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Roccella: “Ma quale distanza, c’è una benevola aspettativa della Chiesa verso Giorgia”

Intervista alla portavoce del Family Day, candidata con FdI: "Questo non è più il partito del 5%. Ora è cambiata pure la considerazione degli altri verso di noi"
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La marcia di avvicinamento di Giorgia Meloni alla Chiesa è tutt'altro che un'impresa ardua, secondo Eugenia Roccella. Portavoce del Family day col cardinal Ruini, sottosegretario alla Salute con Berlusconi, ora candidata con FdI, Roccella contesta gli "stereotipi" sulla distanza tra la leader di Fratelli d'Italia e papa Francesco. "Penso che la Chiesa abbia un atteggiamento di benevola aspettativa. Poi noi cattolici siamo abituati a non giudicare...".

Sull'immigrazione, però, la divergenza di vedute è evidente.
"Non sono d'accordo. A sinistra ci si aspettava una presa di distanza e non mi sembra che ci sia stato nulla, né da parte del Papa, che non è uno che le manda a dire, né da parte della Cei. D'altra parte questo non è più lo stesso partito, si appresta ad andare al governo, è molto cambiato dal partito del 5%, e cambia anche la considerazione degli altri".

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La marcia di avvicinamento di Giorgia Meloni alla Chiesa è tutt'altro che un'impresa ardua, secondo Eugenia Roccella. Portavoce del Family day col cardinal Ruini, sottosegretario alla Salute con Berlusconi, ora candidata con FdI, Roccella contesta gli "stereotipi" sulla distanza tra la leader di Fratelli d'Italia e papa Francesco. "Penso che la Chiesa abbia un atteggiamento di benevola aspettativa. Poi noi cattolici siamo abituati a non giudicare...".

Sull'immigrazione, però, la divergenza di vedute è evidente.
"Non sono d'accordo. A sinistra ci si aspettava una presa di distanza e non mi sembra che ci sia stato nulla, né da parte del Papa, che non è uno che le manda a dire, né da parte della Cei. D'altra parte questo non è più lo stesso partito, si appresta ad andare al governo, è molto cambiato dal partito del 5%, e cambia anche la considerazione degli altri".

Il motto "Dio, patria e famiglia" sembra distante dalla concezione attuale della Chiesa.
"Non direi! Dio c'è per chi ci crede: è sbagliato dire Dio nella società di oggi? Patria, il Papa ha appena detto che fare figli è patriottico: l'idea di patria, appartenenza e comunità non ha un'accezione negativa nel mondo cattolico . E infine siamo sostenitori della famiglia: cosa c'è di così orribile? Meglio Cirinnà che disse che 'Dio, patria e famiglia' fa schifo?".

Per una leader che difende i valori tradizionali non è una contraddizione convivere senza sposarsi?
"Noi difendiamo la famiglia fatta da uomo, donna e aperta alla procreazione, poi ognuno fa quello che credo, nessuno vuole togliere nessuna libertà. Si va avanti per stereotipi comodi alla sinistra. Chi è che ha giudicato qualcuno perché era sposato, non era sposato, stava con un uomo, stava con una donna? È un'impostazione che non c'è".

Sul tema dell'aborto invece c'è una coincidenza col Vaticano.
"Meloni ha detto in maniera quasi ossessiva che non vuole cambiare la legge sull'aborto. Se dici che vuoi aiutare le mamme, attacchi la legge sull'aborto? Allora bisogna che solo i ricchi facciano i figli? Se hai motivi economici o sociali, e provi a rimuoverli, secondo quella stessa legge, stai attaccando l'aborto? No, dai applicazione allo slogan 'maternità come libera scelta'".

Perché Meloni dice "sono cristiana", non "sono cattolica"? C'è una distanza dalla Chiesa cattolica di papa Francesco?
"No. Io penso che questo Papa non venga fino in fondo capito, perché sta tentando un'operazione molto interessante, cercando di allentare l'attacco intorno alla Chiesa. È la Chiesa che accoglie, è la Chiesa che si occupa degli ultimi, non la sinistra ztl. Dire "sono cristiana" è solo un'appartenenza più ampia: i cattolici sono cristiani".

Quindi sono possibili punti di incontro tra Meloni e Bergoglio?
"Assolutamente sì".