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Magistratura, Piccirillo: "Entro settembre nuovo concorso da 400 posti"

Raffaele Piccirillo, capo-gabinetto della ministra Cartabia 
L'annuncio a Repubblica del capo di gabinetto di Cartabia dopo l'inchiesta sulle scoperture del 15,32% degli organici delle toghe. Il futuro governo e i fondi del Pnrr? "Chiunque arrivi a palazzo Chigi dovrà non solo mantenere gli impegni, ma garantire il rispetto delle scadenze. La responsabilità non ricade solo sulla politica, ma anche su chi guida i palazzi di giustizia"  
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I troppi magistrati che mancano potrebbero costarci i fondi del Pnrr? "Chiunque arrivi a palazzo Chigi dovrà mantenere gli impegni assunti e garantire il rispetto delle scadenze. La responsabilità non ricade solo sulla politica, ma anche su chi guida i palazzi di giustizia". Dice così Raffaele Piccirillo, capo di gabinetto della ministra della Giustizia Marta Cartabia, e prim'ancora di Alfonso Bonafede, che a Repubblica annuncia un nuovo concorso da 400 posti che sarà bandito entro la fine di settembre. 



Partiamo da lei prima di tuffarci nelle "scoperture" della giustizia, con quei 1.617 magistrati che mancano, pari a un -15,32% rispetto ai 10.558 previsti. Anni da gip a Santa Maria Capua Vetere e a Napoli, poi il Massimario della Cassazione, poi via Arenula, da capo degli Affari penali prima e degli Affari di giustizia poi. E poi eccola con l'ex Guardasigilli Bonafede e anche con Cartabia. Mentre i magistrati mancano…

I troppi magistrati che mancano potrebbero costarci i fondi del Pnrr? "Chiunque arrivi a palazzo Chigi dovrà mantenere gli impegni assunti e garantire il rispetto delle scadenze. La responsabilità non ricade solo sulla politica, ma anche su chi guida i palazzi di giustizia". Dice così Raffaele Piccirillo, capo di gabinetto della ministra della Giustizia Marta Cartabia, e prim'ancora di Alfonso Bonafede, che a Repubblica annuncia un nuovo concorso da 400 posti che sarà bandito entro la fine di settembre. 



Partiamo da lei prima di tuffarci nelle "scoperture" della giustizia, con quei 1.617 magistrati che mancano, pari a un -15,32% rispetto ai 10.558 previsti. Anni da gip a Santa Maria Capua Vetere e a Napoli, poi il Massimario della Cassazione, poi via Arenula, da capo degli Affari penali prima e degli Affari di giustizia poi. E poi eccola con l'ex Guardasigilli Bonafede e anche con Cartabia. Mentre i magistrati mancano, come risponde alla destra che attacca proprio sui "fuori ruolo"?
"La presenza dei fuori ruolo al dicastero della Giustizia dipende dalle scelte dei governi. Che da sempre si sono avvalsi della nostra collaborazione. E ricordo comunque che, per legge, all'ispettorato è obbligatoria la figura del magistrato. Questo vuol dire che, a norme invariate, in via Arenula potrebbero lavorare anche altre figure professionali. Cosa che è già avvenuta con gli ultimi ministri". 

Quei 200 fuori ruolo, secondo i calcoli del Csm, non sarebbe utile se rientrassero?
"Ci sono alcune funzioni e ruoli in cui la figura del magistrato è essenziale per il contributo che può dare grazie alla sua esperienza. Cito per tutti il caso di Falcone da direttore degli Affari penali proprio in via Arenula. Ma sia chiaro che non tutti i fuori ruolo attuali sono indispensabili. Tant'è che, nella legge Cartabia sul Csm, è già prevista una riduzione del loro numero massimo, nonché della durata massima del distacco". 

I concorsi banditi. Per 310 e 500 posti. Su Repubblica il vice presidente del Csm David Ermini ha lanciato un allarme forte, prima del 2024 non entrerà in ruolo nessuna nuova toga. Calcolando i pensionamenti saremo proprio in un guaio.
"Innanzitutto diciamo che Cartabia ha sbloccato il concorso da 310 posti fermo per il Covid, e poi ha bandito quello da 500 posti, il primo con questi numeri da 14 anni. Ma adesso l'obiettivo è cercare in tutti i modi possibili di abbreviare la durata dei concorsi. Abbiamo aumentato i componenti delle commissioni d'esame, nonché delle sottocommissioni che valutano gli scritti e poi affrontano all'orale. In prospettiva sarebbe utilissima una digitalizzazione delle prove scritte, nonché l'esonero dall'attività accademica dei professori che fanno parte delle commissioni. Ma la novità più importante è che stiamo per bandire un nuovo concorso".

Ah sì, e per quanti posti? Ma a che serve se poi ci vogliono in media più di due anni per svolgerne uno, e un altro anno ancora per il tirocinio?
"Il prossimo concorso sarà per 400 magistrati. Quanto ai tempi, con la legge Cartabia sarà possibile con la laurea accedere direttamente al concorso senza passare per le scuole di specializzazione e per i periodi presso gli uffici giudiziari. Ma attenzione, perché questo sia possibile è necessario che il nuovo governo faccia subito il decreto legislativo".

Il presidente del tribunale di Roma Reali blocca per sei mesi i processi collegiali, ma più di una voce dai vostri uffici lo rimprovera perché proprio Roma non starebbe utilizzando al meglio le nuove figure dell'Ufficio del processo, e proprio Roma ha avuto ben 150 persone che possono anche andare in udienza.
"Sia chiaro che gli 8.100 addetti all'ufficio del processo rappresentano un'enorme risorsa umana per i tribunali e per le corti d'appello. Si tratta di una figura professionale versatile che può passare dalla segnalazione dei processi più urgenti da fare, a partire da quelli che rischiano la scure dell'improcedibilità o della vecchia prescrizione. Ma un clerk - come lo chiamano gli inglesi - può preparare la giurisprudenza necessaria per affrontare un caso, ma anche predisporre le bozze dei provvedimenti, nonché monitorare i flussi di lavoro e scoprire dove s'incaglia un fascicolo. E questo può aiutare un capo dell'ufficio a fare le scelte organizzative giuste. Ma è chiaro che questa forza lavoro bisogna saperla utilizzare....".

Al ministero vantate i 2.700 cancellieri assunti l'anno scorso, i 1.200 operatori giudiziari stabilizzati, ma dalla periferia parlano di una coperta sempre troppo corta. È colpa delle toghe che non sanno sfruttare il personale?
"Io sto ai dati. Ci sono uffici che, anche con risorse limitate, riescono a raggiungere indici di smaltimento e tempi di durata dei procedimenti in linea con i migliori standard europei. Ma ce ne sono altri, purtroppo, che evidentemente non riescono a ottenere le stesse performance pur partendo da condizioni analoghe".

Mi sta dicendo che ci vogliono manager come capi degli uffici?
"Non servono manager, ma è necessario sviluppare la capacità di gestione degli uffici, soprattutto in realtà complesse. Vale per noi la regola che vale per voi. Un giornalista può essere uno straordinario inviato, ma deve conoscere altri aspetti del lavoro per diventare un bravo direttore. Tant'è che, sempre nella nostra legge sul Csm, abbiamo previsto che i capi degli uffici, prima di assumere l'incarico, seguano dei corsi di statistica, d'informatica e di scienza dell'organizzazione. Sarà un corso obbligatorio, presso la Scuola superiore della magistratura, della durata di almeno tre settimane. Oggi già esiste, ma dura solo pochi giorni. Va da sé che, d'ora in avanti, proprio questa formazione dovrà guidare il Csm nella scelta dei futuri capi e nella loro periodica conferma dopo i primi quattro anni".

Senta, lei ha una forte esperienza europea, ha fatto parte del Greco, il gruppo contro la corruzione, sa che le regole d'oltralpe sono dure. L'Italia, con questa storia delle scoperture, rischia di perdere i fondi del Pnrr?
"Gli impegni assunti non sono modificabili. Chiunque arrivi a palazzo Chigi dovrà non solo mantenerli, ma garantire il rispetto delle scadenze. La responsabilità non ricade solo sulla politica, ma anche su chi guida i palazzi di giustizia".

Il commissario per la giustizia Reynders ha tuittato elogiando le riforme di Cartabia. Ma i suoi colleghi si lamentano di non avere un sufficiente supporto dagli amministrativi. È così?
"La coperta non è più corta come prima. Da qualche anno è stata invertita la rotta delle riforme a costo zero. Esiste un principio che si chiama collaborazione istituzionale, ed è questa che va messa in campo adesso. Perché il successo dell'Italia o il suo fallimento ricadrebbe su tutti, senza distinzione".