Conte rottama Grillo e resuscita il Movimento
di Stefano Cappellini , di Stefano CappelliniLa piazza è quella dei successi del centrosinistra e della sede storica dell'Ulivo di Romano Prodi, Santi Apostoli, ma l'ingresso del palazzo dove il Professore festeggiò la vittoria su Silvio Berlusconi resta sgombro. I manifestanti non sono molti, duemila, forse tremila persone, più di metà piazza resta vuota. Compatta però per Giuseppe Conte, che sta ovunque, sulle magliette, sugli striscioni e certo nel cuore di tutti i presenti al comizio finale del leader del Movimento 5 Stelle in questo anno I dell'era d.G. - dopo Grillo - del Movimento. Ci vogliono più di tre ore di palco e di interventi prima che il nome del fondatore venga nominato. È Conte a farlo, garantendo che i valori sono sempre quelli scolpiti nella pietra da Grillo e Casaleggio senior. Grande assente anche l'ex sindaca Virginia Raggi.
L'ex premier parla brevemente una prima volta alle 19, il tempo di rivendicare il successo della sua strategi…
La piazza è quella dei successi del centrosinistra e della sede storica dell'Ulivo di Romano Prodi, Santi Apostoli, ma l'ingresso del palazzo dove il Professore festeggiò la vittoria su Silvio Berlusconi resta sgombro. I manifestanti non sono molti, duemila, forse tremila persone, più di metà piazza resta vuota. Compatta però per Giuseppe Conte, che sta ovunque, sulle magliette, sugli striscioni e certo nel cuore di tutti i presenti al comizio finale del leader del Movimento 5 Stelle in questo anno I dell'era d.G. - dopo Grillo - del Movimento. Ci vogliono più di tre ore di palco e di interventi prima che il nome del fondatore venga nominato. È Conte a farlo, garantendo che i valori sono sempre quelli scolpiti nella pietra da Grillo e Casaleggio senior. Grande assente anche l'ex sindaca Virginia Raggi.
L'ex premier parla brevemente una prima volta alle 19, il tempo di rivendicare il successo della sua strategia ("Ci davano per morti e siamo qua) e attaccare Mario Draghi ("Non sappiamo nemmeno se potremo accendere i riscaldamento in inverno, bel risultato per il governo"), poi riattaccherà due ore dopo per riprendere da dove aveva lasciato: "Il giorno che sono andato via da Chigi - Conte dice sempre così, solo "Chigi", era un vezzo anche di Rocco Casalino - c'era tanta gente alle finestre che piangeva, ma c'erano pure i furbi che si fregavano le mani, li abbiamo mandati a casa!". I furbi draghiani. Ovazione, naturalmente.
In piazza ci sono quasi solo ex elettori di sinistra. "Io ho fatto Manifesto, Pdup e Rifondazione". E perché Conte? "Ha fatto il governo più di sinistra della storia". Tra i primi ad arrivare in piazza c'è la senatrice ex Leu ed ex demoproletaria Loredana de Petris, molto omaggiata dai manifestanti: "Voto Movimento perché non ci sto alla strategia del Pd di perdere a tavolino". Poi la raggiunge l'ex dem Stefano Fassina: "Li voto anch'io, non è che penso che Conte sia Che Guevara, ma se non ci fosse lui ad arginare Meloni sarebbero guai". C'è pure l'ex leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, da anni vicino al M5S. Il Pd è il partito più detestato. I giudizi sono unanimi: "Non è più sinistra". Michele Gubitosa, un altro dei vice di Conte, esclude la pace con Enrico Letta: "Anche se Meloni non avesse la maggioranza, con questo Pd è impossibile".
Prima del leader parlano i suoi vice, i "pulcini", come li chiamavano i dimaiani. Riccardo Ricciardi dice che grazie al Movimento "l'Italia non prenderà più ordini supinamente da Washington". Paola Taverna si toglie i sassolini dalle scarpe, non per modo di dire: "M'attaccano per come parlo, un giornalista fa sempre pezzi sulle mie scarpe, ce vole vince er Pulitzer". Poi sfotte Matteo Renzi: "Scendesse dal jet privato e annasse a vive cò 500 euro al mese". Gli ultimi due interventi prima del leader sono quelli dei magistrati per Conte. Fa un certa impressione sentire Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia fino a sei mesi fa, dire: "Solo noi del Movimento ci battiamo contro le mafie". Poi tocca all'ex pm Roberto Scarpinato: "Il Movimento è la spina nel fianco del potere. Li abbiamo condannati e sono tornati, tutti".
Quindi, verso le 21, quando su Santi Apostoli è ormai buio, preceduto da un balletto alla Amici, tocca a Conte. Subito una stoccata a Repubblica, gratuitamente, direbbe lui, mentre la gente urla in coro "Giuseppe, Giuseppe": "Non gridate troppo, secondo Repubblica la piazza è vuota". Fa l'elenco dei successi dei suoi governi, uno e due, senza distinzioni, "abbiamo dato una pedata all'austerity, qualcuno voleva il Mes per portarci la trojka in casa". La novità degli ultimi giorni è la riduzione dell'orario di lavoro: "Lo porteremo a 35 ore a settimana e dimostreremo che aumenterà la produttività". L'unica stoccata alla destra è sulla flat tax: "Crosetto ci ha informato che non si può fare, arrivederci e grazie". Quindi l'appello alla pace in Ucraina: "L'unica via è il negoziato". Nelle retrovie spunta l'ex Dino Giarrusso, che dal Movimento è uscito a male parole. Ritorno di fiamma? "No, sono qui per salutare un po' di amici". E Conte? "L'altro giorno l'ho sentito dire in tv che non salva niente del governo Draghi, ma lui dov'era nell'ultimo anno?".
Conte congeda i fan con un appello: "Vi chiedo un ultimo sforzo: andate a casa e convincete tre persone che non intendono andare a votare. Così faremo la differenza". Le previsioni sul voto sono buone, chissà che non diventi il motto del nuovo Movimento targato Conte: uno vale tre.