Bollette, contro i rincari nasce il movimento che minaccia lo sciopero: "Se non le abbassate, non le paghiamo"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliLa campagna parte questa mattina, sulla falsariga di quella che si sta facendo in Gran Bretagna e per certi versi simile alle battaglie della nuova sinistra a cavallo degli anni '70 e '80: minacciare lo sciopero delle bollette, l'autoriduzione contro gli aumenti. Obiettivo: arrivare ad un milione di aderenti alla petizione entro il 30 novembre e se non ci saranno risposte dal governo e dalle società del settore a quel punto non pagare più. Il collettivo è sul sito www.nonpaghiamo.it, "una campagna di disobbedienza civile non violenta che punta ad ottenere la riduzione dei costi delle bollette ai valori precedenti l’inflazione post-Covid e la guerra".
Essendo un movimento orizzontale, uno dei portavoce ci tiene che non esca il suo nome e cognome. Fa l'infemiere e, spiega, "2 mila euro di aumento medio a famiglia per milioni di famiglie sono aumenti insostenibili, visto che poi i salari sono fermi. Il conto non possono pag…
La campagna parte questa mattina, sulla falsariga di quella che si sta facendo in Gran Bretagna e per certi versi simile alle battaglie della nuova sinistra a cavallo degli anni '70 e '80: minacciare lo sciopero delle bollette, l'autoriduzione contro gli aumenti. Obiettivo: arrivare ad un milione di aderenti alla petizione entro il 30 novembre e se non ci saranno risposte dal governo e dalle società del settore a quel punto non pagare più. Il collettivo è sul sito www.nonpaghiamo.it, "una campagna di disobbedienza civile non violenta che punta ad ottenere la riduzione dei costi delle bollette ai valori precedenti l’inflazione post-Covid e la guerra".
Essendo un movimento orizzontale, uno dei portavoce ci tiene che non esca il suo nome e cognome. Fa l'infemiere e, spiega, "2 mila euro di aumento medio a famiglia per milioni di famiglie sono aumenti insostenibili, visto che poi i salari sono fermi. Il conto non possono pagarlo sempre gli stessi". Per questo si chiede la tassazione sugli extraprofitti e una patrimoniale per i super ricchi, affinché possano assorbire gli aumenti.
Se davvero un milione di persone non pagassero più, o decidessero di pagare una somma ridotta, a quel punto - secondo gli organizzatori - il sistema andrebbe in crash, per così dire. In questo inverno alle porte "milioni di persone - dice Kino, il soprannome di uno dei membri del collettivo, vicino ai sindacati di base - saranno costrette a scegliere tra scaldarsi o mangiare. Una famiglia su tre sarà costretta alla povertà energetica. Sono più di otto milioni le famiglie a rischio e già ora il 15 per cento delle utenze ha smesso di pagare. Non siamo più disposti a pagare le conseguenze di una scriteriata economia basata sulle energie fossili".
La speranza dei 'non paghiamo' è quella di costituire coordinamenti autonomi città per città, si sta organizzando un pool di legali per gestire le possibile controversie giuridiche e difendere chi aderirà. Una lotta che punta direttamente al fattore economico, riproposizione di battaglie del passato: all'epoca le autoriduzioni - delle bollette e degli affitti - venivano appoggiate e organizzate dagli stessi sindacati confederali.