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Il derby delle due destre sul bottino elettorale del popolo No Vax

(agf)

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Il problema di Meloni è che qualcuno l'ha scavalcata nella caccia al voto di quanti sono contrari a vaccino anti-Covid e reintroduzione del Green Pass
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Speriamo tutti che abbia ragione l'Oms, quando annuncia che "il mondo non è mai stato così vicino alla fine della pandemia". Sarebbe ora, dopo tre anni. Ma se l'inversione della curva dei contagi appena rilevata dal Gimbe dovesse malauguratamente riportarci nell'incubo Covid - e se la nuova ondata trovasse a Palazzo Chigi Giorgia Meloni - l'Italia si troverebbe ad affrontare la nuova emergenza con un governo dichiaratamente contrario alla reintroduzione del Green Pass. È questa infatti la promessa che Meloni ha ripetuto in tutte le piazze d'Italia: mai più il Green Pass, "usato dalla sinistra per imporre alla gente di essere schedata se voleva andare a lavorare".

Del resto, già durante la pandemia aveva sparato a zero contro Draghi e contro Speranza. Accusandoli di "picconare i diritti fondamentali dei cittadini". Di aver sottoposto "centinaia di migliaia di lavoratori a un ignobile ricatt…

Speriamo tutti che abbia ragione l'Oms, quando annuncia che "il mondo non è mai stato così vicino alla fine della pandemia". Sarebbe ora, dopo tre anni. Ma se l'inversione della curva dei contagi appena rilevata dal Gimbe dovesse malauguratamente riportarci nell'incubo Covid - e se la nuova ondata trovasse a Palazzo Chigi Giorgia Meloni - l'Italia si troverebbe ad affrontare la nuova emergenza con un governo dichiaratamente contrario alla reintroduzione del Green Pass. È questa infatti la promessa che Meloni ha ripetuto in tutte le piazze d'Italia: mai più il Green Pass, "usato dalla sinistra per imporre alla gente di essere schedata se voleva andare a lavorare".

Del resto, già durante la pandemia aveva sparato a zero contro Draghi e contro Speranza. Accusandoli di "picconare i diritti fondamentali dei cittadini". Di aver sottoposto "centinaia di migliaia di lavoratori a un ignobile ricatto". Di aver varato "un provvedimento senza alcun senso scientifico, punitivo e vessatorio". E poco importa che sia stato lo strumento che ha portato l'Italia a una percentuale di vaccinati superiore all'85 per cento della popolazione, al quarto posto tra i 27 Paesi dell'Unione europea.

Parole pesanti, le sue, che hanno rotto il fronte della politica nei momenti più delicati della battaglia contro il coronavirus. Mentre Berlusconi e Salvini erano chiamati a condividere le decisioni del governo di cui facevano parte, lei aveva le mani libere e poteva dire "non lasceremo che le mascherine diventino bavagli", o annunciare di non avere alcuna intenzione di vaccinare sua figlia di cinque anni. È difficile dire quanto abbiano pesato le convinzioni personali, in questa scelta, e quanto la voglia di raccogliere a piene mani il consenso di chi si ribellava al Green Pass, ai vaccini e alla zona rossa, arancione o gialla. Ma è fuor di dubbio che ci sia anche il frutto di questa dissociazione dalla campagna vaccinale, in quei 20 punti percentuali guadagnati in soli cinque anni partendo da uno striminzito 4,3 per cento delle ultime politiche.

Il problema di Giorgia Meloni è che qualcuno l'ha scavalcata nella caccia al voto dei No Vax.

E dunque oggi sulla scheda elettorale gli italiani troveranno anche il simbolo di Italexit, il partitino di Gianluigi Paragone che raccoglie quelli che i No Vax considerano i loro eroi: Stefano Puzzer, il capo della rivolta dei portuali di Trieste contro il Green Pass, Nunzia Schilirò, la poliziotta (sospesa dal servizio) che difendeva la "disobbedienza civile" come "dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico", e Giovanni Frajese, l'endocrinologo secondo il quale i vaccini avevano preoccupanti effetti indesiderati persino sui testicoli e sulle ovaie.

È un simbolo, quello di Paragone, che certamente sottrarrà una non piccola fetta di voti alla destra. Se poi superasse il 3 per cento, le toglierebbe anche seggi preziosi. Si capisce dunque perché la leader di Fratelli d'Italia abbia battuto fino all'ultimo sul tasto dell'obbligo dei vaccini (al quale lei è assolutamente contraria), in una gara a chi è più contrario alla linea dura.

Resta però un interrogativo: con quali armi combatterebbe un governo Meloni, se tornasse l'emergenza Covid?