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L’Europa non trova l’accordo. Slitta il tetto al prezzo del gas

Sergio Mattarella, presidente della repubblica in visita a Skopje (ansa)

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Flop del Consiglio europeo dei ministri dell’energia: la misura rinviata a fine settembre. Verrà fissata soltanto per le forniture che arrivano dalla Russia e avrà un impatto minimo. Contrari 5 Paesi guidati da Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia
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Alla fine il tetto al prezzo del gas sarà inserito nel pacchetto della Commissione europea. Ma la spaccatura che costantemente attraversa i 27 sulle questioni energetiche lo renderà sostanzialmente inutile, una "vittoria di Pirro". Perché il "price cap" sarà fissato solo per le forniture russe. Che come noto da qualche settimana sono assenti o a scartamento fortemente ridotto. Quindi sarà come mettere il tetto a un edificio inesistente.


L'esito del Consiglio europeo dei ministri dell'energia riunitosi ieri a Bruxelles è in sintesi questo. Certo nelle proposte dell'"esecutivo europeo" saranno presenti anche alcune misure emergenziali: dalla tassa sugli extraprofitti (modello italiano) a una prima forma di separazione in bolletta dei costi dell'elettricità prodotta dal gas rispetto quella generata da altre fonti, dagli aiuti per le imprese particolarmente in difficoltà fino all…

Alla fine il tetto al prezzo del gas sarà inserito nel pacchetto della Commissione europea. Ma la spaccatura che costantemente attraversa i 27 sulle questioni energetiche lo renderà sostanzialmente inutile, una "vittoria di Pirro". Perché il "price cap" sarà fissato solo per le forniture russe. Che come noto da qualche settimana sono assenti o a scartamento fortemente ridotto. Quindi sarà come mettere il tetto a un edificio inesistente.


L'esito del Consiglio europeo dei ministri dell'energia riunitosi ieri a Bruxelles è in sintesi questo. Certo nelle proposte dell'"esecutivo europeo" saranno presenti anche alcune misure emergenziali: dalla tassa sugli extraprofitti (modello italiano) a una prima forma di separazione in bolletta dei costi dell'elettricità prodotta dal gas rispetto quella generata da altre fonti, dagli aiuti per le imprese particolarmente in difficoltà fino all'ulteriore riduzione dei consumi, sebbene non è ancora chiaro se sarà volontaria o obbligatoria.


Ma certo tutto appare ridimensionato dal fatto che il "tetto" al prezzo del metano arriva con colpevole ritardo. E soprattutto non riguarderà tutte le forniture. Martedì prossimo allora la Commissione metterà a punto il suo progetto. E - come si legge nel documento finale del Consiglio di ieri - inserirà anche un limite al prezzo del gas russo. Lo schema tecnico è già pronto ma soprattutto la presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen, su questo punto si è molto esposta nei giorni scorsi. Eliminare, allora, del tutto questo strumento equivarrebbe a delegittimare la presidenza. È vero che cinque Paesi (in particolare Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia totalmente dipendenti dall'energia di Mosca e l'Olanda che ha condiviso gli stessi dubbi senza metterli a verbale) si sono dichiarati apertamente contrari, ma alla fine questo provvedimento non richiederà l'unanimità. Basterà una maggioranza qualificata. Il problema, semmai, è che rischia appunti di rivelarsi inutile. Il gas russo non arriva più nei depositi europei e quindi l'impatto sarà minimo. La speranza dei governi è che abbia un effetto sulle quotazioni della Borsa di Amsterdam (si cercherà anche di ridimensionare il ruolo del TTF olandese, la borsa energetica nella quale la speculazione sulle quotazioni è stata enorme portando diversi miliardi in Olanda). L'idea del governo italiano di estendere il "cap" a tutto il gas è stata invece sostanzialmente respinta. Il ministro Cingolani non ha però perso il suo ottimismo: "Noi abbiamo rilanciato molto intensamente sulla questione price cap. Il risultato è stato abbastanza positivo perché quindici Paesi si sono pronunciati chiaramente a favore di un price cap generalizzato, cioè su qualunque importazione di gas, non solo quello di un operatore o di un Paese".

Ma tra i quindici non figurava la Germania (in realtà piuttosto altalenante e contraddittoria su questo argomento) e Francia. Senza contare che la Commissione, come ha ammesso la commissaria all'energia Simson, non considera opportuno intervenire adesso in questo modo: "Più ragionevole fissare il cap solo per la Russia". Una volta che la Von Der Leyen avrà presentato il "pacchetto" la prossima settimana a Strasburgo, è probabile che i ministri dell'energia si riuniscano di nuovo entro la fine di settembre. Poi toccherà ai leader il 6 ottobre a Praga dare il via libera definitivo. Per il governo italiano, comunque, il "tetto" al gas russo viene considerato un passo avanti e soprattutto una porta aperta per arrivare al cap su tutte le forniture. Ed in effetti difficilmente il tema non si riproporrà in autunno.