Enrico Borghi: "Salvini si comporta come un influencer al sostegno di Mosca"
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniEnrico Borghi, membro del Copasir e responsabile sicurezza del Pd, dice che le parole di Julia Friedlander, già analista Cia e responsabile Sud Europa dell'amministrazione Trump, non possono non avere il peso che meritano. "Non stiamo parlando di dichiarazioni fatte da qualche mitomane, ma da una figura sicuramente qualificata e di livello con un'esperienza nel campo della sicurezza e della alta amministrazione statunitense".
Nel merito: lei crede che Salvini abbia davvero un interesse economico diretto con la Russia di Putin?
"A me interessa il dato politico. Che visto con gli occhi di chi ci guarda da Washington o Bruxelles è molto semplice. Primo: Salvini e Putin nel 2017 siglano un accordo di cooperazione e collaborazione, rinnovato pochi mesi fa nonostante la guerra in Ucraina. Secondo: nella sua mutevolezza poliforme, Salvini ha cambiato idea su tutto. Sulla secessione, sull'euro, su Conte, su Draghi. Su tutto, tranne che su una cosa: la…
Enrico Borghi, membro del Copasir e responsabile sicurezza del Pd, dice che le parole di Julia Friedlander, già analista Cia e responsabile Sud Europa dell'amministrazione Trump, non possono non avere il peso che meritano. "Non stiamo parlando di dichiarazioni fatte da qualche mitomane, ma da una figura sicuramente qualificata e di livello con un'esperienza nel campo della sicurezza e della alta amministrazione statunitense".
Nel merito: lei crede che Salvini abbia davvero un interesse economico diretto con la Russia di Putin?
"A me interessa il dato politico. Che visto con gli occhi di chi ci guarda da Washington o Bruxelles è molto semplice. Primo: Salvini e Putin nel 2017 siglano un accordo di cooperazione e collaborazione, rinnovato pochi mesi fa nonostante la guerra in Ucraina. Secondo: nella sua mutevolezza poliforme, Salvini ha cambiato idea su tutto. Sulla secessione, sull'euro, su Conte, su Draghi. Su tutto, tranne che su una cosa: la Russia. Su quella è sempre granitico, fino alla incredibile scena di Cernobbio dove sembrava più un influencer moscovita che un politico italiano".
Il tema dei finanziamenti dall'estero è centrale in questa campagna elettorale. Eppure non ne parla nessuno.
"Ho chiesto pubblicamente a tutti i partiti di dichiarare di non prendere finanziamenti, direttamente o indirettamente, da Paesi esteri.Il Pd si impegna in questo senso. Ma gli altri sono rimasti tutti zitti. Spero anche che gli elettori si rendano conto che qui non stiamo parlando di scaramucce. Ma di sostanza. Sta per accadere una cosa storica".
A cosa fa riferimento?
"È la prima volta da 40 anni che in tema di politica estera ci sono schieramenti che si presentano con differenze così profonde. Da una parte c'è chi ci vuole portare a Budapest, Varsavia o direttamente a Mosca. E dall'altro ci siamo noi che vogliamo tenere il paese ancorato nell'alleanza euro atlantica, l'unica in grado di garantirci libertà, democrazia e tutti quei valori che sono alla base della nostra cultura. Queste differenze avranno un impatto il giorno dopo le elezioni: il 25 settembre se si vota per gli amici di Mosca ci saranno delle conseguenze inevitabili. In campo c'è una guerra economica che vede protagonista la Russia e la Cina, con una divisione di compiti: alla prima egemonia politica, alla seconda quella economica. Oggi i rapporti di forza internazionali si misurano sommando eserciti e economia. E la sicurezza delle nostre imprese, famiglie, territori è legata al campo da gioco geopolitico che scegliamo".