✕

Tra smorfie e battute i leader vanno su TikTok ma il rischio è perdere voti

Ascolta l'audio

Da Berlusconi a Renzi brevi video ironici per "presentarsi" a una nuova platea di elettori
2 minuti di lettura

ROMA - La mossetta di Berlusconi, con il capo oscillante a tempo: "Tik-Tok". Renzi che ricorda: "Sono quello di First reaction shock!". Le dirette notturne di Salvini, con l'occhiale Thug Life. Quanti voti spostano i leader approdati su TikTok, il social dei giovanissimi? "Zero", è la sentenza di uno che di consenso elettorale se ne intende, Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi. "Anzi, rischiano di perderne". È la dura legge dei social: "O ci sei da tempo, ti sei costruito un profilo, e i giovani possono decidere se apprezzarti o no, oppure se ti presenti a tre settimane dal voto, passi come un venditore". Col pericolo di effetti indesiderati: un ragazzo che magari ti avrebbe votato, cambia idea. "Inquadrano la mossa come un'invadenza, non come un dialogo. Anche perché vedendo le immagini di certi leader, si capisce che non sono proprio in sintonia con la logica del social".

Quasi tutti s…

ROMA - La mossetta di Berlusconi, con il capo oscillante a tempo: "Tik-Tok". Renzi che ricorda: "Sono quello di First reaction shock!". Le dirette notturne di Salvini, con l'occhiale Thug Life. Quanti voti spostano i leader approdati su TikTok, il social dei giovanissimi? "Zero", è la sentenza di uno che di consenso elettorale se ne intende, Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi. "Anzi, rischiano di perderne". È la dura legge dei social: "O ci sei da tempo, ti sei costruito un profilo, e i giovani possono decidere se apprezzarti o no, oppure se ti presenti a tre settimane dal voto, passi come un venditore". Col pericolo di effetti indesiderati: un ragazzo che magari ti avrebbe votato, cambia idea. "Inquadrano la mossa come un'invadenza, non come un dialogo. Anche perché vedendo le immagini di certi leader, si capisce che non sono proprio in sintonia con la logica del social".

Quasi tutti si buttano, però. Strizzano l'occhio a una fetta di elettorato che fa gola, anche perché molti under 25 oggi sono conteggiati nella quota "astenuti/indecisi". Il risultato non è sempre quello sperato dai social media manager. Dopo Carlo Calenda, che ha promesso di parlare solo di politica e libri, perché "non so ballare, sembro un orso ubriaco. E non posso dare consigli di make up perché ho la pancia", ieri c'è stato un tris di iscrizioni: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e il Pd, che un po' si smarca. Tiene le distanze. Il profilo è quello di partito, non di Enrico Letta personalmente.

Saranno voti veri o solo clic, Berlusconi ha ottenuto una carrellata di iscrizioni: 4,4 milioni di visualizzazioni col primo video, 261mila follower in una giornata. Nel filmato dello sbarco la postura è quella del video della discesa in campo del '94, con la calza sulla macchina da presa. Giacca e cravatta, seduto alla scrivania, dietro c'è la libreria. "Ciao ragazzi! Eccomi qua! Vi do il benvenuto sul mio Tiktok". Poi parla di decontribuzioni. Il commento più votato però non verte sull'economia. Dice più o meno così: Daje Silvio, portaci alle cene eleganti (l'originale è più diretto). Un'altra utente pretende invece "il makeup tutorial". Per recuperare il tempo perduto, il Cav è scatenato, pubblica altri due video più pop: in uno racconta una barzelletta, in un altro è nello studio di Rete 4: "Quando ho inventato la televisione - dice - facevo tutto, scrivevo i testi, vestivo le persone, soprattutto le donne". Risate.

Matteo Renzi, nonostante il tono più spigliato e il rimando al virale "First reaction shock" di una sua vecchia intervista in inglese, ne ha di terreno social da recuperare: ieri notte si è fermato a 13mila seguaci. Il Pd (solo 1.403 follower al debutto) si affida invece ad Alessandro Zan, "una vita per i diritti civili", come dice il parlamentare che ha dato il suo nome al disegno di legge contro i crimini d'odio. Sul carro del social cinese salgono un po' tutti. Ecco Giovanni Toti, che rinomina i suoi post "TikTotik". Giuseppe Conte già c'è, con 240mila a seguirlo. Come Giorgia Meloni (103mila) e Matteo Salvini (oltre mezzo milione), che ai competitor rimarca: "Benvenuti. Io ci sono da anni". Dal 2019. E ora che sente la concorrenza, sfrutta TikTok più di prima. Rilancia: tutte le notti una diretta fino all'una. I più si divertono a mettergli i baffi finti, il cappello da cowboy, gli occhili da sole. Ma c'è anche chi commenta le sue proposte politiche: "Matteo, non farmi fare il militare!".