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Lampedusa, il medico dell’hotspot: “Macché invasione, basta propaganda”

(ansa)
Angelo Farina lavora nel Centro sull'isola: "Falso dire che sbarcano delinquenti""
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ROMA - Non è più il tempo di tacere su Lampedusa. Dall'hotspot più problematico arriva una voce che, per una volta, non è né di un politico né di un migrante. Parla un dottore. Un giovane dottore, 28 anni. Angelo Farina è nato a Caposele (Avellino) ed è stato nel centro di Contrada Imbriacola nel 2021 e nello scorso luglio, durante i giorni della crisi, dei duemila costretti a dormire per terra, dei materassi lerci e della vergogna nazionale. "Noi che lavoriamo lì come medici non possiamo più stare zitti di fronte a chi parla senza conoscere la realtà. È straniante ascoltare il frastuono del dibattito elettorale, le strumentalizzazioni e gli slogan che da dieci anni tirano in ballo Lampedusa e i flussi migratori. Sono un tema complesso da affrontare nel corso delle legislature e a livello transnazionale. Di sicuro non un trend da tirare fuori in campagna elettorale".

Slogan su porti …

ROMA - Non è più il tempo di tacere su Lampedusa. Dall'hotspot più problematico arriva una voce che, per una volta, non è né di un politico né di un migrante. Parla un dottore. Un giovane dottore, 28 anni. Angelo Farina è nato a Caposele (Avellino) ed è stato nel centro di Contrada Imbriacola nel 2021 e nello scorso luglio, durante i giorni della crisi, dei duemila costretti a dormire per terra, dei materassi lerci e della vergogna nazionale. "Noi che lavoriamo lì come medici non possiamo più stare zitti di fronte a chi parla senza conoscere la realtà. È straniante ascoltare il frastuono del dibattito elettorale, le strumentalizzazioni e gli slogan che da dieci anni tirano in ballo Lampedusa e i flussi migratori. Sono un tema complesso da affrontare nel corso delle legislature e a livello transnazionale. Di sicuro non un trend da tirare fuori in campagna elettorale".

Slogan su porti chiusi e improbabili blocchi in mare, come ancora ieri, a commento dell'ennesima giornata complicata per lo scoglio più a sud d'Italia (approdati 50 barchini, record per l'isola, e nel centro ci sono almeno 1.600 ospiti), evocavano sia Giorgia Meloni sia la Lega. "L'unico modo per fermare l'immigrazione clandestina è il blocco navale, dopo il 25 settembre cambieremo pagina", dice la leader di Fratelli d'Italia. "Al primo Consiglio dei ministri dopo le elezioni rimetteremo i decreti sicurezza di Salvini", fanno sapere, invece, da via Bellerio. Il dottor Farina affida a una lettera aperta (la pubblichiamo integrale sul sito) la sua testimonianza e le sue considerazioni, condivise da altri colleghi attualmente in servizio che però non si sono voluti esporre per il timore di violare le clausole di riservatezza imposte nel contratto.

"Succede ogni anno, d'estate, che il sistema vada al collasso", spiega a Repubblica. "Sottolineo che è l'hotspot a collassare, non Lampedusa, dove non vedrete un solo migrante per strada perché tutti vengono portati nel centro e sottoposti alla procedura tampone covid, fotosegnalamento e pre-identificazione, che vanifica la frase troppe volte sentita "sono tutti delinquenti"...chi ha precedenti penali non entra in Italia". La crisi di luglio, si diceva. "C'erano 2.100 persone con soli 310 posti letto, servizi igienici scarsi e condizioni sanitarie inenarrabili. Per noi medici ha significato 14 ore di assistenza continua al giorno senza pause, neanche il tempo di bere un bicchier d'acqua. L'ex sindaco Giusi Nicolini ha denunciato lo scandalo. Ci siamo sentiti impotenti nella gestione di questi numeri. Abbiamo riferito alle istituzioni che in condizioni di sovraffollamento non si può garantire il diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione. Per noi il responsabile delle violazioni è lo Stato".

Farina non biasima la cooperativa Badia Grande, che da aprile ha preso in gestione la struttura, per le mancanze nell'assistenza che hanno portato all'apertura di un'inchiesta della procura di Agrigento ("non ha senso affidare a un privato l'hotspot", è l'opinione del dottore, "il privato persegue sempre il proprio interesse ed è ovvio che faccia degli errori"). Incolpa tutti i governi. "Durante l'anno il centro regge, i posti sono sufficienti e i medici riescono a segnalare i casi vulnerabili alla prefettura. In estate la struttura rimane la stessa ma aumentano a dismisura gli ospiti, e le istituzioni si comportano come se fosse la prima volta che accade! Mantengono l'approccio emergenziale, è questo l'errore".

Nelle settimane in cui è stato dentro, Farina ha notato che le patologie ricorrenti erano malformazioni, esiti di traumi, infezioni dermatologiche. "Frequente è la scabbia, ancora di più le infezioni batteriche della cute. Sono rari i casi di infezioni sistemiche. Da novembre non ho visto pazienti ammalati di tifo né di malaria. Di tubercolosi attiva si registrano 1-2 casi al mese". Che fare, dunque?

"Una stima ci dice che il 40 per cento degli ingressi avviene a Lampedusa", ragiona. "Sono stati 15.000 nel 2020 su 35.000 totali, 30.000 su 67.000 nel 2021, 22.000 su 49.000 quest'anno. In Italia siamo 59 milioni, una media di 7.000 a comune. Ciò significa che ogni sindaco dovrebbe sostenere l'impatto, per così dire, di 2 persone, 4 totali nel 2020, meno di 4 persone su 7 totali nel 2021 e a oggi 3 persone su 6 nel 2022. Si dovrebbe parlare di questi numeri prima di affrontare ogni discorso elettorale sul tema immigrazione. Sono cifre ridicole che rendono ridicola la rappresentazione di "invasione" e "difesa dei confini"". Sei persone da accogliere in modo dignitoso nei comuni italiani che il dottor Farina, idealmente, nei suoi mesi all'hotspot ha conosciuto. "Di queste sei, uno è un minore non accompagnato, uno viene dal Bangladesh e ti sorride anche se lo insulti, una è una donna, e in percentuale sorprendentemente alta questa donna è anche incinta. Gli altri tre sono i nostri nonni che partivano per le Americhe. Hanno le stesse speranze, gli stessi occhi".