La versione di Richetti: “L’ho vista due volte poi l’ho allontanata”
di Silvia Bignami e Andrea Ossino , di Silvia Bignami e Andrea Ossino"Tutto falso. Tutto inventato. Mi stanno tagliando la carne di dosso". Matteo Richetti non si nasconde. Anzi mette il suo nome e la sua faccia sulle accuse della donna che, coperta da anonimato, ha raccontato in una lunga intervista a Fanpage.it di aver subito molestie da un senatore, senza farne il nome. "La vittima sono io", dice lui presentandosi insieme a Carlo Calenda al tour del Terzo Polo in Emilia-Romagna: "C'è una persona che sta perseguitando me e la mia famiglia, scrivendomi e dandomi del pedofilo, da un anno. Io l'ho denunciata". Per questo annuncia querela civile e penale al giornale che ha scritto della vicenda, pur senza fare il suo nome.
Questa donna, Richetti la conosce appena. Arrivato a Bologna all'Opificio Golinelli dove gli si avvicinano con pacche sulla spalla e cauti "come stai" gli attivisti, lui spiega: "L'avrò vista due volte. Una al partito, mi pare, e un'altra volta …
"Tutto falso. Tutto inventato. Mi stanno tagliando la carne di dosso". Matteo Richetti non si nasconde. Anzi mette il suo nome e la sua faccia sulle accuse della donna che, coperta da anonimato, ha raccontato in una lunga intervista a Fanpage.it di aver subito molestie da un senatore, senza farne il nome. "La vittima sono io", dice lui presentandosi insieme a Carlo Calenda al tour del Terzo Polo in Emilia-Romagna: "C'è una persona che sta perseguitando me e la mia famiglia, scrivendomi e dandomi del pedofilo, da un anno. Io l'ho denunciata". Per questo annuncia querela civile e penale al giornale che ha scritto della vicenda, pur senza fare il suo nome.
Questa donna, Richetti la conosce appena. Arrivato a Bologna all'Opificio Golinelli dove gli si avvicinano con pacche sulla spalla e cauti "come stai" gli attivisti, lui spiega: "L'avrò vista due volte. Una al partito, mi pare, e un'altra volta è venuta nell'ufficio del Senato. Voleva collaborare con noi, ma è stata accompagnata alla porta. La mia assistente di allora può confermare. Poi sono cominciati ad arrivare i messaggi sui sociale sul telefono". Una "persecuzione" che non ha risparmiato neppure le figlie.
Calenda, accanto a lui, evoca dal mattino la giustizia ad orologeria: "C'è stato un timing molto preciso nell'uscita di questa vicenda. Questo è un attacco politico". Il leader di Azione se la prende con la stampa, che ha rilanciato accuse anonime a un giornale, mai denunciate alle forze dell'ordine. Ignorando invece le denunce per stalking che lo stesso Richetti ha fatto alla polizia postale. "Ne ho fatte tre perché ci sono state diverse integrazioni" dice il senatore.
Dalle ricostruzioni ne risultano però per ora due. Una è quella del 29 novembre 2021. In quella occasione il senatore spiega di aver ricevuto insulti via social in cui veniva accusato di pedofilia. Non solo. Dieci giorni prima Richetti aveva anche ricevuto un sms "lunghissimo": "Mi baci, mi tocchi e poi continui a tenerti accanto questa pazza", scriveva l'interlocutrice minacciandolo di rivelare frequentazioni "aberranti", parlando di prove, messaggi e anche note vocali compromettenti che l'onorevole avrebbe inviato. Su questa denuncia la procura di Roma ha confermato ieri che è stato aperto un fascicolo per stalking.
Ma Richetti è tornato negli uffici postali anche martedì scorso. Appena scoccate le 21.30 del 13 settembre, dopo aver saputo che Fanpage stava preparando un servizio su presunte molestie. "Da alcuni mesi sono a conoscenza di un dossier diffamatorio a mio carico", denuncia agli agenti Richetti, spiegando che dalla scorsa primavera alcune sue collaboratrici erano state contattate da una giornalista che invitava "a rivelare eventuali approcci sentimentali subiti" e di essere stato informato che sulla testata Fanpage.it sarebbe stato pubblicato un articolo in cui venivano evidenziati dei messaggi "che disconosco - dice il senatore di Azione - in quanto da me né prodotti e né inviati e, quindi, desumo totalmente artefatti".
Si tratta degli screenshot diffusi dall'accusatrice per comprovare le sue accuse. Ritenendo di essere vittima di una diffamazione, a pochi giorni dal voto, il politico aveva deciso quindi denunciare la faccenda, facendo presente che la procura di Roma stava già indagando sui fatti denunciati a novembre. Calenda rincara: "Abbiamo detto al giornale che si stavano prestando a una cosa priva di fondamento, su cui la procura stava indagando. Ma sono andati avanti, quindi presumo ci sia dietro un disegno".
Tutto mentre Pina Picierno, Pd, getta benzina sul fuoco, con l'hashtag #metoo. "È la macchina del fango" dicono militanti a candidati di Azione a Bologna, mentre Richetti abbraccia la figlia, che poi resta seduta a gambe incrociate ai suoi piedi durante il comizio di Calenda. "Di fronte a queste cose ci si sente impotenti - sospira Richetti - sui social mi dicono di vergognarmi, ma io ho denunciato, ho querelato. Che altro devo fare per difendermi?".