Report Usa sui fondi russi ai politici. “Il caso è chiuso, per il momento”
di Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini , di Tommaso Ciriaco e Giuliano FoschiniNon ci sono partiti o politici italiani nell'elenco dei paesi occidentali beneficiari dei finanziamenti russi citati nei dossier che gli Stati Uniti hanno condiviso con le capitali alleate. Il lavoro di intelligence della Casa Bianca è però ancora in corso: parte degli elementi sono classificati, altri devono essere ancora consegnati. Non è escluso, quindi, che qualcosa possa cambiare nei prossimi mesi. "Ci è stato riferito che ci verrano comunicate eventuali novità all'esito del lavoro che stanno compiendo".
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Franco Gabrielli, mette una prima parola ferma davanti allo scandalo sollevato in seguito alle rivelazioni americane sulle attività di influenza di Mosca in Occidente. "Nessun italiano coinvolto", ha detto ieri Gabrielli al Copasir. Fermo restando che la partita è ancora aperta. "Quando è stata pubblicata la notizia", ha spiegato il …
Non ci sono partiti o politici italiani nell'elenco dei paesi occidentali beneficiari dei finanziamenti russi citati nei dossier che gli Stati Uniti hanno condiviso con le capitali alleate. Il lavoro di intelligence della Casa Bianca è però ancora in corso: parte degli elementi sono classificati, altri devono essere ancora consegnati. Non è escluso, quindi, che qualcosa possa cambiare nei prossimi mesi. "Ci è stato riferito che ci verrano comunicate eventuali novità all'esito del lavoro che stanno compiendo".
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Franco Gabrielli, mette una prima parola ferma davanti allo scandalo sollevato in seguito alle rivelazioni americane sulle attività di influenza di Mosca in Occidente. "Nessun italiano coinvolto", ha detto ieri Gabrielli al Copasir. Fermo restando che la partita è ancora aperta. "Quando è stata pubblicata la notizia", ha spiegato il premier Mario Draghi in conferenza stampa, "ho fatto la cosa più naturale: ho chiamato il segretario di Stato Blinken per chiedergli cosa sapesse e sostanzialmente lui mi ha confermato l'assenza di forze politiche italiane nella lista di destinatari di finanziamenti russi, riservandosi di verificare se ce ne fosse evidenza in altri documenti a disposizione delle autorità Usa, e si è impegnato di comunicarli tramite canali istituzionali".
Ed è stato proprio questo elemento, tutto politico, ad agitare la riunione della commissione che vigila sui Servizi: anche i parlamentari da sempre più vicini all'amministrazione americana hanno segnalato il disagio rispetto a un intervento di questo tipo, nel pieno della campagna elettorale. "Negli Usa mi hanno detto che non sapevano che in Italia si votasse", ha provato a dire il presidente del Copasir, Adolfo Urso, attirandosi il sarcasmo dei suoi colleghi. Che lo avevano accusato di non aver mantenuto un comportamento lineare nell'organizzazione del viaggio a Washington: "Hai giocato tre parti in commedia", il senso delle critiche, "ci hai detto che era un viaggio privato per conto del partito e invece ti sei mosso come presidente della commissione parlamentare. Per di più chiamando Gabrielli e comunicando con la stampa l'esito dell'interlocuzione, senza aver condiviso con noi questa intenzione".
Chiuso l'incidente politico, il dibattito si è spostato sul merito. Gabrielli - sulla base di due informative della numero uno del Dis, Elisabetta Belloni, e del capo dell'Aise, Giovanni Caravelli - ha ricostruito la vicenda: dal cablo inviato alla Farnesina, fino al rifiuto di fornire ulteriori informazioni rispetto a notizie sensibili ancora nelle mani degli americani, ma "classificate" e, dunque, ancora segrete. Informazioni frutto del lavoro del Dipartimento di Stato, ma anche di intelligence.
"Il caso è chiuso", ha detto alla fine dell'audizione Urso, "non c'è alcun pericolo per la sicurezza nazionale". In realtà, la questione dell'attività di influenza russa in Occidente e anche in Italia è assolutamente aperta. Come hanno testimoniato due relazioni del Copasir - prima durante la pandemia e ora con la guerra in Ucraina - che denunciavano le attività di "guerra ibrida" di Mosca: dalla disinformazione agli attacchi hacker, sono stati segnalati decine di tentativi di influenzare l'opinione pubblica italiana. Raffinati, ha spiegato Gabrielli, sono i canali di finanziamento: "Fuori dall'Italia sono stati segnalati dazioni di denaro tramite contanti, criptovalute, beni di pregio e triangolazioni attraverso aziende russe ed estere".