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Le sfide nei collegi chiave: a Sassari la rimonta di Manca sull’assente Pera

Addii, problemi nei trasporti e nella sanità, centrodestra in difficoltà. E c'è chi si affida al Gladiatore
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SASSARI - La presunzione è sempre un azzardo e così il centrodestra che in Sardegna pensava di vincere in carrozza oggi comincia a preoccuparsi. Si può mai candidare al collegio uninominale del Senato che ingloba il sassarese, l'Ogliastra, Nuoro, la Gallura e Oristano il pur blasonato Marcello Pera, che però non si è fatto un giorno di campagna elettorale da queste parti? Il suo avversario che veniva dato dieci punti dietro, il pd Gavino Manca, ha fatto stampare 300 mila santini, sulla falsariga di quelli di Enrico Letta, Putin vs Europa: parte nera, "istranzu", lo straniero, "assente, estraneo alla Sardegna"; parte verde, "amigu", "presente sul territorio, difende la Sardegna". L'altra versione è "catapultato" contro "radicato". Manca, scuola post Dc, consigliere municipale, poi comunale, poi regionale, poi deputato, macina chilometri su chilometri, "ho incontrato e sent…

SASSARI - La presunzione è sempre un azzardo e così il centrodestra che in Sardegna pensava di vincere in carrozza oggi comincia a preoccuparsi. Si può mai candidare al collegio uninominale del Senato che ingloba il sassarese, l'Ogliastra, Nuoro, la Gallura e Oristano il pur blasonato Marcello Pera, che però non si è fatto un giorno di campagna elettorale da queste parti? Il suo avversario che veniva dato dieci punti dietro, il pd Gavino Manca, ha fatto stampare 300 mila santini, sulla falsariga di quelli di Enrico Letta, Putin vs Europa: parte nera, "istranzu", lo straniero, "assente, estraneo alla Sardegna"; parte verde, "amigu", "presente sul territorio, difende la Sardegna". L'altra versione è "catapultato" contro "radicato". Manca, scuola post Dc, consigliere municipale, poi comunale, poi regionale, poi deputato, macina chilometri su chilometri, "ho incontrato e sentito 150 sindaci del territorio: hanno tutti il mio numero di telefono. Se viene eletto Pera, chi lo vede più? Anzi, chi l'ha mai visto...". Produttore instancabile di emendamenti dal territorio in questa ultima legislatura, Manca è convinto che la politica vecchia maniera funzioni ancora: "I voti si prendono tra le persone, non si scappa".

Queste settimane pre-voto quindi si stanno trasformando in una specie di via crucis per Fratelli d'Italia, Lega e compagnia. Nella Regione un assessore del Carroccio, Giorgio Todde, ha mollato sbattendo la porta; Volotea e Ita hanno annunciato uno stop anticipato ai voli in continuità aerea da e per la Sardegna; anche i collegamenti marittimi per le isoli minori sono a rischio. Poi c'è la sanità che fa acqua da tutte le parti, a Sassari e Oristano le strutture sono costrette a dimezzare le prestazioni perché i budget sono esauriti. "Non facciamo chiacchiere ma fatti, a breve uscirà la delibera per quattro nuovi ospedali", dice il presidente di Regione Christian Solinas. Sì ma intanto?

Insomma, il tutto non è un grande spot per il centrodestra di governo; nel frattempo nel suo spot elettorale il candidato braccio destro di Solinas, Carlo Doria, fa il verso al Gladiatore: "Al mio segnale scatenate l'inferno...", con la colonna sonora del film con Russell Crowe di sottofondo; notevole anche il trash di Dario Giagoni, capogruppo della Lega in Regione e candidato all'uninominale della Camera su Sassari che su Tik Tok è apparso nel mentre, tutto goduto, si faceva massaggiare la testa, stavolta con la musica classica sotto. Carla Bassu, la competitor del Pd, costituzionalista di 43 anni, ieri festeggiava il compleanno: mattina in Confesercenti, pomeriggio con gli studenti universitari, sera con il vescovo a parlare di cittadinanza attiva. "Non voglio dire che Giagoni si sia defilato eh, però ecco se volesse confrontarsi ci sono, per ora non c'è stata occasione...". Il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, area di centrosinistra, sente che "l'astensione sarà alta, l'unione tra Partito sardo d'azione e Lega si è rivelato un flop, tra loro tira una brutta aria. Promesse tante, fatti pochi: c'è stanchezza verso questo modo di fare". Ragiona il segretario del Pd di Sassari, Gianpiero Cordedda: "Gli amministratori locali si sentono soli e impotenti, con la riforma i parlamentari sardi passeranno da 26 a 16. Con Pera, si riducono a 15...".

L'altra variabile sono i 5 Stelle. A inizio campagna in Sardegna i sondaggi li davano al 10 per cento, ora tira un'aria diversa, cioè si punta al doppio. Manca è convinto che il Movimento rubi voti al centrodestra, la vicepresidente del partito e viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde - lei, nuorese, è candidata qui - ha un'idea diversa. Sul telefono mostra una foto di qualche giorno fa a Orgosolo, il paese famoso per i suoi murales resistenti: "Questi quattro signori con i quali stavo parlando erano del Pci. Ora, è inutile che andiamo a dire che anche noi eravamo di sinistra, però diciamo quello che molti hanno capito: l'agenda progressista e sociale più incisiva è la nostra".

Nonostante il problema dello spopolamento nei paesi interni, della crisi industriale, del lavoro per buona parte legato alla stagione turistica, il reddito di cittadinanza non è un fenomeno di massa: 75 mila persone coinvolte, assegno medio di 535 euro, su un totale di 1,6 milioni di abitanti. Però anche Todde teme l'alta astensione, "le situazioni di disagio sono tante, ci sono paesi senza guardia medica, senza pediatra, per non parlare dei treni: pensi che qui vanno ancora a gasolio...". Il 40 per cento del 2018 è un miraggio per il Movimento, per far scattare qualche collegio al maggioritario servirebbe una bella dose di fortuna. O magari qualche altro regalino da una destra in affanno.