"Quella del candidato di FdI Carlo Nordio, che vorrebbe far risparmiare lo Stato, eliminando i soldi investiti nelle intercettazioni ambientali da parte della magistratura, è una tesi agghiacciante che denota assoluta mancanza di contatto con la realtà e fa emergere, ancora una volta, come il contrasto alla criminalità non rappresenti una priorità per il partito di Giorgia Meloni". Lo dichiara, in una nota, Valentina D'Orso, deputata del M5S in commissione Giustizia.
"Rimango allibita - continua la deputata pentastellata - di fronte a parole, pronunciate tra l'altro da un ex procuratore. Anche se Nordio li considera 'sprechi', le intercettazioni ambientali sono strumenti insostituibili nella lotta a corruzione e malaffare, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i fondi del Pnrr fanno gola alle mafie". "A Nordio, che dice di voler utilizzare i soldi delle intercettazioni per 'assumere segretari e cancellieri per accelerare il corso dei processi', voglio ricordare che gli investimenti nel settore della Giustizia effettuati durante la gestione dell'ex ministro Alfonso Bonafede non hanno precedenti nella storia. Questa è la differenza tra chi parla a sproposito e chi agisce attuando programmi mirati", conclude D'Orso.
Stamani a Mestre Nordio aveva detto: "Visto che la crisi è economica, questa è la priorità. Per uscirne, si può risparmiare anche su tutti gli sprechi che ci sono nel mondo della giustizia, a cominciare dalle intercettazioni telefoniche ambientali che costano duecento milioni di euro l'anno, con i quali si potrebbero assumere segretari e cancellieri per accelerare il corso dei processi. La lentezza della giustizia ci costa 30 miliardi, due punti percentuali di Pil all'anno".