Dal partito della pace di Santoro alla Margherita 4.0 di Mastella, dove sono finiti i progetti politici mai nati
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioDoveva esserci la lista pacifista di Michele Santoro: "Un partito che non c'è e non c'è mai stato", l'aveva lanciato il giornalista su Repubblica, pensandolo sotto l'ombrello dell'avvocato del popolo, Giuseppe Conte capo del M5Stelle. Mai venuta alla luce. La Lista civica nazionale di Federico Pizzarotti, l'ex sindaco di Parma, è stata a un passo dalla nascita nel Terzo Polo, in accordo con Matteo Renzi e Carlo Calenda. Ma è stato un veloce incontrarsi e dirsi addio. Anche la Margherita 4.0 sponsorizzata da Clemente Mastella e che avrebbe visto i centristi insieme, garantiti da un democristiano doc come il sindaco di Benevento, si è persa strada. Però il coriaceo Mastella correrà lo stesso il 25 settembre. Da solo, con il simbolo "Mastella-Noi di centro. Europeisti" in dieci regioni. Di "Agenda civica", raggruppamento di sindaci capitanato da Alessio Pascucci, che avrebbe dovut…
Doveva esserci la lista pacifista di Michele Santoro: "Un partito che non c'è e non c'è mai stato", l'aveva lanciato il giornalista su Repubblica, pensandolo sotto l'ombrello dell'avvocato del popolo, Giuseppe Conte capo del M5Stelle. Mai venuta alla luce. La Lista civica nazionale di Federico Pizzarotti, l'ex sindaco di Parma, è stata a un passo dalla nascita nel Terzo Polo, in accordo con Matteo Renzi e Carlo Calenda. Ma è stato un veloce incontrarsi e dirsi addio. Anche la Margherita 4.0 sponsorizzata da Clemente Mastella e che avrebbe visto i centristi insieme, garantiti da un democristiano doc come il sindaco di Benevento, si è persa strada. Però il coriaceo Mastella correrà lo stesso il 25 settembre. Da solo, con il simbolo "Mastella-Noi di centro. Europeisti" in dieci regioni. Di "Agenda civica", raggruppamento di sindaci capitanato da Alessio Pascucci, che avrebbe dovuto raccogliere la società civile a sostegno del neo movimento di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci "Impegno civico", resta un fugace ricordo. Sono le "occasioni mancate" : secondo i i protagonisti di queste offerte politiche, che le coalizioni in campo alla fine non hanno accolto.
Il mancato partito della pace di Santoro
Non ci si è accordati sui seggi? Anche. Non ci si è messi d'accordo su nulla, lasciando sfumare nei titoli di coda le novità accarezzate. Santoro della lista pacifista mai nata dice che lui ci ha provato: "Quel tipo di mia apertura non ha avuto seguito. È saltata". Assicura di non essere deluso, però fa un'analisi non lusinghiera sulle ragioni del rifiuto: "Non se n'è fatto niente perché i 5Stelle hanno fatto un discorso identitario, mentre sarebbe stata l'apertura di una fase politica nuova. Non lo considero un discorso chiuso. Forse se ne riparlerà un giorno". Per ora Santoro si dedica ai tour di presentazione del suo libro "Non nel mio nome". Dopo il 25 settembre, si ricomincia.
L'addio di Pizzarotti al Terzo Polo
Ha intenzione di organizzare una convention anche Federico Pizzarotti che non abbandona il progetto della Lista civica nazionale. Però adesso per riprendere fiato fa il boscaiolo. Deluso di come è andata a finire con il Terzo Polo? "Non sono deluso, certo avrei preferito entrare in gioco. Sono venuto a Roma ogni settimana per capire cosa si sarebbe potuto costruire, dando voce al civismo. È stata una esperienza importante, che mi ha anche mostrato le differenze rispetto al campionato locale, cioè alla politica nelle città". Pizzarotti comunque non è tenero con Calenda e Renzi, che - afferma - "hanno preferito una logica conservativa e poco coraggiosa". Hanno in pratica assicurato seggi alla loro classe dirigente. Vero è che avevano garantito a Pizzarotti una buona posizione nelle liste, ma non altrettanto agli altri nomi civici. Per ora quindi, l'ex sindaco di Parma, ex grillino, si dedica ai lavori nei boschi e progetta una produzione di liquori, ma ad ottobre pensa a un evento per la sua Lista civica nazionale, progetto che non abbandona.
Sfiorisce la Margherita 4.0 di Mastella
È Mastella ad ammetter di sentirsi "deluso per la prospettiva mancata", che era - spiega - quella di una sorta di Margherita 4.0, con i terzopolisti e magari alleata al Pd. Tutta un'altra strada rispetto a quanto è poi accaduto. Ma certo il sindaco di Benevento non si è ritirato in buon ordine: "Ho il temperamento del democristiano. Né il centrosinistra né il Terzo Polo, dove ci sono leader che hanno un'ambizione avara, hanno capito l'importanza del radicamento territoriale". Comunque è in campo con la lista Mastella-Noi di centro. Europeisti in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Campania, Umbria, Basilicata, Molise, Calabria.
Niente lista dei sindaci per Pascucci
Fallito prima ancora di decollare il progetto di "Agenda civica" di Pascucci, ex sindaco di Cerveteri, che si sfoga: "Non sto criticando Di Maio e Tabacci, ma ogni volta che si avvicinano le elezioni viene sbandierato il civismo. Noi abbiamo preparato un documento in 15 punti, siamo arrivati alla conferenza stampa con Impegno civico dopo un patto tra gentiluomini. Non c'eravamo capiti evidentemente. Ci siamo accorti di essere la foglia di fico del civismo e nient'altro. Sostengo il centrosinistra dove ci sono i Verdi, dove c'è Tabacci, +Europa e il Pd. Però se proponi una blindatura solo per il coordinatore e non per gli altri, ammazzi il progetto futuro".