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Soldi da Mosca, telefonata tra Blinken e Draghi. E sull'energia: ‘’Mosca non ci dividerà"

(ansa)
Colloquio tra il segretario di Stato americano e il premier ringraziato per la sua "leadership in un momento cruciale". E la promessa di ''lavorare con il prossimo governo italiano sull'ampio ventaglio dei nostri interessi condivisi''
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L'unica cosa certa è che si tratta di un segnale. Perché quando Mario Draghi sente ieri il segretario di Stato americano Antony Blinken, entra in contatto con il membro dell'amministrazione che ha dato il via alla denuncia dell'operazione di finanziamento che Mosca avrebbe portata o avanti con diversi partiti e leader politici europei. Difficile che il premier non abbia provato a raccogliere ulteriori elementi sulla reale portata delle informazioni in possesso di Washington, al culmine di un pressing lungo due giorni durante i quali l'autorità delegata ai Servizi di Palazzo Chigi Franco Gabrielli e i canali diplomatici della Farnesina di Luigi Di Maio hanno domandato insistentemente agli interlocutori americani se l'Italia è inclusa nel dossier e se ci sono altri dettagli da comunicare al Parlamento, attraverso il Copasir.

Ufficialmente, comunque, la comunicazione istituzionale che segue la telefonata non chiarisce questo nodo. In…

L'unica cosa certa è che si tratta di un segnale. Perché quando Mario Draghi sente ieri il segretario di Stato americano Antony Blinken, entra in contatto con il membro dell'amministrazione che ha dato il via alla denuncia dell'operazione di finanziamento che Mosca avrebbe portata o avanti con diversi partiti e leader politici europei. Difficile che il premier non abbia provato a raccogliere ulteriori elementi sulla reale portata delle informazioni in possesso di Washington, al culmine di un pressing lungo due giorni durante i quali l'autorità delegata ai Servizi di Palazzo Chigi Franco Gabrielli e i canali diplomatici della Farnesina di Luigi Di Maio hanno domandato insistentemente agli interlocutori americani se l'Italia è inclusa nel dossier e se ci sono altri dettagli da comunicare al Parlamento, attraverso il Copasir.

Ufficialmente, comunque, la comunicazione istituzionale che segue la telefonata non chiarisce questo nodo. In compenso, mette nero su bianco un riconoscimento dell'amministrazione Usa verso il premier italiano. "Fantastico parlare col premier Mario Draghi stamane sulla nostra stretta e durevole partnership con l'Italia - scrive Blinken, dando notizia del contatto - L'ho ringraziato per conto degli Stati Uniti per la sua leadership attraverso questo critico momento nella storia europea e mondiale". Di più: il segretario di Stato sottolinea ''l'importanza di mantenere la solidarietà e la resilienza di fronte agli sforzi russi di usare l'energia e altri mezzi per dividere i Paesi che supportano l'Ucraina". Con la promessa ulteriore di ''lavorare con il prossimo governo italiano sull'ampio ventaglio dei nostri interessi condivisi''. Intendendo con questo una linea atlantica, il sostegno a Kiev e l'opposizione a Mosca con sanzioni.

Chi però lascia intendere che qualcos'altro si muove e che Roma - come anticipato da Repubblica - è inclusa nel documento secretato redatto dal Consiglio per la Sicurezza nazionale in possesso di Washington, è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: ''Siamo in continuo contatto con gli americani, sia adesso, sia nei prossimi giorni per tutti gli ulteriori aggiornamenti. Sono arrivati gli aggiornamenti che dovevamo ricevere, consiglio prudenza". E ancora: ''Resteremo in contatto con gli americani, continueremo lo scambio di informazioni. Il fatto grave è che ci sono 300 milioni di euro che la Russia ha pagato a forze politiche, per questo abbiamo sempre proposto una commissione di inchiesta. Non ho certezze, ma ci sono così tante ombre che superano le luci che una commissione d'inchiesta va fatta".