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Emma Bonino a teatro conquista gli under 30: "Facciamo qualcosa insieme"

“Molti giovani cercano una guida”, dice la leader di + Europa nell’intervista con Cecchi Paone
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Le tv la ignorano e quindi Emma Bonino a sera raduna i suoi elettori al Teatro Santa Chiara a Roma, quando mancano dodici giorni al voto. “Io sono Emma”, si chiama il format, evidente il richiamo al “Io sono Giorgia” di Meloni. Sala gremita, soprattutto di under trenta, un dato sorprendente di questi tempi. «Secondo i sondaggi sei la loro preferita», le dice Alessandro Cecchi Paone.

«Come lo spieghi?». «Forse perché moltissimi di loro cercano una guida. Però vi dico che niente è dovuto. Posso fare qualcosa con voi: non per voi».
Scorrono le immagini di una carriera politica formidabile, iniziata nel 1975. E infatti tra tutti i candidati di questa tornata Emma Bonino è la più longeva. I ragazzi restano in silenzio di fronte alle battaglie di una vita, spesso in solitudine: per l’aborto, per i diritti delle donne in Afghanistan, in lacrime dopo il sì al testamento biologico…

Le tv la ignorano e quindi Emma Bonino a sera raduna i suoi elettori al Teatro Santa Chiara a Roma, quando mancano dodici giorni al voto. “Io sono Emma”, si chiama il format, evidente il richiamo al “Io sono Giorgia” di Meloni. Sala gremita, soprattutto di under trenta, un dato sorprendente di questi tempi. «Secondo i sondaggi sei la loro preferita», le dice Alessandro Cecchi Paone.

«Come lo spieghi?». «Forse perché moltissimi di loro cercano una guida. Però vi dico che niente è dovuto. Posso fare qualcosa con voi: non per voi».
Scorrono le immagini di una carriera politica formidabile, iniziata nel 1975. E infatti tra tutti i candidati di questa tornata Emma Bonino è la più longeva. I ragazzi restano in silenzio di fronte alle battaglie di una vita, spesso in solitudine: per l’aborto, per i diritti delle donne in Afghanistan, in lacrime dopo il sì al testamento biologico, contro le mutilazioni genitali, contro le mine anti-uomo, a Srebrenica della pulizia etnica, a New York a distribuire siringhe pulite per combattere l’Aids, sulla copertina di Panorama con una canna. Era il 1979. «Non mi sono mai piaciute, sono una tabagista, ma dopo oltre quarant’anni stiamo ancora lottando per la liberalizzazione».

I giovani sono venuti perché la politica è anche una ricerca di senso. Eppure Bonino non compiace, è di severità sabauda, «i miei erano contadini e doveristi», una secchiona che ha girato il mondo e sa quattro lingue, «altre due-tre le capisco»; i ragazzi ridono di una battuta ironica: «Quando annunciai a mia madre che mi avrebbero arrestato per l’aborto rispose: “Peccato, perché proprio oggi si fidanza tuo fratello”».

«Pannella era geniale, aveva le idee e a me chiedeva però di realizzarle». La mandò da Tortora e Sciascia, per convincerli a candidarsi, in Vaticano Papa Wojtyla, non esattamente un faro per i radicali, accolse il leader così: «Caro Marco, l’ascolto sempre su Radio Radicale».

Le note dolenti. Secondo l’Agcom La7 ha dedicato a +Europa zero minuti, la Rai lo 0,8, Mediaset, 1,19, per lei è solita fatica provare a farsi eleggere. È dura anche stavolta che gareggia col Pd. Non lancia appelli al 42 per cento degli astensionisti. Racconta una storia. Una volta visitò un ospedale in Sierra Leone, dove avevano tagliato le mani a tutti quelli che avevano votato. «Ecco, disponiamo di un diritto acquisito. Esercitarlo è un dovere».