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Clima, diritti, lavoro: sfida social di Pd e 5S per conquistare il voto dei giovani

Video e temi dedicati per attrarre la generazione Z usando varie piattaforme. I dem puntano sui candidati under 30. Letta si sottrae: "Evitiamo il grottesco"
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Su Facebook ci stanno parecchio i cosiddetti #boomer, oggi cinquantenni, sessantenni; su Twitter gli addetti ai lavori di politica e mondo intellettuale (spesso "boomer" pure loro), Instagram è la via di mezzo intergenerazionale. Le nuove generazioni invece si dividono tra Tik Tok, Twitch e YouTube: e allora, come ci parli con gli under 30, i più post-ideologici dell'era post-ideologica, eppure (come rivelato dal sondaggio Swg pubblicato ieri da Repubblica) assai più progressisti in campo valoriale dei propri genitori?

Il pd Alessandro Zan ha visualizzazioni quasi da rockstar. Perciò in casa dem il primo claim dedicato ai diciottenni è stato affidato a lui in un video su Tik Tok che parla di diritti, non solo quello ad avere una legge contro l'omotransfobia - il ddl Zan, appunto - ma anche il diritto a vivere in un ambiente sano e sostenibile, a dire basta ai lavori precari, sottopagati, allo ius scholae, alla cannabis. Sono …

Su Facebook ci stanno parecchio i cosiddetti #boomer, oggi cinquantenni, sessantenni; su Twitter gli addetti ai lavori di politica e mondo intellettuale (spesso "boomer" pure loro), Instagram è la via di mezzo intergenerazionale. Le nuove generazioni invece si dividono tra Tik Tok, Twitch e YouTube: e allora, come ci parli con gli under 30, i più post-ideologici dell'era post-ideologica, eppure (come rivelato dal sondaggio Swg pubblicato ieri da Repubblica) assai più progressisti in campo valoriale dei propri genitori?

Il pd Alessandro Zan ha visualizzazioni quasi da rockstar. Perciò in casa dem il primo claim dedicato ai diciottenni è stato affidato a lui in un video su Tik Tok che parla di diritti, non solo quello ad avere una legge contro l'omotransfobia - il ddl Zan, appunto - ma anche il diritto a vivere in un ambiente sano e sostenibile, a dire basta ai lavori precari, sottopagati, allo ius scholae, alla cannabis. Sono quindi i giovani al centro della "fase due" della campagna elettorale del Pd, anche perché va ricordato che quest'anno per la prima volta dopo la riforma i 18enni voteranno anche per il Senato. Su Tik Tok non comparirà il segretario dem Enrico Letta. "Evitiamo il grottesco pirandelliano", ha avvertito lui, e ogni riferimento ai tiktoker improvvisati della politica è voluto. "Su Tik Tok oggi Berlusconi e Renzi sembravano un anziano zio e un boomer infiltrati in una festa dei 18 anni", dicono dal Nazareno. Perciò ai giovanissimi parleranno Marco Furfaro (sulla cannabis), il 26enne Paolo Romano (contro i finti stage), Chiara Gribaudo (su parità e lavoro precario), Elly Schlein (sull'ambiente). Se è vero che il Pd secondo i sondaggi è il partito più votato dai giovani, è altrettanto vero che i diciottenni astensionisti, delusi e arrabbiati sono proprio quelli di sinistra (circa il doppio di quelli con simpatie a destra). Partirà anche una sorta di "call to action", l'invito a un giovane a portarne un altro a votare per il centrosinistra. Nel merito: le proposte del Pd vanno sotto il titolo "diritto al futuro". Prevista la dote di 10 mila euro dopo i 18 anni (in base al reddito familiare) per le spese di casa, istruzione, avvio di un'attività lavorativa, da finanziare con la tassa di successione più alta per i supermilionari. Mai più stage gratuiti, l'apprendistato come accesso nel mercato del lavoro. Tirocini controllati. Azzeramento dei contributi per le assunzioni di giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato. Fondo di garanzia mutui per la prima casa, pensione di garanzia. E poi scuola, istruzione e piano green come priorità.

Nei 5 Stelle si puntano tutte le fiches sull'iperpresenzialismo di Conte, il secondo leader più gradito dai giovani dopo Mario Draghi, come da report di Swg. E quindi da aprile scorso clip su Tik Tok, tre giorni fa musica emozionale di sottofondo, lui che prende il treno come tutti i comuni mortali, sale e si volta in stile attoriale per invitare a stare "dalla parte giusta". A capo della strategia social c'è Dario Adamo, social media manager dei 5 Stelle da nove anni, poi transitato a Palazzo Chigi con Conte. "Con una clip che rivelava il piano di Meloni di sanzionare i giovani che rifiutavano un lavoro abbiamo fatto 5,6 milioni di visualizzazioni. Ma comunque paga se già prima cercavi di parlare coi giovani, se sbarchi oggi su Tik Tok lo capiscono...", dice. Già molto prima della campagna elettorale il presidente del M5S aveva partecipato a dei dibattiti per skuola.net e su Twitch, piattaforma streaming nata per il gaming (ragazzi che giocano con la consolle e stanno in diretta per ore con altri giocatori o semplici spettatori, parlando, parlando, parlando) e che si sta allargando alle chiacchiere generaliste. Tra i nuovi canali che stanno tentando una sorta di egemonia a sinistra c'è ad esempio Ottolina tv, che tra le varie cose aveva trasmesso gli eventi della festa delle Fornaci rosse a Vicenza, chiusa proprio da Conte martedì scorso. "Qui dentro su Twitch il monopolio dei canali più seguiti è liberal - racconta il creatore, Giuliano Marrucci - però è importante esserci anche con idee più radicali e linguaggi nuovi, ironici e di intrattenimento. Tra i nostri comunque sì, Conte piace o comunque non indigna a differenza di altri, è considerato "potabile"". La responsabile del comitato Politiche giovanili del M5S, Vittoria Baldino, mette in fila le proposte: salario minimo, settimana lavorativa di 36 ore, ampliamento lavoro agile, stop a stage e tirocini non retribuiti, prolungare la garanzia statale per i mutui degli under 36, stabilizzare le decontribuzioni per chi viene assunto al sud o torna dall'estero. "E poi dovremmo occuparci della "Great Resignation" dei giovani. Non c'è più voglia di sacrificare tempo e attitudini per fare lavori sottopagati", dice Baldino. Ecco, per l'appunto: avete mai sentito parlare delle "Grandi dimissioni" in campagna elettorale?