"Per aiutare le donne a farcela bisogna smantellare le penalità che le appesantiscono e non concedere loro qualche strapuntino". In una lettera al Corriere della Sera, la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni interviene sui diritti delle donne. "Stereotipi ormai logori", afferma, "dipingono la destra come retriva e maschilista, mentre il rapporto tra le donne e la sinistra in realtà è più sbandierato che effettivo".
La leader dice di se stessa di pensare di "avercela fatta perché sono brava come una donna", non come un uomo. "Ed è esattamente questo che voglio comunicare alle altre donne". E spiega di essere diffidente verso 'concessionì di posti o quote da parte di leader maschi, perché le donne hanno "una grande forza autonoma che va liberata dagli impacci", "che non va umiliata o sottovalutata".
"Oggi la genitorialità è spesso un ostacolo", rileva Meloni, con "ritmi che spesso incidono più pesantemente sulle donne".
Ma, sostiene la leader di FdI, "attraverso la maternità le donne sviluppano competenze preziose che possono essere investite nello spazio pubblico e nel lavoro".
Sui diritti civili, assicura Meloni, "non vogliamo tornare indietro", "ma siamo conservatori" e quindi si intende difendere, fra le altre cose, "l'appartenenza al genere sessuale, la possibilità per un bimbo di avere una mamma e un papà". La leader di FdI si chiede poi cosa la sinistra voglia per le donne, e dice che si è visto con il ddl Zan: "Appiattimento della differenza sessuale, nuovo modello patriarcale che le fa scomparire e distrugge il materno". "Ci battiamo per una piena e integrale applicazione della 194 - conclude Meloni - e affinché le donne siano davvero libere di essere madri se lo vogliono".