La Sicilia divide la destra: Meloni e Salvini, pace solo nella foto. Lite sul blocco navale
di Claudio Reale , di Claudio RealeLa posa, a guardarla bene, è più o meno la stessa: Giorgia Meloni con la testa appoggiata al petto di Matteo Salvini, che le cinge le spalle con una mano. Nello scatto di ieri a Messina come in quello dello scorso autunno a Spinaceto, però, la photo opportunity dei due leader rivali del centrodestra è niente più che un espediente per impedire ai giornali di parlare di divisioni: la leader di Fratelli d'Italia e il leghista si trovano contemporaneamente in Sicilia, e mentre le agenzie di stampa battono la notizia di un derby, i rispettivi staff incrociano le agende per trovare un punto di incontro che fino alla sera prima non era stato previsto. "Uniti si vince", twitta alla fine Salvini: eppure, a distanza ravvicinatissima, i due battibeccano praticamente su tutto.
L'ex ministro degli Interni, in mattinata, prova a stuzzicare dalla Calabria la rivale-alleata su un tema che a quelle latitudini è sentitissimo, il Ponte s…
La posa, a guardarla bene, è più o meno la stessa: Giorgia Meloni con la testa appoggiata al petto di Matteo Salvini, che le cinge le spalle con una mano. Nello scatto di ieri a Messina come in quello dello scorso autunno a Spinaceto, però, la photo opportunity dei due leader rivali del centrodestra è niente più che un espediente per impedire ai giornali di parlare di divisioni: la leader di Fratelli d'Italia e il leghista si trovano contemporaneamente in Sicilia, e mentre le agenzie di stampa battono la notizia di un derby, i rispettivi staff incrociano le agende per trovare un punto di incontro che fino alla sera prima non era stato previsto. "Uniti si vince", twitta alla fine Salvini: eppure, a distanza ravvicinatissima, i due battibeccano praticamente su tutto.
L'ex ministro degli Interni, in mattinata, prova a stuzzicare dalla Calabria la rivale-alleata su un tema che a quelle latitudini è sentitissimo, il Ponte sullo Stretto: ma appena Meloni cambia passo rispetto alle scorse settimane, aprendo a un'opera ora giudicata "necessaria", il leghista torna al suo vecchio cavallo di battaglia, i migranti, ripescando i decreti sicurezza che la Corte costituzionale ha bocciato almeno parzialmente.
"Non occorrono i blocchi - dice - basta semplicemente riattivare i decreti sicurezza". "Quella del blocco navale - ribatte invece Meloni - è l'unica proposta seria che si possa fare: una missione europea in accordo con le autorità libiche". "Difficilmente realizzabile", chiude in serata il forzista Antonio Tajani.
La partita, però, è ovviamente la premiership. "Per me - butta lì Salvini - sarebbe un onore presiedere il primo Consiglio dei ministri". "Non parlo di poltrone", taglia corto invece lei quando le si chiede se un posto al governo possa essere accordato al presidente uscente della Sicilia Nello Musumeci, che la accompagna nel suo tour. Schermaglie: perché intanto il rendez vous viene fissato, e ci pensa Meloni ad abbassare i toni. "Non è un derby a distanza - anticipa - prenderemo un caffè".
Il punto è che per segnare i rapporti di forza tocca all'ex vicepremier raggiungere la leader di Fratelli d'Italia a pranzo: i due trascorrono insieme un quarto d'ora, mangiano qualche "braciola", i tipici involtini messinesi, prendono il caffè e scattano appunto la foto. Si parla del più e del meno: solo un accenno alla chiusura della campagna elettorale, ma poco altro prima di dividersi nuovamente. E infatti, ancora a segnare le distanze, è solo Salvini a pubblicare la foto sui social network: Meloni si limita a un like, un retweet e un commento, delegando a Ignazio La Russa la pubblicazione di un altro scatto più conviviale, lui con un calice di rosso e lei con un bianco. "È ovvio che le rivalità ci sono - ammette infine il vicepresidente del Senato - ma è la normale competizione che c'è tra leader".
Dopo il pranzo, però, i toni si ammorbidiscono: mentre Meloni se la prende con le artiste, da Levante a Elodie, che si sono schierate contro di lei ("Oggi - dice - il mood degli artisti è "mi alzo e insulto Giorgia Meloni". Secondo me quelli che la pensano in maniera diversa non hanno il coraggio di dirlo. Non è che lo fanno perché pensano che questa sinistra democratica poi non li fa più lavorare?"), Salvini apre alla premiership per lei. "Perché dovrei oppormi? - concede dal Ragusano - È la democrazia". C'è però una postilla, ancora nelle parole di Salvini: "Credo che la partita non sia chiusa - rilancia - Chi vince e prende un voto in più degli altri deve avere l'onore e l'onere di governare questo Paese. Se sarò io, per me sarà un'emozione". In barba alle foto e agli abbracci, la sfida è lanciata. Nonostante i proclami di unità.