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Mattarella invita a mantenere il rigore con Mosca: "Italia per forte pressione attraverso le sanzioni"

(ansa)
Il capo dello Stato, a Tirana nella prima tappa nei Balcani, lancia un messaggio a chiunque vinca le elezioni per il dopo 25 settembre
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TIRANA - Tutti a chiedersi che farà Sergio Mattarella dopo il 25 settembre, ma da Tirana, prima tappa di una visita di tre giorni nei Balcani, il Capo dello Stato ribadisce le sue convinzioni sulla necessità di mantenere la linea di rigore sulle sanzioni alla Russia, ricordando qual è il posto dell'Italia nello scacchiere europeo ed atlantico: questo a prescindere dall'esito delle prossime elezioni.  Dice: "L'Italia ritiene che sia necessario mantenere una forte pressione attraverso le sanzioni per superare questa sciagurata situazione bellicista della Russia. Speriamo in un negoziato che porti alla pace. Un buon segnale è l'accordo per il trasporto di grano ucraino". E' un monito indiretto, a chi come Matteo Salvini, vorrebbe cedere alle minacce di Putin.  

Che fare, però, di fronte al caro bollette che sta strangolando imprese e famiglie? A Cernobbio, sabato scorso, il Presidente aveva sollecitato l…

TIRANA - Tutti a chiedersi che farà Sergio Mattarella dopo il 25 settembre, ma da Tirana, prima tappa di una visita di tre giorni nei Balcani, il Capo dello Stato ribadisce le sue convinzioni sulla necessità di mantenere la linea di rigore sulle sanzioni alla Russia, ricordando qual è il posto dell'Italia nello scacchiere europeo ed atlantico: questo a prescindere dall'esito delle prossime elezioni.  Dice: "L'Italia ritiene che sia necessario mantenere una forte pressione attraverso le sanzioni per superare questa sciagurata situazione bellicista della Russia. Speriamo in un negoziato che porti alla pace. Un buon segnale è l'accordo per il trasporto di grano ucraino". E' un monito indiretto, a chi come Matteo Salvini, vorrebbe cedere alle minacce di Putin.  

Che fare, però, di fronte al caro bollette che sta strangolando imprese e famiglie? A Cernobbio, sabato scorso, il Presidente aveva sollecitato la Ue a trovare una soluzione in fretta. Si rischia una catastrofe sociale che va affrontata di petto, come accadde col Covid. Ieri Ursula von der Leyen ha detto che la soluzione è il price cap, nella convinzione politica che l'Europa non possa farsi intimidire da un dittatore. Mattarella condivide. "E' importante che la Ue abbia deciso di ridurre la dipendenza energetica. E' richiesto un ripensamento collettivo sulle fonti di approvvigionamento". "Allo stesso tempo la guerra - Mattarella l'ha definita per ben due volte 'sciagurata' - mette a rischio anche la lotta al cambiamento climatico. Ci attendono sfide globali che richiedono un grande impegno collettivo". L'obiettivo è ripristinare la legalità internazionale, addivenire a un accordo di pace, ma come disse a Strasburgo a fine aprile "senza accettare però le prepotenze".  

Queste cose Mattarella le ha dette dopo l'incontro col presidente albanese Baijram Begaj: "L'Italia spinge affinché l'Albania entri a far parte della Ue, il suo futuro è in Europa e senza i Balcani occidentali il processo di unificazione dell'Europa sarebbe incompleto". A luglio a Bruxelles sono iniziati i negoziati, dopo un'attesa che dura dal tredici anni. Ma quelle del Presidente non sono frase scontate. Mattarella avrebbe potuto limitarsi a rimanere nel solco dei motivi istituzionali della visita - rinsaldare i rapporti tra i due paesi, ribadire il sostegno alle aspirazioni europee di Tirana - ma di fatto ha tenuto a sottolineare che la cornice europea e atlantica non potrà mutare. 

In tanti provano a tirarlo per la giacchetta. Da giorni Giorgia Meloni ribadisce che se vince gli chiederà di formare il governo, ma Mattarella non è in campagna elettorale, mantiene - specialmente adesso - la sua imparzialità. Avrà l'incarico chi vincerà e saprà dimostrare di avere una maggioranza parlamentare, come da dettato costituzionale. Ma questo è un argomento che s'imporrà soltanto dopo il voto, a tempo debito: le consultazioni al Quirinale dovrebbero cominciare intorno al 20 ottobre, e potrebbero durare pochi giorni, se l'esito sarà quello indicato dai sondaggi. Quel che tuttavia conta - ed il senso del messaggio di oggi - è che il posto dell'Italia nel mondo non potrà subire mutamenti. E tantomeno sono ammessi patteggiamenti con Vladimir Putin.