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Fondi russi ai partiti. A Roma una nota Usa, Di Maio: altro in arrivo

Il presidente del Copasir e senatore di Fratelli d'Italia, Adolfo Urso (ansa)
La politica in fibrillazione a dieci giorni dal voto. Domani il capo dell'Autorità delegata ai servizi Gabrielli riferisce al Copasir. Urso (FdI) dagli Stati Uniti: "Serve chiarezza dagli americani"  
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ROMA - A Palazzo Chigi e alla Farnesina è stato recapitato dall'estero un documento. È una nota del Dipartimento di Stato americano, che trae origine da un dossier del Tesoro. Non c'è scritto molto di più di quanto comunicato in chiaro due giorni fa dal segretario di Stato Antony Blinken: l'Europa è il ventre molle della penetrazione russa ed esistono Paesi i cui leader politici sono finanziati da Mosca. Non sono elencati però i nomi delle personalità.

Il testo è sintetico. Talmente stringato che gli emissari della nostra intelligence e della diplomazia italiana pressano per tutto il giorno le fonti americane per capirne di più. Scoprono che la nota è il riassunto di un altro testo più esteso - il dossier del Tesoro, appunto - che sarà consegnato alle Cancellerie interessate più avanti. Chiedono se esso contenga novità decisive per Roma, ma così non sembra. Viene…

ROMA - A Palazzo Chigi e alla Farnesina è stato recapitato dall'estero un documento. È una nota del Dipartimento di Stato americano, che trae origine da un dossier del Tesoro. Non c'è scritto molto di più di quanto comunicato in chiaro due giorni fa dal segretario di Stato Antony Blinken: l'Europa è il ventre molle della penetrazione russa ed esistono Paesi i cui leader politici sono finanziati da Mosca. Non sono elencati però i nomi delle personalità.

Il testo è sintetico. Talmente stringato che gli emissari della nostra intelligence e della diplomazia italiana pressano per tutto il giorno le fonti americane per capirne di più. Scoprono che la nota è il riassunto di un altro testo più esteso - il dossier del Tesoro, appunto - che sarà consegnato alle Cancellerie interessate più avanti. Chiedono se esso contenga novità decisive per Roma, ma così non sembra. Viene citata l'Italia, sì, ma ancora una volta - ribadiscono gli americani - non c'è traccia di leader nostrani finanziati dal Cremlino. Che non vuol dire, però, che Washington non abbia raccolto informazioni sensibili di questo tipo, contenuti in documenti di intelligence confidenziali.

Si naviga a vista, dunque. E la confusione alimenta da 48 ore nuove domande. Qual è il contenuto completo del secondo documento più esteso? Davvero Washington si fermerà a una scarna nota priva di elementi cruciali, capaci di influenzare la campagna elettorale, come sembrava di percepire dall'agitazione di questi giorni dell'amministrazione Usa?

Da tre settimane la politica italiana è attraversata da voci di un imminente sequenza di rivelazioni in grado di mettere politicamente fuori gioco partiti e leader vicini a Russia Unita, il partito di Putin. Circola di tutto, ai massimi livelli: indiscrezioni su prove solide che inchioderebbero alcuni big per finanziamenti illeciti ricevuti dall'estero e rapporti economici compromettenti con Mosca. Un ping pong di supposizioni che tiene in allerta Palazzo Chigi, i vertici dell'intelligence, le forze politiche. E la destra italiana. Con la nota di Blinken recapitata a Palazzo Chigi è iniziata la caccia ai nomi, finora vana. Tanto che è lo stesso Matteo Salvini a esporsi. Chiamando in causa se stesso e riconoscendo di essere sulla bocca di tutti: "Mi hanno processato come bieco spione russo e invece non era vero niente. Abbiamo chiacchierato sul nulla".

Eppure, il magma di sospetti non si ferma all'autodifesa di Salvini. Basta voltarsi verso destra. Nell'immediatezza delle rivelazioni, Giorgia Meloni si sbilancia chiedendo "chiarezza" sul caso. Guido Crosetto addirittura evoca "l'alto tradimento". Il governo, nel frattempo, muove le sue pedine. Franco Gabrielli, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, consulta l'intelligence americana, la quale insiste: non ci sono nomi di italiani. Al momento, almeno. Si muove la Farnesina: stesso risultato. Luigi Di Maio ritiene, però, che dopo la nota potrebbero arrivare altre rivelazioni. E infatti accenna alla possibilità che almeno un altro dossier venga recapitato all'esecutivo italiano. Non si sa, in realtà, se si tratti del report completo del Tesoro Usa o di un testo nuovo.

Che regni la confusione, in questa storia, lo dimostra anche la fluttuante versione di Adolfo Urso, capo del Copasir. Dall'America, dove si trova in missione per Giorgia Meloni, inizialmente getta acqua sul fuoco dopo aver parlato con Gabrielli. "Non ci sono italiani nel dossier americano". Di più: convinto di poter svelare il presunto bluff di Washington, convoca per venerdì (domani) l'audizione di Gabrielli al Copasir. L'obiettivo della destra è chiudere in fretta la partita. Qualcosa però si inceppa. A Washington incontra il presidente democratico della Commissione intelligence del Senato, Mark Warner, e il repubblicano Richard Burr. Al termine dei colloqui, il suo tono cambia: "L'amministrazione Usa fornisca immediate ed esaurienti informazioni al governo italiano sul dossier sui finanziamenti russi a partiti ed esponenti politici di alcuni Paesi. È necessario fare subito assoluta chiarezza - insiste - siamo in campagna elettorale e abbiamo il dovere di tutelare le istituzioni democratiche e di evitare ogni forma di delegittimazione". Si pattina ancora, e chissà per quanto.