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Bufera sulle parole di von der Leyen. Salvini: "Cosa è bullismo istituzionale?". Letta: "La frase crea casino"

Ieri la presidente della Commisione europea aveva detto: "Se le cose in Italia, dopo il voto, vanno in una direzione difficile abbiamo gli strumenti...". Ma il portavoce chiarisce: "Non voleva ingerire sulle elezioni"
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La bufera ha cominciato a prender corpo già ieri sera, appena le parole di Ursula von der Leyen sono rimbombate nella sala degli accademici all'università di Princeton, non lontano da New York. "Se le cose in Italia dopo il voto vanno in una direzione difficile - ho già parlato di Ungheria e Poloni - abbiamo gli strumenti...". Oggi quella frase della presidente della commissione europea, letta da molti come una minaccia, è piombata scuotendo l'ultima giornata di campagna elettorale, con i leader a dividersi i salotti buoni della capitale e la leader di FdI a concludere il suo comizio a Napoli.  Riuscendo in qualche modo, a mettere d'accordo un po' tutti in questa litigiosissima tornata elettorale, da Salvini a Tajani, da Letta a Renzi e Meloni. uniti nel dire: "L'Europa non interferisca sulle elezioni italiane".

E a mitigare un po' l'atmosfera non è bastato neanche l'intervento del porta…

La bufera ha cominciato a prender corpo già ieri sera, appena le parole di Ursula von der Leyen sono rimbombate nella sala degli accademici all'università di Princeton, non lontano da New York. "Se le cose in Italia dopo il voto vanno in una direzione difficile - ho già parlato di Ungheria e Poloni - abbiamo gli strumenti...". Oggi quella frase della presidente della commissione europea, letta da molti come una minaccia, è piombata scuotendo l'ultima giornata di campagna elettorale, con i leader a dividersi i salotti buoni della capitale e la leader di FdI a concludere il suo comizio a Napoli.  Riuscendo in qualche modo, a mettere d'accordo un po' tutti in questa litigiosissima tornata elettorale, da Salvini a Tajani, da Letta a Renzi e Meloni. uniti nel dire: "L'Europa non interferisca sulle elezioni italiane".

E a mitigare un po' l'atmosfera non è bastato neanche l'intervento del portavoce della commissione europea che ha cercato di spiegare come:  "La presidente von der Leyen non abbia cercato di intervenire nelle elezioni italiane: quando ha parlato di 'strumenti' lo ha fatto con riferimento a procedure in corso in altri paesi per il ruolo della commissione guardiana dei trattati europei e per la difesa dello stato di diritto". La commissione quindi ha ribadito: "lavorerà con qualsiasi governo si formerà" . Ma non è bastato a stemperare le polemiche."Che cos'è? Un ricatto, una minaccia, bullismo istituzionale? O chiede scusa o si dimetta - il commento immediato di Matteo Salvini - Per me non è normale, è vergognoso, non è democratico, che a tre giorni dal voto, la presidente di tutti gli europei esca con una dichiarazione simile". E chiede le sue dimissioni. Poi a metà pomeriggio la Lega chiama a raccolta la sua gente per un sit - in  di protesta sotto la sede della Commissione europea, a Roma.

Ma anche Enrico Letta si sente in dovere di intervenire sulla questione, perché ammette, la "frase crea piuttosto casino".  E siccome:  "da parte delle istituzioni europee bisogna che si lasci campo libero" il segretario del Pd si dice sicuro che ci sarà un chiarimento, "altrimenti queste frasi avranno un effetto diverso da quello che voleva lei. Ricordo che von der Leyen è leader del partito europeo di Berlusconi e Tajani, che è una personalità europea dentro una dinamica politica di cui fa parte la parte italiana che sta protestando. Non montiamo un caso...".

Ed eccolo Tajani:" C'è stata una correzione del portavoce di von Der Leyen", ammette. Ma allo stesso tempo avverte: "Va detto a tutta la Commissione Ue, compreso il socialista Timmermans, che fa campagna, che l'Italia è un paese libero e democratico e non prende lezioni da nessuno". Da Napoli, Giorgia Meloni parla invece di "gamba tesa" perché " una cosa sono i partiti politici, il Parlamento, il ruolo politico, ma i Commissari è come se fossero i ministri di tutta la Commissione europea". Quindi  "consiglio prudenza, se si crede nella credibilità dei Commissari europei e della Commissione". La leader di Fdi però dà la colpa di quanto accaduto anche al segretario del Pd " Che non fa altro che sputare sull'Italia in giro per il mondo".

Le parole dette da Ursula non sono piaciute neanche a Matteo Renzi. "Non ci aspettiamo giudizi sul nostro libero gioco democratico. Rivendichiamo il diritto di scegliere i nostri rappresentanti". Su  twitter arriva la reazione di De Magistris: "L'italia è una grande nazione - scrive il portavoce di unione popolare - deve ritrovare piena sovranità e la sua vocazione di paese costruttore di pace nel mondo, sono inaccettabili tutte le interferenze straniere sul voto da quelle di Putin a quelle di Zelensky, daBbiden alla nato, da ultimo dalla von der Leyen".

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