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Hanno tutti ragione | Un saluto mezzo Romano

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Del filmato che ritrae Romano La Russa, assessore di Fratelli d'Italia in Lombardia e fratello di Ignazio, mentre partecipa al rito funebre fascista in onore di un militante storico del partito, colpisce un dettaglio. La cerimonia prevede che l'officiante scandisca il nome del camerata defunto e la folla risponda "presente" tendendo il braccio nel saluto romano. Al momento chiave La Russa prima si guarda furtivamente intorno, per accertarsi se qualcuno sta riprendendo la scena, quindi per due volte alza le braccia a metà, un mezzo saluto romano, certamente figlio dell'imbarazzo e della consapevolezza del rischio di essere ripreso. Non c'era modo migliore per rappresentare plasticamente il rapporto di FdI con il suo ingombrante passato, un dico non dico, un alzo non alzo, l'istantanea di un partito che è sul tema è rimasto sempre a metà del guado. Formidabile la spiegazione che della vicenda ha dato la federazione milanese di Fd…

Del filmato che ritrae Romano La Russa, assessore di Fratelli d'Italia in Lombardia e fratello di Ignazio, mentre partecipa al rito funebre fascista in onore di un militante storico del partito, colpisce un dettaglio. La cerimonia prevede che l'officiante scandisca il nome del camerata defunto e la folla risponda "presente" tendendo il braccio nel saluto romano. Al momento chiave La Russa prima si guarda furtivamente intorno, per accertarsi se qualcuno sta riprendendo la scena, quindi per due volte alza le braccia a metà, un mezzo saluto romano, certamente figlio dell'imbarazzo e della consapevolezza del rischio di essere ripreso. Non c'era modo migliore per rappresentare plasticamente il rapporto di FdI con il suo ingombrante passato, un dico non dico, un alzo non alzo, l'istantanea di un partito che è sul tema è rimasto sempre a metà del guado. Formidabile la spiegazione che della vicenda ha dato la federazione milanese di FdI: "Il gesto con il braccio di La Russa era per invitare gli altri a non fare il saluto". Perché loro non sono fascisti ma noi, evidentemente, siamo scemi. 

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