Rapporti Salvini-Putin, la Lega teme che le dichiarazioni di Friedlander siano solo un "antipasto"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliSono solo "insinuazioni, zeppe di dubbi e condizionali, contro la Lega e Matteo Salvini che si difenderanno in ogni sede opportuna contro le parole di Julia Friedlander e il quotidiano che le ha pubblicate", è la nota della Lega dopo l'intervista di Repubblica alla ex collaboratrice di Donald Trump, responsabile del sud Europa della sua amministrazione. Friedlander, senza mezze parole, ha spiegato che "i rapporti tra Salvini e Putin sono guidati da probabili interessi finanziari".
Certamente però, al di là delle accuse che non sono nuove se si pensa ad esempio allo scandalo dell'Hotel Metropol che vide coinvolto Gianluca Savoini, nel Carroccio si è rimasti molto colpiti del fatto che abbia parlato una persona vicina a un ex presidente molto amico della Lega stessa, perlomeno sul piano 'ideologico'. Il timore è che possa trattarsi solo di un 'antipasto', e che da qui al 25 settembre possa uscire altro d…
Sono solo "insinuazioni, zeppe di dubbi e condizionali, contro la Lega e Matteo Salvini che si difenderanno in ogni sede opportuna contro le parole di Julia Friedlander e il quotidiano che le ha pubblicate", è la nota della Lega dopo l'intervista di Repubblica alla ex collaboratrice di Donald Trump, responsabile del sud Europa della sua amministrazione. Friedlander, senza mezze parole, ha spiegato che "i rapporti tra Salvini e Putin sono guidati da probabili interessi finanziari".
Certamente però, al di là delle accuse che non sono nuove se si pensa ad esempio allo scandalo dell'Hotel Metropol che vide coinvolto Gianluca Savoini, nel Carroccio si è rimasti molto colpiti del fatto che abbia parlato una persona vicina a un ex presidente molto amico della Lega stessa, perlomeno sul piano 'ideologico'. Il timore è che possa trattarsi solo di un 'antipasto', e che da qui al 25 settembre possa uscire altro di più sostanzioso. "Sta accadendo qualcosa di strano - confida un colonnello salviniano - Sembra quasi che sia in corso una manovra per rendere Giorgia Meloni affidabile e gradita al sistema e contemporaneamente delegittimarci giorno dopo giorno". La retorica da vittime dei 'poteri forti' è un classico leghista da sempre, utile anche a fare quadrato attorno al capo, prima Umberto Bossi, oggi Salvini.
Dice Gianluca Pini, ex parlamentare della Lega Nord che non ha mai sostenuto il nuovo corso nazionalista, che "tutto fa pensare che la ricostruzione di Friedlander sia credibile, mancano però dei riscontri oggettivi. Di suggestioni ce ne sono diverse e da tempo, cominciano ad essere un po' troppe, però finché non esce la prova...". Di concreto, e oggettivo, per adesso rimane solo il patto politico di collaborazione tra Lega e Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.
In questo senso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiede una commissione di inchiesta parlamentare che "accerti i rapporti fra i leader dei partiti politici e i mondi economico-finanziari russi. In questo momento ci sono più ombre che luci". Lo stesso fa il senatore dem Dario Parrini: "I rapporti tra Salvini e Putin sono inquietanti. La sicurezza nazionale non è uno scherzo. Se sarò eletto ripresenterò subito, opportunamente aggiornato, il ddl 1587 a mia prima firma volto a istituire su questo tema una commissione bicamerale d'inchiesta".