Letta archivia Conte “Mai più insieme” Ma Orlando si smarca
di Claudio Reale , di Claudio RealePrima gira Roma in bus con Emma Bonino, che intona "Bella ciao" e invoca ancora una volta il voto utile per arginare la destra, poi vola a Palermo per chiudere la campagna di Caterina Chinnici per le Regionali in uno dei luoghi simbolo della movida nel capoluogo siciliano, piazza Sant'Anna. E da lì, per Enrico Letta, è naturale l'affondo verso i Cinquestelle: "Hanno deciso di andare da soli - tuona - hanno fatto cadere Draghi, una responsabilità grave. Le nostre strade si sono divise in quel momento in maniera irreversibile. Anche qui hanno deciso di sfilarsi e andare da soli, dopo le primarie, dopo un patto con gli elettori".
C'è l'ultimo assalto alla destra, che "aiuta la Russia di Putin", ma in Sicilia è cruciale la sfida coi Cinquestelle. Nell'isola i grillini si sono sfilati last minute dall'alleanza alle Regionali, abbandonando Chinnici alle difficoltà della sua campagna volutame…
Prima gira Roma in bus con Emma Bonino, che intona "Bella ciao" e invoca ancora una volta il voto utile per arginare la destra, poi vola a Palermo per chiudere la campagna di Caterina Chinnici per le Regionali in uno dei luoghi simbolo della movida nel capoluogo siciliano, piazza Sant'Anna. E da lì, per Enrico Letta, è naturale l'affondo verso i Cinquestelle: "Hanno deciso di andare da soli - tuona - hanno fatto cadere Draghi, una responsabilità grave. Le nostre strade si sono divise in quel momento in maniera irreversibile. Anche qui hanno deciso di sfilarsi e andare da soli, dopo le primarie, dopo un patto con gli elettori".
C'è l'ultimo assalto alla destra, che "aiuta la Russia di Putin", ma in Sicilia è cruciale la sfida coi Cinquestelle. Nell'isola i grillini si sono sfilati last minute dall'alleanza alle Regionali, abbandonando Chinnici alle difficoltà della sua campagna volutamente dai toni bassi, ma col passare dei giorni sono anche diventati un'insidia diretta sul campo del voto utile: piazza Sant'Anna, più piccola di piazza Verdi che Giuseppe Conte ha riempito sabato, non straripa di gente, e adesso nel Mezzogiorno i Cinquestelle sfidano apertamente il Pd. Con un obiettivo preciso, la testa del segretario dem: "Con questo gruppo dirigente - ha detto anche ieri il capo Cinquestelle - non mi siedo a tavola".
Così, fra i dirigenti del partito, c'è chi si smarca e chi resta in scia. "Il tema di un dialogo e di un confronto c'era prima e non si è esaurito con l'impossibilità di una coalizione - avvisa il ministro del Lavoro Andrea Orlando - se si ferma la destra e si afferma il campo del centrosinistra c'è una possibile riflessione su come recuperare ciò che si è rotto col M5s e con le altre forze che non si riconoscono nel campo del centrodestra". Opposta la posizione del vicesegretario del partito, il siciliano Peppe Provenzano: "L'uscita del Movimento 5Stelle dalla coalizione - attacca - ha danneggiato i siciliani perché Conte ha tradito un patto non tanto con il Pd ma con gli elettori che avevano votato le primarie, oltre 30mila persone, e ha abbandonato una donna come Caterina Chinnici facendo un favore a Renato Schifani". "Io - minimizza alla fine Letta - ho visto solo una grande unità nel partito. Io non cado nelle provocazioni dei Cinquestelle. Ci sono 32 mila elettori siciliani che si sono fidati della parola di chi ha voluto fare le primarie e ha voluto farle così. Poi i Cinquestelle hanno cambiato idea all'ultimo minuto, dimostrando cosa vuol dire la parola data. La determinazione pagherà".
Si pensa a domenica, intanto. Sul reddito di cittadinanza ci sono parole di apertura per catturare il pubblico 5S, ma ovviamente l'avversario è la destra, che proprio a Palermo martedì ha chiesto qui a Palermo una stretta sulla piazza: "Quella non - dice Letta - è stata una bella giornata". "Alle contestazioni - rilancia poi Provenzano - si risponde con la democrazia". È una chiamata a raccolta con una duplice valenza. Per stabilire se un campo progressista, in futuro, possa esserci ancora.