✕

Letta: "Meloni lavora per sfasciare la nostra Europa. Un regalo a Mosca"

(fotogramma)

Ascolta l'audio

Intervista al segretario Pd: "Ha creduto alla sua moderazione solo chi ci ha voluto credere. Siamo l’unico partito che interpreta la questione sociale"
4 minuti di lettura

Enrico Letta, l'Italia vota mentre il mondo rischia una guerra mondiale?
"Spero e credo di no. Sono convinto che l'escalation di Putin gli creerà un sacco di problemi all'interno della Russia, come dimostra anche la fuga di molti cittadini e la crescente opposizione interna. Ma è chiaro che siamo entrati in un fase molto delicata. Putin vive una crisi a causa del clamoroso insuccesso della sua guerra, un fallimento totale".

Le notizie da Mosca e dall'Ucraina possono influire sugli orientamenti di voto degli italiani?
"Devono influire. Ho l'impressione che ci sia stata un po' di sottovalutazione dell'importanza del voto. Ci si è arrivati in modo scanzonato. Orbàn l'ha detto in modo chiaro: se in Italia vince la destra è una grande notizia. Per Putin, ovviamente".

Che c'entra Putin?
"Nonostante l'atteggiamento atlantista pro Ucraina, Meloni è oggettivamente allineata al pi&ug…

Enrico Letta, l'Italia vota mentre il mondo rischia una guerra mondiale?
"Spero e credo di no. Sono convinto che l'escalation di Putin gli creerà un sacco di problemi all'interno della Russia, come dimostra anche la fuga di molti cittadini e la crescente opposizione interna. Ma è chiaro che siamo entrati in un fase molto delicata. Putin vive una crisi a causa del clamoroso insuccesso della sua guerra, un fallimento totale".

Le notizie da Mosca e dall'Ucraina possono influire sugli orientamenti di voto degli italiani?
"Devono influire. Ho l'impressione che ci sia stata un po' di sottovalutazione dell'importanza del voto. Ci si è arrivati in modo scanzonato. Orbàn l'ha detto in modo chiaro: se in Italia vince la destra è una grande notizia. Per Putin, ovviamente".

Che c'entra Putin?
"Nonostante l'atteggiamento atlantista pro Ucraina, Meloni è oggettivamente allineata al più grande desiderio di Putin, che è far implodere l'Europa. È in atto il primo vero tentativo di disfare la Ue. In questo Meloni si muove come il governo polacco, atlantista e anti-europeista, ma le due cose insieme non stanno".

Non crede a Meloni "moderata"?
"Alla moderazione di Meloni ha creduto solo chi voleva farsi ingannare. Il voto del suo partito sull'Ungheria al Parlamento europeo è stata l'ennesima dimostrazione che non è cambiata. Aveva l'occasione di dimostrare il contrario, ha confermato che è in linea con Salvini".

Le priorità degli italiani però sembrano altre.
"Dall'Europa dipendono la tenuta del nostro debito, cioè dei nostri risparmi, e la spesa degli oltre 200 miliardi del Pnrr, che non possiamo fallire".

Meloni la accusa di cercare di vincere con il "voto" dei governi esteri anziché con quello delle elezioni.
"La sua reazione alla mia vista a Berlino, fatta per trovare sponde sul tema energetico nell'interesse nazionale, è un'altra prova della sua avversione a Berlino, Parigi, Bruxelles, il cuore dell'Europa".

Ha visto il video in cui l'assessore lombardo di FdI Romano La Russa fa il saluto romano?
"Episodio grave, ancora più grottesca la spiegazione che FdI ha provato a dare, cioè che La Russa voleva fermare i saluti romani. Siamo al di là del comico. Da Meloni non sono mai venute parole chiare su questo tema. Lo dimostra la fiamma che continua a campeggiare nel simbolo senza che nessuno si ponga il problema. Il Pd ha sempre messo in luce i pericoli legati all'oggi, ma il problema è sotto gli occhi di tutti".

Anche il Pd ha candidati che hanno preso posizioni discutibili.
"E a loro abbiamo chiesto di fare passi indietro. In FdI invece c'è Ignazio La Russa che dice che siamo tutti eredi del Duce. Erede sarà lui, noi abbiamo altri antenati".

Il Pd ha ricevuto critiche per aver impostato troppo la campagna sull'allarme Meloni e sul voto utile: "altrimenti vincono loro".
"Man mano che si avvicina il giorno delle elezioni viene fuori l'evidenza della gravità della vittoria della destra, era e resta giusto sottolineare questo rischio. D'altra parte rivendico il fatto che abbiamo raccontato l'idea di Paese che vogliamo, le nostre parole d'ordine, il lavoro per i giovani, gli investimenti nella salute e nella scuola pubbliche, la difesa dell'ambiente contro il negazionismo climatico, i diritti e le libertà individuali, il racconto di una società che sintetizzo con lo slogan che userò in questi ultimi giorni di campagna: solo se vinceremo noi ci sarà un'Italia più giusta".

Il M5S, soprattutto al Sud, sembra in grado di intercettare la questione sociale meglio di voi. La sorprende?
"Da un punto di vista elettorale un risultato importante del M5S al Sud ci favorisce, rende contendibili anche collegi uninominali che in teoria non lo erano. Politicamente è la conferma del grande disagio del Sud che si sente abbandonato e si aggrappa al reddito di cittadinanza, che il M5S sta usando come bandiera. Ma noi sul Sud ci siamo, molto meglio degli ultimi anni, questa è l'ultima occasione per farlo rialzare e per questo da Taranto abbiamo lanciato il nostro piano per il Mezzogiorno, che non si salva con un derby tra Lega nord e il M5S nelle vesti di Lega Sud".

Ma le previsioni sul M5S non hanno già fatto cadere lo slogan di partenza del Pd, o noi o Meloni?
"Il Sud è un pezzo del Paese, decisivo, ma la partita nazionale resta quella, come testimonia anche lo sgonfiamento del Terzo Polo e la campagna sempre più rabbiosa che Calenda conduce contro il Pd".

Calenda dice che considera un insuccesso prendere meno del 10 per cento.
"Dica quello che vuole, ho smesso da tempo di seguire le sue cinquanta sparate quotidiane".

Qual è invece l'asticella per giudicare il risultato del Pd?
"Non la metto e non avrebbe senso farlo. Oltre al dato della lista, ci sono altri fattori che decideranno la partita, come la quota maggioritaria dei collegi e il dato della coalizione".

La coalizione del Pd non pare il punto forte di questa campagna.
"Attenzione a contare bene i voti. La destra vince in molti collegi uninominali con un margine ampio e inutile, noi ne vinciamo molti con un margine più stretto. Ricordo che Trump vinse le presidenziali prendendo meno voti di Hillary Clinton".

Ma nella quota proporzionale i vostri alleati pesano poco.
"Portano voti decisivi, oggi sarò insieme a Emma Bonino a Roma per la chiusura della campagna di +Europa, li voglio ringraziare, hanno fatto una scelta importante e Emma ha fatto una bellissimo lavoro".

Letta resta segretario del Pd anche in caso di sconfitta?
"Non ha senso ragionare di questo. È la destra che coltiva la venerazione presidenzialista per un capo. Prima c'erano Berlusconi e le ancelle, poi ha scommesso su Salvini, adesso su Meloni. Affidarsi ciecamente a un capo non paga e non è il nostro modo di intendere la politica, anche perché poi è il modo migliore per ucciderlo, il capo. Si chiedono al leader miracoli che nessuno può fare, così si passa al successivo".

Romano Prodi dice che il Pd ha lasciato solo il segretario. Si sente abbandonato dal suo partito?
"Il Pd l'ho visto sempre impegnato, con una assunzione di completa responsabilità. E Prodi è stato il più impegnato di tutti, è la nostra leggenda vivente, l'unico che ha battuto Berlusconi. Lo voglio ringraziare pubblicamente perché avrebbe potuto fare la campagna in poltrona e invece ci ha dato una enorme spinta, anche psicologica".

Non crede che nel Pd ci sia già chi pensa più al congresso e al cambio di leadership piuttosto che al risultato delle elezioni?
"Non ho questa impressione. Dopo la giornata di mobilitazione a Monza degli amministratori la nostra campagna ha fatto un salto di qualità, è passata dalla fase agostana, più centrata sulla comunicazione digitale, alla battaglia vera sul territorio. Sento molto la spinta dei nostri sindaci e dei circoli. Pur con i nostri difetti e i nostri errori, siamo gli unici che possono dare risposta al bisogno di più uguaglianza e più diritti che c'è nel Paese".

Pensa davvero di poter vincere?
"Certo. Io la vedo l'Italia del futuro, serve uno sforzo finale affinché gli elettori la vedano insieme a noi".