Delrio: "Basta polemiche da social il nemico è il sovranismo, non il Pd"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Gli attacchi di Renzi e Calenda al Pd sono incomprensibili e ingiustificabili: non si fanno polemiche da social come se il nemico fosse il Pd e non una destra illiberale, ambigua nei confronti di Mosca e che ci isolerà in Europa". È l'affondo di Graziano Delrio, ex ministro ed ex capogruppo dem, che a Matteo Renzi è stato legato da amicizia politica e personale.
Contro il Pd è partito il fuoco amico di Calenda-Renzi: se lo aspettava?
"È una strategia che non capisco da parte di chi dice di voler costruire un polo liberale. Pare incredibile che il nemico siamo noi, unica grande forza popolare e socialdemocratica e non una destra illiberale che porterà l'Italia all'isolamento in Europa e che ha numerose ambiguità nei confronti di Mosca".
E cosa risponde?
"Capisco che vi sia la campagna elettorale, ma un riformismo moderato si preoccupa di costruire soluzioni e non di polemiche da social…
ROMA - "Gli attacchi di Renzi e Calenda al Pd sono incomprensibili e ingiustificabili: non si fanno polemiche da social come se il nemico fosse il Pd e non una destra illiberale, ambigua nei confronti di Mosca e che ci isolerà in Europa". È l'affondo di Graziano Delrio, ex ministro ed ex capogruppo dem, che a Matteo Renzi è stato legato da amicizia politica e personale.
Contro il Pd è partito il fuoco amico di Calenda-Renzi: se lo aspettava?
"È una strategia che non capisco da parte di chi dice di voler costruire un polo liberale. Pare incredibile che il nemico siamo noi, unica grande forza popolare e socialdemocratica e non una destra illiberale che porterà l'Italia all'isolamento in Europa e che ha numerose ambiguità nei confronti di Mosca".
E cosa risponde?
"Capisco che vi sia la campagna elettorale, ma un riformismo moderato si preoccupa di costruire soluzioni e non di polemiche da social. Nel governo Draghi la nostra collaborazione ha permesso riforme storiche per milioni di italiani come l'assegno unico per i figli. La destra attratta dal populismo ha già portato il Paese in una crisi senza precedenti dieci anni fa".
Sia Renzi che Calenda sono stati eletti con il Pd e adesso sono agguerriti competitor. Ingrati?
"Le scelte in politica sono sempre legittime. Il Pd ha resistito a diverse scissioni di ex segretari: Bersani, D'Alema, Renzi. Io penso che nessun leader presente o passato diventa tale se non grazie alla comunità politica che lo accompagna e lo fa crescere".
Avrebbe proseguito nell'alleanza del campo largo? Sarebbe stata più conveniente?
"Enrico Letta ha fatto importanti sforzi. Sapevamo che si governa solo cercando ciò che unisce. Ma era chiaro ai 5S che non dovevano iniziare la crisi di governo. Oggi Draghi tratta in Europa il tetto al prezzo del gas da premier dimissionario. Le famiglie e le imprese italiane sono meno protette per questo. Qualcuno avrà guadagnato un punto in più in un sondaggio estivo, ma ha danneggiato gravemente il Paese".
Conte cerca ora di attrarre gli elettori dem delusi: i 5S si accreditano come i veri progressisti. Il Pd finirà alla rincorsa?
"Noi abbiamo proposto, inascoltati, salario minimo e parità salariale fra uomo e donna all'inizio della scorsa legislatura al governo Conte. Nei nostri governi abbiamo abbassato le tasse sul lavoro mettendo più soldi in tasca ai lavoratori italiani. E avremmo continuato con Draghi questo lavoro. Vorrei ricordare che noi abbiamo combattuto i decreti sicurezza di Salvini, non altri. Non rincorriamo nessuno sui diritti sociali e umani".
Il centrodestra è dato dai sondaggisti in forte vantaggio. È un gap irrecuperabile?
"I sondaggi estivi sono come i temporali estivi. La partita non è affatto persa. Tante persone non vogliono votare e dobbiamo convincerli".
Cosa teme di più in un governo delle destre?
"La scomparsa dell'Italia dal sogno e dal progetto più importante, quello europeo. Unica protezione dalle tragedie della guerra e della pandemia è stata ed è la cooperazione europea. Lo dimostrano gli oltre 200 miliardi a disposizione del nostro paese per la ricostruzione. Come padre, medico, cittadino sono preoccupato da chi è ambiguo sui vaccini come Meloni. Solo un Italia protagonista in un Europa più forte ci permetterà di aiutare e difendere il lavoro e il benessere".