"Facebook sta arbitrariamente oscurando e inibendo la divulgazione di contenuti delle pagine dei parlamentari della Lega e in generale di gruppi riferiti al centrodestra": con questa accusa alcuni parlamentari del Carroccio hanno presentato un esposto all'Agcom. Secondo la protesta, firmata dal vicesegretario Andrea Crippa, da Luca Toccalini, Alberto Bagnai, Susanna Ceccardi, Claudio Borghi, Antonella Faggi, Giorgio Maria Bergesio, Umberto Fusco e Roberta Ferrero, "a nulla sono valse le interlocuzioni delle ultime settimane con il gruppo Meta nel tentativo di conoscere le ragioni di questa condotta fortemente pregiudizievole. L'azienda non ha fornito alcuna risposta né sul flusso organico della diffusione dei contenuti né sul blocco delle campagne pubblicitarie. Tutto ciò accade senza alcuna ragione o evidenza comunicata agli utenti, in un momento delicato come quello della campagna elettorale in cui dovrebbe prevalere più che mai il pluralismo della comunicazione". I leghisti chiedono dunque all'autorità garante della comunicazione "chiarimenti e interventi urgenti per sanzionare la condotta scorretta del gruppo Meta in campagna elettorale".
La risposta di Meta
Dal gruppo Meta si fa sapere che non sono stati riscontrati problemi di alcun tipo. Per la Lega però la questione Facebook è di vitale importanza, anche perché da anni è il partito politico italiano che investe di più per promuovere i propri contenuti sul social network.
Le spese dei partiti per la campagna social
Negli ultimi tre mesi, ad esempio, il solo Matteo Salvini ha speso 64 mila euro per le proprie inserzioni; il partito in sé, per la pagina ufficiale, 28 mila euro. Per fare un raffronto, la collega di coalizione Giorgia Meloni 'solo' 16 mila, anche se rispetto al Carroccio l'investimento maggiore è fatto sul profilo di Fratelli d'Italia (47 mila euro).