Salvini alla fine cede: "Giusto sapere i nomi di chi è stato pagato". Scintille con Meloni: "Sei più polemico con me che con gli avversari"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaASCOLI PICENO - "La gente in piazza mi chiede lavoro, salute, il blocco delle bollette. Mica è interessata ai soldi russi. Per i giornali però è affascinante questo risiko, che anche domani occuperà le prime pagine: e ciò spiega ampiamente il calo delle vendite". L'ultima stoccata di Salvini, nel tramonto luminoso del Chiostro di San Francesco, è per i media: l'epilogo di una giornata sul filo dei nervi, passata a ironizzare, minimizzare, rilanciare le minacce di querela. I finanziamenti del Cremlino sono di nuovo un'ombra, per il leader della Lega, che non smette di inseguirlo, nell'attesa della famosa lista di partiti o politici che sarebbero stati beneficiati da Mosca: esce o non esce? Quando? E dentro ci sarà pure la Lega?
Formalmente sono quesiti che non toccano Salvini, ma in realtà rendono affannoso quest'ultimo scorcio di campagna elettorale di un segretario che già ha l'ard…
ASCOLI PICENO - "La gente in piazza mi chiede lavoro, salute, il blocco delle bollette. Mica è interessata ai soldi russi. Per i giornali però è affascinante questo risiko, che anche domani occuperà le prime pagine: e ciò spiega ampiamente il calo delle vendite". L'ultima stoccata di Salvini, nel tramonto luminoso del Chiostro di San Francesco, è per i media: l'epilogo di una giornata sul filo dei nervi, passata a ironizzare, minimizzare, rilanciare le minacce di querela. I finanziamenti del Cremlino sono di nuovo un'ombra, per il leader della Lega, che non smette di inseguirlo, nell'attesa della famosa lista di partiti o politici che sarebbero stati beneficiati da Mosca: esce o non esce? Quando? E dentro ci sarà pure la Lega?
Formalmente sono quesiti che non toccano Salvini, ma in realtà rendono affannoso quest'ultimo scorcio di campagna elettorale di un segretario che già ha l'arduo compito di recuperare il consenso perso per strada. Ad Ascoli Piceno si difende con veemenza: "Io soldi non ne ho mai visti, né chiesti, né presi. Ma se Letta ha avuto finanziamenti è giusto che lo dica". La difesa è sempre accompagnata dal rilancio, e nell'obiettivo finisce il segretario del Pd che aveva chiesto chiarezza sulle denunce disvelate dagli 007 Usa. Solo alle otto della sera Salvini decide di associarsi alla richiesta di conoscere nomi, partiti, Paesi coinvolti e importi ricevuti. "Se qualcuno è stato pagato da altri governi, russi, tedeschi, cinesi o americani, è bene che si sappia". Ma è una concessione fatta di fretta e di mala voglia, prima di tuffarsi nel consueto rito dei selfie, davanti ai sindaci di Ascoli e Macerata e ai candidati che da queste parti si fanno propaganda dietro la griffe del modello Marche, che è (anche) una brusca frenata su aborto, diritti dei gay e suicidio assistito. Poco prima, durante il comizio, il capo del Carroccio aveva snobbato l'argomento del giorno: "Di cosa si parla e di cosa si paga all'estero a me interessa zero". Aveva preferito attaccare l'Ue ("Alcuni Paesi speculano e guadagno, altri ne pagano le spese: è un'Europa da ripensare") e battere sul consueto tasto dell'immigrazione: "Non vedo l'ora che la Lega torni a occuparsi dei confini perché non se ne può più - urla - di clandestini che rubano di giorno e di notte, spacciano, fanno casino e poi vogliono la casa, vogliono il lavoro".
E poi lo scostamento di bilancio, per sollecitare il quale arriva a mettere sullo stesso piano Letta e Meloni: "Mi domando perché chiedano di aspettare l'Europa: bisogna intervenire subito per bloccare gli aumenti, come sta facendo tutta Europa. Non è un mio capriccio". Un'ennesima puntualizzazione che genera la reazione stizzita della presidente di Fdi: "È da qualche giorno che mi sorprendono alcune dichiarazioni di Salvini, sempre più polemico con me che con gli avversari".
Sono questi gli argomenti che, secondo il numero uno, interessano di più alla gente ma è anche un parlar d'altro rispetto all'affaire delle ingerenze russe. Per il quale sin dalla mattina il segretario della Lega si mostra irritato: si arrabbia quando Myrta Merlino, durante "L'Aria che tira", gli chiede se giurerebbe sui suoi figli che la Lega non ha mai ricevuto contributi da Mosca, poi svicola quando è chiamato a commentare le parole di Guido Crosetto: "Alto tradimento? Se qualcuno ha preso soldi ha fatto una cosa illegale". Il riparo da ogni possibile accusa è l'affermazione di Adolfo Urso, presidente del Copasir, secondo cui non c'è notizia che l'Italia sia coinvolta nei tentativi di condizionamento di Putin. Ma è un paravento che cade presto, quando lo stesso Urso rettificherà dicendo che "allo stato non ci sono notizie in merito": il che non esclude che possano arrivare. E poi la dissimulazione fatta con ostentata ironia: capita quando Salvini, alla convention di Confartigianato, garantisce di essere pronto "ad accettare domande da tutti, ma non da artigiani russi". E quando mostra con orgoglio una medaglia donatagli dall'ambasciata dell'Armenia: "Sono le uniche influenze che accetto".
Così, da Roma ad Ascoli sino a Pescara, in serata, si svolge la corsa del senatore milanese inseguito dai sospetti. "Capisco lo stato d'animo del mio leader: uno può anche il diritto di sentirsi perseguitato - dice Edoardo Rixi, fedelissimo di Salvini - se ogni volta che si parla della Russia si guarda a lui e lo si attacca. Ma, come ha detto Urso, non esiste prova che l'Italia stia dentro questo caso".
E oggi è un altro giorno, in attesa che le informazioni di Washington assumano contorni più definiti. E nel frattempo meglio ironizzare e attaccare i "nemici" che stanno nel Pd e nei giornali: "Ci sarà un motivo per cui i giornali vendono sempre meno", il refrain. E al cronista che a quel punto gli chiede se deve preoccuparsi per il futuro, la risposta è sarcastica: "Ma no, ci pensiamo noi..."