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Marta Fascina contro Carfagna e Gelmini: "Irriconoscenti e traditrici. Ogni voto dato a loro è un regalo alla sinistra". La dura replica della ministra per gli Affari regionali: "Leali ma non serve"

Marta Fascina 
La deputata azzurra e compagna di Berlusconi commenta la decisione degli ex azzurri di lasciare FI: "Ora sono candidate con partiti guidati da ex segretari del Pd"
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Marta Fascina contro Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. "Questi personaggi hanno ricevuto prebende e incarichi apicali nel partito e nelle istituzioni grazie al presidente Berlusconi e ciononostante, oltre all'incoerenza e al tradimento del patto elettorale, hanno manifestato anche una grave irriconoscenza umana e politica nei confronti di chi li ha politicamente creati - dice la deputata azzurra e compagna di Silvio Berlusconi in un'intervista a 'Libero' - Queste persone oggi sono candidate con partiti guidati da ex segretari del Pd o europarlamentari eletti sotto le insegne del Pd. Dunque ogni voto dato loro è un voto regalato alla sinistra".

"Leali ma non serve", la dura risposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini. "Noi siamo state sempre leali ma non siamo serve, siamo donne libere e di fronte alla caduta del governo Draghi e a una deriva sovranista e populista che Forza Italia ha intrapreso e che è sotto gli occhi di tutti, io e Mara Carfagna, come tanti altri parlamentari ed esponenti del territorio, abbiamo fatto la scelta di non concorrere e di non condividere quella responsabilità. Non rinnego nulla di quello che è stato in Forza Italia ma non mi riconosco nell'ultima stagione di questo partito perché c'è stata una deriva a destra", ha dichiarato la esponente di Azione. "Ritengo che Carlo Calenda abbia avuto il coraggio di sostenere il governo Draghi anche nelle partite più difficili e in Azione si può costruire, anzi ricostruire, quella casa dei liberali, dei popolari e dei riformisti che ora manca in Italia".

Parole severe nei confronti degli ex azzurri, per anni considerati colonne del partito fondato da Berlusconi. "Sono stata la prima firmataria, in questa legislatura, di una proposta di legge di revisione costituzionale finalizzata a impedire i cambi di casacca parlamentari - continua Fascina - Chi è eletto sotto le insegne di un partito e poi, per ragioni più o meno comprensibili, decide di cambiare idea, deve avere il coraggio di dimettersi e di lasciare il Parlamento. Non è possibile assistere a fenomeni di transumanza che altro non fanno che ingrossare il solco che divide elettori ed eletti incidendo negativamente anche sulla fiducia nei confronti della politica". Fascina non aveva condiviso neanche l'addio di Renato Brunetta, dopo la confessione del ministro amareggiato in particolare per gli attacchi personali in casa Fi - soprattutto di Berlusocni e Fascina - a cominciare dalle ironie sulla sua statura.

Nonostante le perdite nel partito, la deputata azzurra e compagna di Berlusconi, "sposata" con nozze simboliche con il leader di Forza Italia lo scorso 19 marzo a Villa Gernetto - assicura che "Forza Italia anche nella prossima legislatura, avrà numeri tali da essere determinante e incisiva nella maggioranza di centrodestra che emergerà dalle urne. Il nostro movimento continuerà, con coerenza e determinazione, a portare avanti le sue storiche battaglie contro l'oppressione fiscale, l'oppressione giudiziaria, l'oppressione burocratica, mali atavici che affliggono la nostra società e che solo una forza moderata, equilibrata, riformista e liberale, atlantista ed europeista come la nostra può sanare".

Poi in veste di deputata azzurra e candidata alla Camera nel collegio di Marsala, parla del suo compagno e leader di Forza Italia facendo un po' di campagna elettorale: "Mi risulta davvero difficile individuare un ordine di importanza tra gli innumerevoli successi ottenuti dal presidente Berlusconi nella sua veste di politico. Aumento delle pensioni minime, abolizione dell'Ici sulla prima casa, accordo Nato-Russia a Pratica di Mare, che ha posto di fatto fine alla guerra fredda, riduzione drastica dell'immigrazione clandestina attraverso accordi con i Paesi del Nord Africa, riduzione della pressione fiscale sotto il 40% (mentre oggi supera il 43%),divieto di fumo nei locali pubblici, abolizione della leva obbligatoria. Potrei continuare a lungo... Il nostro presidente ha raggiunto risultati, in tutti i campi nei quali si è cimentato, che nessun altro premier ha mai conseguito".