizio militare obbligatorio che gli ha regalato un anno di libertà per lavorare o per studiare".