MILANO - Italexit contro i Patrioti (con l'aiuto di CasaPound). Chiamato al suo vero banco di prova dopo due anni di vita, il 25 settembre il movimento del senatore uscente Gianluigi Paragone spiegherà le vele contro il suo nemico dichiarato: l'Europa. Ma il vero avversario al quale "Italexit" sogna di scalfire voti è FdI. Possibile? Molto ambizioso, certamente. Perché il primo ostacolo da superare è il 3%.
Fine agosto. Paragone presenta una delle candidate di punta: la neofascista di CasaPound Carlotta Chiaraluce. "Lady preferenze", come la chiamano nella sua Ostia. La scelta fa discutere. "CasaPound non c'entra con noi", dice l'imbarazzato ex M5S. Ma a smentirlo è la stessa Chiaraluce: "Corro con Italexit per portare CasaPound in Parlamento". Quando a Roma vengono presentate le liste per le imminenti elezioni, scrosciano gli applausi di militanti e dirigenti di Cpi. Due i nomi più…
MILANO - Italexit contro i Patrioti (con l'aiuto di CasaPound). Chiamato al suo vero banco di prova dopo due anni di vita, il 25 settembre il movimento del senatore uscente Gianluigi Paragone spiegherà le vele contro il suo nemico dichiarato: l'Europa. Ma il vero avversario al quale "Italexit" sogna di scalfire voti è FdI. Possibile? Molto ambizioso, certamente. Perché il primo ostacolo da superare è il 3%.
Fine agosto. Paragone presenta una delle candidate di punta: la neofascista di CasaPound Carlotta Chiaraluce. "Lady preferenze", come la chiamano nella sua Ostia. La scelta fa discutere. "CasaPound non c'entra con noi", dice l'imbarazzato ex M5S. Ma a smentirlo è la stessa Chiaraluce: "Corro con Italexit per portare CasaPound in Parlamento". Quando a Roma vengono presentate le liste per le imminenti elezioni, scrosciano gli applausi di militanti e dirigenti di Cpi. Due i nomi più mediatici schierati: Chiaraluce e il Novax triestino Stefano Puzzer. La prima è capolista nel Lazio, il secondo nelle Marche. Un mix che è uno specchio: attivisti anti vaccino e anti green pass, e qualche camerata. Questi sono i big di Paragone. Nel Lazio c'è l'ex vicequestore Nunzia Schillirò, per il Senato l'infermiere e sindacalista Enzo Palladino. E poi, appunto figure vicine all'estrema destra.
Oltre a "lady preferenze", ecco in Calabria, capolista alla Camera, l'ex Cpi Massimo Cristiano. In Veneto è in pista Simone Brizzi, consigliere comunale a Bussolengo, da anni vicino alle "tartarughe nere". È un asse, quello tra il movimento antisistema di Paragone e pezzi di destra estrema. Il casapoundista Fabio Barsanti, assessore a Lucca, è targato Italexit. Dove e come nasce il feeling coi neofascisti di via Napoleone III a Roma? Perché per Chiaraluce si è materializzato un collegio ritenuto blindato? Le voci, tra i camerati, girano insistenti. È vero, come si dice, che il ruolo di CasaPound è stato più che utile nella raccolta delle firme di Italexit? Il partito di Paragone è stato tra i primi a presentarle. Per ricambiare il favore, è arrivata la candidatura delle "tartarughe nere".
Racconta una fonte: "Gianluca Iannone, anima e leader di Cpi, ha deciso di dare una mano. Per mettere i bastoni tra le ruote a Simone Di Stefano, ex segretario di Cpi, ora in corsa con 'Alternativa per l'Italia' fondato con Mario Adinolfi". Risultato: l'unico che ha davvero chances di superare il 3%, ora, è Italexit. I voti da rosicchiare a Meloni, certo. Ma anche a Salvini. "È un traditore - diceva ieri Paragone ospite di "Metropolis" su Repubblica - Io prenderò i voti della prima Lega".