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L'orgoglio del Pd in piazza del Popolo, Letta: "Difendiamo la Costituzione. La rimonta c'è"

Chiusura corale dei dem a piazza del Popolo a Roma. Schlein a Meloni: "Amo un’altra donna ma non sono meno donna"  
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ROMA - Nella piazza del Pd risuona Bella Ciao, la canzone partigiana, quando ancora i militanti stanno occupando le circa mille sedie collocate il giorno prima per la manifestazione della destra. E perciò ci scherzano su: "So' le sedie di Giorgia Meloni, ma ora ci siamo noi".  

Piazza del Popolo si riempie lentamente, ma alla fine il colpo d'occhio è da tutto esaurito. Sventolano le bandiere dem, i militanti ritmano "En-ri co, En-ri-co". Enrico Letta esordisce dal palco con una delle cose che più gli sta a cuore: "Abbiamo scelto di essere tutti insieme, è la scelta più importante di tutte". E infatti il segretario ha voluto tutto lo squadrone del Pd accanto, una chiusura corale, due minuti di intervento a testa: i candidati, i governatori, i sindaci, gli europarlamentari. È l'orgoglio dem. Per dimostrare che "la rimonta c'è. Andiamo a vincere domenica. Viva la Ue. Viva …

ROMA - Nella piazza del Pd risuona Bella Ciao, la canzone partigiana, quando ancora i militanti stanno occupando le circa mille sedie collocate il giorno prima per la manifestazione della destra. E perciò ci scherzano su: "So' le sedie di Giorgia Meloni, ma ora ci siamo noi".  

Piazza del Popolo si riempie lentamente, ma alla fine il colpo d'occhio è da tutto esaurito. Sventolano le bandiere dem, i militanti ritmano "En-ri co, En-ri-co". Enrico Letta esordisce dal palco con una delle cose che più gli sta a cuore: "Abbiamo scelto di essere tutti insieme, è la scelta più importante di tutte". E infatti il segretario ha voluto tutto lo squadrone del Pd accanto, una chiusura corale, due minuti di intervento a testa: i candidati, i governatori, i sindaci, gli europarlamentari. È l'orgoglio dem. Per dimostrare che "la rimonta c'è. Andiamo a vincere domenica. Viva la Ue. Viva l'Italia democratica e progressista, Viva il Pd". Sono le parole con cui Letta chiama i militanti alle ultime ore di campagna elettorale . Incita: "Noi abbiamo fatto la scelta di difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e dalla lotta partigiana e non permetteremo che venga stravolta dalla destra". Al Tg1 più tardi dirà che "se ci sarà un dibattito sulle riforme, noi ci saremo, ma il presidenzialismo è una scorciatoia e un alibi per dire "dateci tutti i poteri"". 

 

Il segretario dem declina il frame della campagna elettorale del Pd: "Scegli". Significa "scegliere l'Italia del futuro, la lotta alla precarietà, la riduzione delle tasse sul lavoro, mentre la destra ha scelto sul fisco la flat tax che aiuta i ricchi". Vuol dire scegliere l'Italia dei diritti, con la promessa di fare approvare il ddl Zan contro l'omotransfobia, ma anche lo ius scholae. E poiché i diritti civili e sociali procedono insieme, il salario minimo e la tutela dell'ambiente sono priorità.  "Ho fatto la campagna elettorale con un bus elettrico anche per testimoniare la difficoltà che vive il Paese nella transizione ecologica. È passata la presa in giro, anche da personaggi che hanno fatto la campagna elettorale con jet privati", è l'attacco a Matteo Renzi che appunto ha usato il jet,  in tv nell'intervista a Metropolis, dove rincara: "La destra vota sempre contro in Europa sul clima, è negazionista". 

Poi chiama l'applauso per Roberto Speranza, il ministro della Salute che aveva scandito: "Il vaccino è patrimonio del Paese. Meloni e Salvini inseguono i no Vax" . La piazza è generosa di applausi. L'applausometro di impenna per Elly Schlein, che fa coming out: "Sono una donna, amo un'altra donna, ma non per questo sono meno donna. E non sono una madre, ma questo non mi rende meno donna, perché non siamo uteri ambulanti" e denuncia Meloni e la negazione dei diritti.

Schlein a Meloni: "Amo una donna, non sono madre ma non sono meno donna"

Applausi divertiti per lo show del governatore campano, Vincenzo De Luca che ironizza: "Non mi sento di dire che offriamo un segretario scoppiettante e pirotecnico, e vabbuò, non ce l'ha. Ma offriamo dirigenti di grande competenza, onestà e serietà, in grado di parlare all'Europa". Sono 24 gli interventi da Roberto Gualtieri e Nicola Zingaretti ai ministri Lorenzo Guerini, Dario Franceschini e Andrea Orlando ai "governatori". Nel backstage l'emiliano Stefano Bonaccini, dato come futuro sfidante di Letta al congresso,  cronometra gli interventi e scherza: "Chi rispetta i due minuti sarà candidabile a vita". Dal palco rilancia: "Facciamo come gli aquiloni che si alzano quando il vento è contrario".  Guerini  è tornato da Kiev, 28 ore di treno in due giorni. Il timore di tutti? Non superare la soglia del 20%. Ci si racconta aneddoti da campagna elettorale: Gianni Cuperlo sull'ultimo volantinaggio e Anna Rossomando idem. Il segretario Letta dedica l'ultimo pensiero a David Sassoli, citando una sua massima: "La speranza siamo noi quando non alziamo muri e non facciamo muri alle frontiere".