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Pnrr, la destra ha già deciso: "I fondi vanno spostati, ora la priorità è l’energia"

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FdI e Lega puntano a una revisione del piano: "Sbagliato spendere i soldi per traguardi inutili, anche la sinistra sarebbe d'accordo"
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Cambiare il Pnrr non rappresenta solo un'opzione. È una strada senza alternative, nelle strategie del centrodestra: l'attuale piano di utilizzo delle risorse europee, un totem dell'azione di Draghi, va modificato. L'intenzione è di rinegoziarlo già nei primi giorni di un eventuale (secondo i sondaggi più che possibile) governo guidato da Giorgia Meloni. Il tema, d'altronde, è previsto già nel programma della coalizione, approvato e pubblicato a inizio agosto. Lì, al capitolo 2, è contemplata "la revisione del Pnrr" da fare "in accordo con la Commissione europea" e "in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità".

Già individuata la chiave per entrare nel programma ed emendarlo in modo significativo, con un deciso cambio di obiettivi. È l'articolo 21 del regolamento del Next generation Eu, che così recita: "Se il pi…

Cambiare il Pnrr non rappresenta solo un'opzione. È una strada senza alternative, nelle strategie del centrodestra: l'attuale piano di utilizzo delle risorse europee, un totem dell'azione di Draghi, va modificato. L'intenzione è di rinegoziarlo già nei primi giorni di un eventuale (secondo i sondaggi più che possibile) governo guidato da Giorgia Meloni. Il tema, d'altronde, è previsto già nel programma della coalizione, approvato e pubblicato a inizio agosto. Lì, al capitolo 2, è contemplata "la revisione del Pnrr" da fare "in accordo con la Commissione europea" e "in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità".

Già individuata la chiave per entrare nel programma ed emendarlo in modo significativo, con un deciso cambio di obiettivi. È l'articolo 21 del regolamento del Next generation Eu, che così recita: "Se il piano per la ripresa e la resilienza, compresi i traguardi, non può più essere realizzato in tutto o in parte a causa di circostanze oggettive, lo Stato membro presentare alla commissione europea una richiesta motivata di modifica". E quelle circostanze oggettive, secondo i maggiorenti del centrodestra, ci stanno tutte: "Il Pnrr nasce in un momento storico diverso, con una pandemia cui far fronte ma prima della guerra e dell'emergenza energetica", dice Giovanbattista Fazzolari, uno degli architetti delle linee guida di FdI. "E adesso ci sono problemi urgenti da risolvere", aggiunge Raffaele Fitto che con Fazzolari ha lavorato al programma dello schieramento: "Non si può non tener conto, ad esempio, dell'aumento del costo delle materie prime che sta bloccando il 70% delle gare d'appalto". Nella Lega il concetto viene espresso più o meno nello stesso modo, anche se con toni diversi: "Non è che è un capriccio cambiare il Pnrr - afferma l'ex presidente della Commissione Finanze Claudio Borghi - La voce mutata delle materie prime rende irrealizzabili le opere già inserite fra quelle finanziabili".

La volontà, insomma, non è neppure recondita. Ma il nodo sta tutto nei tempi. E nella capacità di ascoltare il monito che ieri ha lanciato il capo dello Stato Mattarella con esplicito riferimento al piano di ripresa e resilienza: "Si attui". La campagna elettorale e il cambio di governo, con i tempi tecnici necessari, rischiano di provocare ritardi. La necessità avvertita dal centrodestra di rivedere il Pnrr, attraverso una trattativa con Bruxelles che non potrà essere breve, rafforza il pericolo di perdere ingenti risorse. Il ministro Mariastella Gelmini, che si ricandida col Terzo Polo, lo lascia intendere: "Al di là di piccoli modifiche, il Pnrr va attuato, se non vogliamo trasmettere a livello internazionale un'idea di confusione e se non vogliamo ostacolare il lavoro di sindaci e amministratori che devono impiegare i fondi sulla base di obiettivi e regole chiari".

Meloni e i suoi più stretti collaboratori non la pensano così: "Cominciamo con il sottolineare che il governo dei migliori nel 2021 ha raggiunto solo un terzo degli obiettivi assegnati: i ritardi - dice Fazzolari - non sono addebitabili a noi. Detto ciò, nessuno vuole rallentare il programma. Io credo che anche Letta, nella remota ipotesi che dovesse andare al governo, e persino Draghi, si porrebbero il problema di adeguare il Pnrr all'emergenza energetica. Facciamoci una domanda: dobbiamo rispettare il contratto spendendo soldi su traguardi inutili quale, non so, l'informatizzazione di Inps, Inail e Istat o trovare le risorse per liberare il nostro Paese dalla dipendenza energetica dalla Russia? Io credo che il secondo obiettivo valga qualche scostamento dalle tabelle cronologiche. E soprattutto che interessi per prima all'Europa".

Anche in questo caso ci sarebbe una norma del Next generation ad andare in soccorso un eventuale governo di centrodestra: quella che prevede sei mesi di tempo, per gli Stati membri, per rimediare alla sanzione della sospensione del contributo o del prestito. "Siamo in grado di rendere il Pnrr coerente con la nuova realtà senza perdere fondi: il resto sono allarmi da campagna elettorale", chiosa Fitto. Ma le perplessità attorno alla partita economica più rilevante, fra quelle in gioco, rimangono. E sono destinate ad alimentare gli ultimi giorni di dibattito prima del voto.